Alta fedeltà
a cura di Andrea Valbonetti
Disquisire sulle sottili linee che differenziano un genere musicale da un altro, trovare le influenze letterarie all'interno dei testi e della poetica di un certo musicista, recensire un album o una singola canzone, scovare le storie più strane ed irriverenti che hanno caratterizzato la vita di un artista, descrivere le emozioni che solo certi autori sanno comunicare…
Scrivere e leggere di musica può essere appassionante quasi come ascoltarla.
Recensioni, curiosità e rimandi tra musica, letteratura e vita saranno le trame portanti di questa rubrica: un juke box virtuale da cui trarre preziosi spunti e consigli per arricchire la propria discografia.
Per inviare vostri articoli e proporre nuovi argomenti musicali da affrontare, scrivete a andrea.valbonetti@tiscali.it
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Inside Out
We don't need no education
We don't need no thought control
No dark sarcasm in the classroom
Teachers leave them kids alone
Sono sempre di più gli editori che decidono di pubblicare libri inerenti al mondo della musica pop e rock. Visitando librerie di ogni dimensione è ormai una consuetudine trovare almeno uno o più scaffali occupati dai libri musicali. Per scrivere questo pezzo, perciò, ho deciso di rinfrescare le mie conoscenze di questo genere e di prepararmi recandomi, con penna e quaderno, in una delle numerose librerie della mia città. Ho cominciato a girare tra i vari reparti finché non mi sono imbattuto in uno spazio dal nome suggestivo "Spettacolo e Musica". Lì mi sono seduto su un piccolo divanetto ed ho iniziato ad osservare, prendere in mano, appuntare e classificare il florilegio di pubblicazioni musicali, stipate e accatastate tra gli scaffali. Dopo un pomeriggio di osservazione, credo di essere in grado di individuare, attraverso alcuni tratti essenziali, le principali tipologie di libro musicale pubblicate oggi.
- Libri con testi, traduzione, discografia e breve storia dell'artista.
- Libri di altri artisti o scrittori che raccontano la propria passione per un certo musicista o per un genere musicale.
- Libri di roadies e groupies che narrano la propria esperienza di vita accanto ai grandi miti del rock tra storie di droga, alcol, sesso sfrenato e gossip vari.
- Biografie ufficiali o meno curate da giornalisti o da fantomatici esperti.
- Guide, piccole enciclopedie, testi di consultazione che ripercorrono la storia di un genere musicale.
- Autobiografie di star che decidono sia giunto il momento di fare un punto sulla propria storia e di aprire gli archivi della propria memoria.
È, inoltre, possibile catalogare anche i formati di questi libri. Per la maggior parte si tratta di pubblicazioni tascabili in brossura, dal prezzo contenuto, con foto in bianco e nero o inserti fotografici a colori. Alcuni di questi libri sono di editori completamente sconosciuti, che, dall'uscita del volume ad oggi, risultano probabilmente scomparsi. Si trovano gettati alla rinfusa oppure soffrono una sindrome da mummificazione da scaffale: sono, infatti, po' polverosi, con le pagine ingiallite e mostrano in copertina la foto di una band che nel frattempo si è sciolta. Esiste, invece, un altro tipo di pubblicazione completamente differente. Si tratta di libri di grande formato, rilegati, dal prezzo elevato con carta patinata, foto a colori e disegni che li rendono, in tutto e per tutto, identici ad un raffinato catalogo d'arte. Libri di qualità che impreziosiscono la biblioteca del lettore, oltre che per il contenuto, anche per la forma.
Durante questo pomeriggio di osservazione, poi, sono rimasto sinceramente sorpreso, constatando che nel mondo usa e getta di oggi è possibile trovare un libro con i testi e una biografia musicale di gruppi o artisti che hanno alle spalle solo un disco o due e che fra cinque anni saranno spariti in un giusto oblio, ma è veramente difficile trovare titoli recenti relativi a numerosi musicisti o gruppi che hanno nobilitato la storia della musica rock, se si fa eccezione per alcuni artisti che inspiegabilmente la fanno da padrone con decine di libri dedicati.
Aggiungo un ulteriore elemento che forse potrà rendermi colpevole di un eccesso di integralismo. Credo di potere affermare e sostenere con sicurezza che i libri migliori del genere musicale sono quelli in cui la voce narrante appartiene ad un grande artista che, dopo anni e anni di carriera, decide di esporsi e raccontare la propria storia. Una storia in prima persona che travalica il mondo della musica ed abbraccia il contesto politico, sociale e culturale in cui si è sviluppata. Una storia che permette ai fan di scoprire una serie di particolari interessanti sulla vita di musicisti che hanno segnato il loro cammino. Una storia che, quando ben scritta, ci conduce per mano tra le pagine e le pieghe più nascoste della musica e ci rende, per una volta, più vicini ai nostri miti.
Purtroppo non sono molti i libri di questo genere, né tanto meno sono pubblicati con una certa frequenza.
Inside Out - La prima autobiografia dei Pink Floyd, scritto da Nick Mason, batterista storico della band (con l'aiuto del giornalista Philip Dodd), e pubblicato da poco in Italia da Rizzoli, però, ha tutte le caratteristiche che un ottimo libro musicale dovrebbe possedere.
Si tratta, infatti, di un'opera monumentale (circa trecentosessanta pagine) e curata in ogni dettaglio a partire dall'intensità del racconto e dall'esclusività delle immagini, per arrivare alla ricchezza dei materiali su cui è stampato e alla grandezza del formato. Il libro, suddiviso in dodici capitoli, a cui si aggiunge un poscritto dell'autore ed una cronologia molto dettagliata, narra le vicende di una delle band storiche del rock, a partire dal primo incontro fra i futuri membri fino ai giorni nostri, passando per contrasti e successi folgoranti, eccessi ed aule di tribunale, opere geniali e fragilità. Ciò che rende particolare e prezioso questo libro sin dal primo momento che si prende in mano e si inizia a sfogliare, magari più per curiosità che per vero interesse, è la ricchezza di fotografie, disegni, memorabilia, atmosfere che emergono da ogni pagina e che arricchiscono il testo scritto.
Se un fan della band, infatti, può rimanere conquistato già dalla bellezza di questo libro come oggetto in sè, un appassionato di musica in generale non può non rimanere colpito dallo stile narrativo di Mason la cui memoria si dipana attraverso immagini inedite, dialoghi, aneddoti drammatici e spiritosi che inducono il lettore, nel giro di qualche riga, dalla lacrima alla risata, dalla depressione all'euforia.
Quando mi hanno chiesto di scrivere questo pezzo ero alquanto titubante per due ragioni. Uno, non sono un grande conoscitore dei Pink Floyd. Ho tre vinili a casa che appartengono a mio padre, ma non li ho mai ascoltati più di tanto. Due, come potere scrivere un articolo sui Pink Floyd senza avere interiorizzato la loro musica ed il loro ruolo nel panorama musicale degli ultimi quarant'anni? Ho provato comunque ad accettare la sfida decidendo di partire "Alla rovescia" (prendendo spunto dal titolo del libro) per provare a me stesso se la lettura di questa autobiografia mi avrebbe portato ad appassionarmi alla vicenda artistica dei Pink Floyd e ad ascoltare la loro musica. Allo stesso tempo, ho pensato che avrei avuto un occhio più distaccato e neutro per esprimere un parere su Inside Out in quanto non avevo pregiudizi positivi o negativi sulla band.
Ho, così, trascorso un paio di giorni con questo libro tra le mani alzandomi dal divano solo per nutrirmi e per sgranchirmi le gambe ogni tanto. Già a pagina venti avevo capito che la scommessa era stata vinta; sono, infatti, andato a cercare fra i vinili e ho messo nel giradischi Atom heart mother mentre leggevo le vicende che hanno portato alla nascita di questo disco. Per una volta, quindi, non è stata la passione per un artista a portarmi alla lettura della sua autobiografia, ma la bellezza di questa autobiografia a portarmi all'ascolto della musica. Riflettendo sull'emozione che procurano questi corto circuiti tra parola scritta e musica, tra libro e disco ho provato ad immaginare quale gioia profonda dovesse suscitare questo libro in mano ad un fan della prima ora dei Pink Floyd. L'effetto l'ho visto sulla faccia di mio padre quando ha iniziato a raccontare, con il libro sulle gambe, gli episodi della sua vita in cui i Pink Floyd avevano fatto da colonna sonora.
Più la lettura mi conquistava, pagina dopo pagina, più diventavo impermeabile a qualunque interruzione esterna, a qualunque cosa che cercasse di distogliere la mia attenzione da una storia mitica e vera, allo stesso tempo, come ne esistono poche. Più mi addentravo nelle vicende private e creative di Syd Barrett, Rick Wright, Roger Waters, David Gilmour e Nick Mason, più si creava un'immedesimazione in uno o l'altro dei componenti. Il visionario Syd con il suo rapido abbandono, il duro e determinato Roger, la guida negli anni del più grande successo, il più tranquillo David, che ha saputo sostituire Syd e mettersi al servizio della band o ancora il fedele Nick, unico membro a non avere mai lasciato la band.
Inside Out ti porta a scoprire da dove sono nate le ispirazioni per brani che hanno cambiato per sempre la storia del rock, ma ti conduce anche, attraverso la storia dei Pink Floyd, negli anni d'oro della rivoluzione giovanile del '68, nei club underground di Londra dove nasceva la psichedelia, negli anni del tatcherismo, nelle tourné e nei viaggi in giro per il mondo. È un modo per condividere la loro vita, le loro passioni ed un'epoca molto lontana dal nostro presente.
Nick Mason, poi, ha un talento come scrittore in quanto riesce a trasmettere perfettamente l'energia creativa che ha animato la carriera dei Pink Floyd. Dal libro, infatti, emerge che il genio della band va al di là del lato musicale, conosciuto più o meno bene da tutti. Il progetto Pink Floyd è stato qualcosa di più completo, eclatante ed originale. Nato dai banchi del politecnico di Londra si è sviluppato, oltre che attraverso la musica, anche attraverso altre forme d'arte che rendevano le esibizioni del gruppo uno spettacolo sempre diverso e mozzafiato. Dai primi esperimenti con i giochi di luce, alla realizzazione di video come Live at Pompeii, in cui al concerto nell'anfiteatro vuoto si alternavano immagini di colate di lava, dai primi esperimenti di campionamento di suoni artificiali fatti con oggetti alla realizzazione di scenografie geniali entrate nel mito come per i concerti di The dark side of the moon, di The Wall o di Piazza San Marco a Venezia.
Da tempo mi chiedevo perché siamo interessati e vorremmo conoscere i lati più privati dei nostri musicisti preferiti, perché la storia di questi gruppi storici ci affascina e ci rende curiosi e felici di fronte ad autobiografie come quella dei Pink Floyd.
Leggendo Inside Out e riflettendo su altre storie musicali, sono arrivato a questa risposta: ogni band può essere intesa come un gruppo di eroi, tra cui spicca sempre un condottiero, che devono affrontare un'impresa epica tra successi, fallimenti, amici e nemici da combattere, sodalizi perfetti e crisi interne. È questa la ragione per cui ancora oggi ci si appassiona di fronte alle vicende di Achille, di Ettore o dell'Orlando Furioso come in chiave più popolare e contemporanea ci si può interessare fortemente alle vicende dei grandi musicisti del nostro tempo. Persone trasformate in personaggi che agiscono, ispirati dalle Muse, in una dimensione parallela in cui ogni gesto, per noi spettatori, ha un significato più profondo e differente rispetto alla normale vita quotidiana.
Libri come Inside Out sono un modo per riportare tutto su un piano di equilibrio, sono un omaggio ai fan e ad un pubblico più vasto per svelare segreti e retroscena di una lunga carriera, sono un modo per fare incontrare eroi e spettatori in uno spazio comune. Allo stesso tempo, credo significhino anche un modo per riconciliare gli artisti stessi con un passato enorme ed un futuro più neutro, appartato e familiare. In questo caso tra le pagine di Mason, passate all'approvazione anche dei vecchi membri dei Pink Floyd, emerge proprio questo tratto di profonda sincerità e necessità di riappacificazione con Roger Waters, con Rick Wright, con David Gilmour, con Syd Barrett e con tutti coloro che hanno permesso attivamente o da ascoltatori di rendere la storia dei Pink Floyd una delle pagine più indelebili del rock.
Vorrei citare per concludere un piccolo passo tratto dal poscritto dell'autore che, partendo da un incontro casuale con Roger Waters, avvenuto quindici anni dopo il loro divorzio musicale, in un'isola dei Caraibi, sintetizza il proprio ruolo nella parabola dei Pink Floyd con un metafora marinara: "Sulla nave Floyd ho lavorato per più di trent'anni quasi sempre da marinaio semplice. Ho prestato servizio sotto capitani severi. Il Pazzo Capitano Barrett è stato il primo; i suoi occhi accesi da leggende di tesori e strane visioni quasi ci hanno portato al disastro, fin quando un ammutinamento ci ha posti sotto il comando del crudele (Non Proprio Allegro) Roger…In seguito Roger sarebbe sceso con noncuranza dalla passerella, per essere sostituito dall'Esperto Lupo di Mare Gilmour".
L'ennesima immagine azzeccata che sintetizza oltre trent'anni di storia della band.
In sintesi, leggere Inside Out è come leggere una saga che ricostruisce un pezzo della nostra memoria collettiva. È un'autobiografia ipnotica che racconta una storia vera, ma narrata come un romanzo popolare d'amore e d'avventura che travalica le generazioni ed unisce genitori e figli in una celebrazione del genio creativo dell'uomo.
Leggi on-line il primo capitolo di Inside Out »
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