Disquisire sulle sottili linee che differenziano un genere musicale da un altro, trovare le influenze letterarie all'interno dei testi e della poetica di un certo musicista, recensire un album o una singola canzone, scovare le storie più strane ed irriverenti che hanno caratterizzato la vita di un artista, descrivere le emozioni che solo certi autori sanno comunicare…
Scrivere e leggere di musica può essere appassionante quasi come ascoltarla.
Recensioni, curiosità e rimandi tra musica, letteratura e vita saranno le trame portanti di questa rubrica: un juke box virtuale da cui trarre preziosi spunti e consigli per arricchire la propria discografia.
Per inviare vostri articoli e proporre nuovi argomenti musicali da affrontare, scrivete a andrea.valbonetti@tiscali.it
Per una volta nessuna recensione.
Ho deciso, infatti, di provare un esperimento per dimostrare la capacità narrativa della musica.
Ho preso così quattro testi di canzoni a cui sono legato, li ho tradotti (nel modo più letterale possibile) e ho provato a montarli in sequenza come un racconto.
In questo caso il tema è l'amore in una sfumatura malinconica e di rimpianto.
A voi il giudizio.
Tramonti tra monti
Sono le 22.15, sabato notte e il rubinetto gocciola sotto la striscia di luce.
Sono seduto nel lavandino della cucina e il rubinetto gocciola, gocciola, gocciola, gocciola, gocciola, gocciola….
Aspetto che il telefono suoni.
E mi sto chiedendo dove sia stata.
E sto piangendo per ieri, mentre il rubinetto gocciola, gocciola, gocciola, gocciola, gocciola, gocciola….
È sempre lo stesso.
Il telefono scivola mollemente dalla mano.
Si perdono le parole, poi qualche scusa imbarazzata.
"Non volevo dirtelo…No, è solo un ragazzo con cui sta uscendo…Non so di preciso, le scorse settimane, credo".
Ringrazia e appendi il telefono.
Abbia inizio il funerale, senti la cassa da morto chiudersi, punta il nastro nero sul tuo cappotto.
L'ilarità si riversa da sotto le porte di questa casa ma non riesco più a capire quel suono.
Sembra artificiale come un set televisivo.
Bene Alice, Alice, Alice, Alice questo peso deve essere soddisfatto, ma tu offri solo una risposta, non sai cosa stai facendo.
E ti strappi, ti strappi i capelli alla radice, da quella stessa testa da cui li hai già strappati due volte.
Adesso, dici, una ciocca di capelli proverebbe che il nostro amore non morirà mai.
Ha ha ha ha.
Mi ricordo tutto.
Quello che ci dicevamo nel gelo di South Street e tutte quelle mattine in cui ti guardavo prepararti per la scuola.
Ti pettinavi i capelli in quello specchio che una volta hai dipinto in blu e decorato con gemme a goccia. Qualcosa riguardo quei colori luminosi che ti avrebbero fatto stare meglio.
Ma adesso ci diciamo parole rovinose che non sono destinate a nessuno.
Solo una frase biascicata in un rapporto ormai effimero.
Ma una volta dicevi di odiare la mia sofferenza, che capivi e dicevi che ti saresti presa sempre cura di me, saresti sempre stata qui.
Dove sei adesso?
Alice, Alice, Alice, Alice i tuoi piani non sono mai stati portati a termine, ma lasciati in sospeso come un filo di lana o uno spago che ora dondola davanti ai miei occhi.
Mentre tu ti strappi ti strappi i capelli alla radice, da quella stessa testa da cui li hai già strappati due volte.
Adesso una ciocca di capelli dici proverebbe che il nostro amore non muore mai.
E io canto e canto di cose terribili.
Il piacere che porta la mia tristezza mentre affondo le mie dita in un altro accordo sgraziato.
Alice, Alice, una terribile bugia.
Questo peso ora sarà soddisfatto.
Ti darò una sola risposta.
Non so chi sono.
Ma parlo nello specchio allo sconosciuto che mi guarda.
Le mie conversazioni sono cerchi con una sola faccia.
Non c'è niente di chiaro eccetto il fatto che continuiamo a tornare indietro alla ricerca di un senso che ora manca.
Ma ormai lui dice le scelte sono state fatte, adesso le devi affrontare oppure non vivere.
Ma tu vuoi veramente questo?
Sto fissando ancora il vuoto dal retro della veranda della mia mente.
L'unica cosa viva. Sono tutto ciò che esiste.
Comincio ad attaccare la mia vodka.
Do colpetti al ghiaccio con la cannuccia.
I miei occhi sono rossi come segnali di stop.
Tu sembri pronta a camminare.
Sai che alla fine ti chiamerò.
Quando voglio parlare.
Fino a quel momento sei invisibile.
C'è questo interruttore che viene azionato e tutto smette di avere senso.
Mentre bevo il quinto o sesto drink.
Sono completamente solo ad un tavolo di amici.
Non provo niente per loro. Non provo niente. Niente.
Ho bisogno ancora di una pausa dalla città.
Credo che tornerò ad ovest.
Là ho un'amica che dice sempre "Hey, quando vuoi".
A meno che quell'offerta non sia scaduta.
Non mi sono fatto sentire spesso, ma lei può permettersi ogni capriccio e io sono così poco riconoscente, ma alla fine accetto.
Lei concede e dimentica e io continuo a dimenticarlo.
Ogni mattina si sveglia con un sogno da descrivere.
Qualcosa di delizioso sbocciato nella sua mente.
Io dico "Scambierò un tuo sogno per due miei incubi".
Ne faccio alcuni in cui muoio.
Ne faccio alcuni in cui tutti moriamo.
Sto pensando di smettere di bere.
So di averlo già detto un paio di volte.
Cambio sempre idea.
Ma ho questo bruciore di stomaco, questo dolore al fianco.
Quando mi inginocchio in bagno e luce la chiara e pulita del mattino entra dalla finestra.
Qualche volta prego di non morire.
Sono un dannato ipocrita.
La notte va avanti e tutto comincia ad avere senso.
Non c'è una via giusta o una sbagliata.
Devi solo vivere.
Così faccio ciò che faccio e alla fine esisto.
Che cosa avrebbe più senso di questo?
Cosa avrebbe più senso?
Più senso.
Voglio dirti qualcosa che avrei dovuto dire un bel po' di tempo fa.
Vorrei che io e te avessimo avuto quei bambini e forse avessimo comprato quella casa.
Vorrei che fossimo ancora nella tua stanza, nel tuo letto e tu stessi tenendomi tra le braccia.
Perché non c'è niente che riuscirà mai a farmi smettere di amarti.
Non c'è niente che riuscirà mai a farmi smettere di amarti.
No, non c'è niente che riuscirà mai a farmi smettere di amarti e te lo proverò, te lo dimostrerò in qualche modo, qualche giorno.
Ho sognato che noi due eravamo ancora giovani mentre ridevamo come piccoli bambini.
Non saprò mai quanto fa male o cosa ho fatto.
Vorrei che stessimo camminando velocemente sulla Irving e sulla 6th.
Vorrei che stessimo ancora facendo piani, ma ora non c'è niente da sistemare.
Ma non c'è niente che riuscirà mai a farmi smettere di amarti.
Non c'è niente che riuscirà mai a farmi smettere di amarti.
No, non c'è niente che riuscirà mai a farmi smettere di amarti e te lo proverò, te lo dimostrerò in qualche modo, qualche giorno.