Disquisire sulle sottili linee che differenziano un genere musicale da un altro, trovare le influenze letterarie all'interno dei testi e della poetica di un certo musicista, recensire un album o una singola canzone, scovare le storie più strane ed irriverenti che hanno caratterizzato la vita di un artista, descrivere le emozioni che solo certi autori sanno comunicare…
Scrivere e leggere di musica può essere appassionante quasi come ascoltarla.
Recensioni, curiosità e rimandi tra musica, letteratura e vita saranno le trame portanti di questa rubrica: un juke box virtuale da cui trarre preziosi spunti e consigli per arricchire la propria discografia.
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Era con curiosità ed impazienza che si aspettava da più parti l'ultima uscita discografica dei REM. I motivi sono ben noti: la fondamentale importanza della band nel contesto rock mondiale, questo determinato periodo storico collegato in particolare al loro impegno politico, mai negato ed esploso in maniera assai rilevante dopo l'insediamento di Bush alla Casa Bianca. Around the sun è innanzi tutto un disco che non si allontana dai canoni tradizionali che hanno reso i REM noti, miliardari e immediatamente riconoscibili. Nessuna sorpresa, dunque, in merito all'impressione complessiva che il disco offre ad un primo ascolto. Ciò che colpisce, altresì, è l'estrema pacatezza (quasi lentezza) che caratterizza tutti i pezzi dell'album, quasi che i REM abbiano deciso di allontanarsi da sonorità più manifestamente elettriche e sostenute per inclinarsi ad un suono più intimo e riflessivo, che non è mai mancato nella loro musica ma che in questa occasione diventa protagonista assoluto. La mancanza di brani dichiaratamente rock (sul genere di Monster) ci permette però di analizzare più a fondo la composizione del lavoro: infatti su una struttura musicale decisamente leggera e più vicina ad un pop melodico e facilmente orecchiabile, Michael Stipe erge la sua voce e i suoi pensieri in testi che presentano una visione sicura e ben definita dell'attuale scenario mondiale, quasi che i REM non avessero bisogno di nessun muro sonoro per far risaltare i motivi principali da comunicare. È proprio questa differenza tra musica e voce l'aspetto più interessante del disco, anche perché i testi, come sempre, sono costruiti con la tecnica del cut-up, lasciando cioè balenare frasi ed immagini apparentemente scollegate tra loro ma che porgono il loro senso ultimo e definitivo attraverso accostamenti illogici ed impressionistici. In questo caso, le immagini trovate da Stipe si sposano perfettamente con le musiche su cui si appoggiano le parole cantate.
Per tornare ai contenuti e alle tematiche del disco, bisognerà ricordare che nei REM l'orientamento politico è sempre stato espresso mettendo in luce i riflessi e le relazioni tra universo sociale e sfera di libertà individuale; non troviamo qui né nomi né cognomi, e neppure accenni specifici alla guerra o ad altre situazioni scomode ed irritanti. Ciò che interessa maggiormente i REM (e Stipe in particolare) sono le conseguenze che vanno ad intaccare le scelte quotidiane dei singoli individui. Infatti i due sentimenti su cui si reggono quasi tutti i testi di questo disco sono l'inevitabilità della paura e il dovere socio-morale del coraggio. Una paura che non permette di vivere serenamente i giorni che ci sono dati da vivere, ed un coraggio da cercare nella collaborazione reciproca per guardare al futuro con occhi doverosamente fiduciosi.
Leaving New York
It's quiet now, and what it brings is everything...
comes calling back a brilliant night, I'm still awake
I looked ahead I'm sure I saw you there
you don't need me to tell you now, that nothing can compare
you might have laughed if I told you
you might have hidden the frown
you might have succeeded in changing me
I might have been turned around
It's easier to leave than to be left behind
leaving was never my proud
leaving New York never easy
I saw the life fading out
now life is sweet and what it brings I tried to take...
The loneliness, it wears me out, it lies in way
and on our lost till in my eyes, shadow of necklace across your thigh
i might have lived my life in a dream, but i swear, this is real
Memory fuses in shatters out glass, but carry your future, forget the past
but it's you, it's what i feel.
You might have laughed if I told you (it's pulling me apart)
you might have hidden the frown (change)
you might have succeeded in changing me (it's pulling me apart)
I might have been turned around (change)
It's easier to leave than to be left behind (it's pulling me apart)
leaving was never my proud (change)
leaving New York never easy (it's pulling me apart)
I saw the light fading out
You find it in your heart, it's pulling me apart
you find it in your heart, change...
i told you, forever, I love you, forever (you find it in your heart, it's pulling me apart)
i told you ,I love you, I love you, forever (you find it in your heart, change)
i told you, forever, I love you, forever (you find it in your heart, it's pulling me apart)
i told you, I love you, I love you, forever (you find it in your heart, change)
You might have laughed if I told you (forever, forever,I told You, forever)
you might have hidden the frown (change)
you might have succeeded in changing me (it's pulling me apart)
I might have been turned around (change)
It's easier to leave than to be left behind (it's pulling me apart)
leaving was never my proud (change)
leaving New York never easy (it's pulling me apart)
I saw the life fading out (change)
leaving new york never easy (it's pulling me apart)
I saw the light fading out (change)
Leaving new york never wasy (it's pulling me apart)
I saw the life fading out (change)
Discografia Album di studio
1981 - Cronic town
1983 - Murmur
1984 - Reckoning
1985 - Fables of the reconstruction
1986 - Lifes reach pageant
1987 - Document
1989 - Green
1991 - Out of time
1992 - Automatic for the people
1994 - Monster
1996 - New adventures in Hi-Fi
1998 - Up
2001 - Reveal
2004 - Around the sun