Alta fedeltà
a cura di Andrea Valbonetti
Disquisire sulle sottili linee che differenziano un genere musicale da un altro, trovare le influenze letterarie all'interno dei testi e della poetica di un certo musicista, recensire un album o una singola canzone, scovare le storie più strane ed irriverenti che hanno caratterizzato la vita di un artista, descrivere le emozioni che solo certi autori sanno comunicare…
Scrivere e leggere di musica può essere appassionante quasi come ascoltarla.
Recensioni, curiosità e rimandi tra musica, letteratura e vita saranno le trame portanti di questa rubrica: un juke box virtuale da cui trarre preziosi spunti e consigli per arricchire la propria discografia.
Per inviare vostri articoli e proporre nuovi argomenti musicali da affrontare, scrivete a andrea.valbonetti@tiscali.it
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Buena Vista Social Club
Dos gardenias para tí
Con ellas quiero decir:
Te quiero, te adoro, mi vida
Ponle toda tu atención
Porque son tu corazón y el mío
Se si pensa alla musica dell'America Latina con una prospettiva europea, si richiamano immediatamente alla memoria suoni gioiosi, ritmi ballabili, atmosfere estive ed esotiche. Ma questa musica, in realtà, al di là degli stereotipi legati ai prodotti della discografia commerciale come Ricky Martin, Jennifer Lopez o alla musica da villaggio turistico, Macarena e Lambada su tutte, incarna e riflette lo spirito e la storia di culture diverse. Secoli di storia, infatti, hanno unito la tradizione musicale autoctona con le melodie mediterranee e con i ritmi africani, creando un cocktail sonoro ricco e complesso. È per questo che solo ascoltando la vera musica dell'America Latina, si può comprendere pienamente la cultura di popoli e di Paesi che vivono la musica non solo come intrattenimento, ma anche come veicolo di espressione della propria anima.
È con uno spirito di scoperta, curiosità e passione che nel 1997 il musicista americano Ry Cooder parte per Cuba, animato dal desiderio di registrare un disco di musiche della tradizione isolana. Girando per il Paese incontra i vecchi maestri della canzone popolare locale: Compay Segundo, Ibrahim Ferrer, Eliades Ochoa, Rubén González e altri. Si tratta di grandi artisti, ultraottantenni, che suonano musica vera, senza essere stati influenzati dalle regole della discografia industrializzata. Non sanno nulla di video, playback, compromessi radiofonici o contratti megamilionari pieni di clausole e postille sui diritti d'immagine.
Dall'incontro fra Cooder e questi musicisti nasce un disco, intitolato Buena Vista Social Club, che raccoglie il meglio della produzione musicale cubana e che è stato accolto positivamente in tutto il mondo come una ventata di aria fresca nel panorama statico della musica degli ultimi anni.
L'originale progetto di Cooder è stato poi amplificato ed arricchito dal documentario realizzato dall'amico regista Wim Wenders che rappresenta gli eroi della musica cubana in un ritratto inedito, unico e quasi commovente. Non si mostrano, infatti, solo come artisti dalle indubbie capacità, ma anche come uomini, con una grande storia alle spalle, che hanno ottenuto un successo meritato dopo più di cinquant'anni di carriera.
Un successo che ha portato alcuni di loro, come Compay Segundo, a suonare, a novantadue anni davanti al papa o a compiere tour mondiali per esibirsi di fronte a folle entusiaste e trepidanti di sentire e vivere i ritmi agrodolci della musica cubana.
Le quattordici canzoni raccolte nel disco appartengono a generi della tradizione molto diversi tra loro. Ci sono pezzi come Chan Chan, El Carretero o Candela, in cui il suono spontaneo e gioioso delle chitarre richiama l'atmosfera che si respira agli angoli delle strade per l'Avana vecchia dove i giocatori di domino si alternano a trii musicali improvvisati e composti da un percussionista, un contrabbassista ed un chitarrista. Altre canzoni come Dos Gardenias o ¿Y Tú Qué Has Hecho? sono dei boleri più ricercati e raffinati, che rievocano atmosfere argentine, in cui il pianoforte diventa lo strumento protagonista insieme alla voce malinconica e carica di pathos degli interpreti. Il tutto è arricchito dal suono unico della slide guitar di Ry Cooder che fonde dolcemente sound in apparenza distanti e lontani.
La forza ed il successo della musica tradizionale cubana, riscoperta e riportata alla ribalta, sono così grandi, che Wenders ha da poco prodotto un nuovo documentario, intitolato The sons of Havana, il cui intento è di presentare i giovani artisti della canzone cubana e di mostrare come la tradizione si sia coniugata con suoni più moderni ed attuali.
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