L'altra arte
a cura di Myriam Latronico
ANGELO MAZZOLENI
Idolo solare - olio su tela - cm. 70x50
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PUREZZA
Tumilco era
un bel giovane
studente spagnolo
innamorato del sole
che egli idolatrava
con i suoi tanti
fedeli proseliti
erigendogli
numerosi
t o t e m
nei campi
dei girasoli
La
Santa
Inquisizione
lo ricercava
per punirlo e
infine lo trovò
I gendarmi gli si
avventarono addosso
male però gliene incolse
ritrovandosi tra le mani
non cute carne sangue
ma sepali calatidi
petali e linfa vitale
di un tenero verde
elianto dell'Andalusia
Gianni Latronico
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Cominciamo
il nostro excursus presentando l'opera di Angelo Mazzoleni:
pittore e musicista, fiorentino di nascita, vive e opera a Bergamo.
Sensibile alle problematiche legate al futuro dell'arte, spera che Internet, per
la sua immediatezza e interattività, consenta di recuperare un rapporto
diretto tra artisti e pubblico per uscire da un sistema che ha asservito l'arte
a mercanti e sedicenti intenditori.
Disgustato dai meccanismi che regolano questo mercato, con la propria opera vorrebbe
recuperare la funzione primaria dell'opera artistica e parlare al cuore dello
spettatore attraverso i suoi occhi.
Nei suoi dipinti non vuole replicare un mondo che esiste già, vuole semmai
indagarne il senso più profondo per coglierne l'essenza, vuole ricrearlo
abbandonando le certezze rassicuranti della tradizione accademica, recuperando
una semplicità primitiva, spontanea.
Il ricorso di figure arcaiche, motivi labirintici, simboli primordiali, l'accostamento
di colori cupi e accesi, l'immancabile presenza dei non-colori, del bianco e del
nero, altro non sono che una trasfigurazione della sua visione del mondo, un groviglio
spesso difficile da districare, dal quale tuttavia fuoriesce sempre, come per
incanto, una nota positiva.
Per
vedere altre opere di Angelo Mazzoleni visita la galleria
di Speaker's Corner »
Myriam
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L'ARTE
TOTALE DI ANGELO MAZZOLENI
di Gianni Latronico
Quanto
più la macchina si avvicina all'uomo, tanto più l'uomo si trasforma
in macchina: l'uno perdendo la propria identità e l'altra acquisendo perfezione
genetica, in un interscambio di euforia ed ansia; benessere e malessere; zombi
e robots.
Goya diceva che il sonno della ragione genera mostri; Angelo Mazzoleni dimostra
che l'alienazione dei vili tempi moderni genera automi: da queste riflessioni
scaturisce la sua arte. Nelle sue opere il pennello prende il sopravvento e la
sua pittura innesca un processo di rimozione, generando scultura, architettura,
musica e poesia, all'insegna dell'arte totale.
La sua è un'arte costellata di microcosmi, di archetipi e di simboli dell'infanzia
lontana, dell'innocenza tradita, del paradiso perduto nell'obbrobrio del peccato
originale e riconquistato dalla purezza ideale.
Le fonti dell'essere, le sorgenti dell'esistenza, i labirinti dell'anima presentano
barriere insormontabili, catene indissolubili, carceri insopportabili che trovano
ancora di salvezza nella catarsi artistica, al suono di musici ambulanti.
Solo attraverso la sua arte supera le esigenze materiali, le umane miserie e le
effimere vanità terrene, cercando lo spirito nella materia, l'essenza nelle
cose e la sostanza negli esseri viventi.
Totem arcaici; idoli solari; ragazze primordiali richiamano alla mente le demoiselles
d'Orléans di Pablo Picasso, per una ricerca delle proprie radici, un ritorno
alle origini ed una riconquista della genuinità smarrita.
La linearità del paesaggio, la concettualità della composizione
e la luminosità del tessuto connettivo esprimono una pittura singolare,
fuori dai soliti schemi, di spessore arcaico; di interesse etnico e di significato
universale.
Il musico, il sassofonista, il musicista errante vanno in giro per il vasto mondo
a regalare una sonata, un sorriso, una melodia a gente ignota, a costo di privazioni,
sacrifici e sofferenze personali, tutte stampate nell'immensa solitudine dei loro
occhi tristi, ammaccati e stanchi.
Le dimensioni di luce si irradiano a 360 gradi, per poter illuminare ambienti
medioevali; arcane solitudini, habitat primitivi, in una prospettiva tridimensionale,
in un chiaroscuro accentuato ed in una profondità aerodinamica.
Il sole, la luna, le stelle spesso brillano sulle sciagure umane, per invitare
la gente ad alzare gli occhi e giungere fino al cielo, tramite la purificazione,
la nobilitazione e l'elevazione dell'arte.
In essa, Angelo Mazzoleni ha riposto ogni sua fiducia, per una rinascita spirituale,
concentrata non nei beni passeggeri, ma nei piaceri sublimi. Finché c'è
vita c'è speranza e finché ci sarà la sua arte totale, forme,
segni, colori, immagini, luci ed ombre saranno affidati all'immortalità.
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