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L'altra arte
   a cura di Myriam Latronico



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6. Gisella Lipari
7. Fabrizio Ferretti
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9. Damiano Gulluni
10. Teresa Tissone
11. Gianni Latronico
12. Liliana De Bellis
13. Gerardo Lando
14. Rossella Montagna
15. Amrita
16. Uliana Todoro
17. Benedetto Biundo
18. Massimiliano Schiavone
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    L'altra arte a cura di Myriam Latronico


    TERESA TISSONE

    Nudo di donna
    Dimensioni: 70x40
    Tecnica: Olio su tela
        

    NUDO DI DONNA

    Tra
    tanti
    volti e
    busti di
    donne sole
    or qui splende
    davanti a me
    un… flessuoso
    nudo di donna
    in pieno fiore
    Ha lo slancio di
    una dolce donzella
    proprio al suo primo
    unico appuntamento
    e l’ardore della sposina
    nella sua prima notte
    in luna di miele
    Un tripudio di
    svolazzi luci
    e bei colori
    in movimento
    ne rispecchiano
    la florida bellezza
    e l’interiore armonia
    Ha la febbre nel cuore
    palpitante di gioia e
    l ’ ansiosa attesa
    negli occhi neri

    Gianni Latronico

    Tratti indefiniti, tinte evanescenti, svolazzi accademici danno corpo e forma ai volti corrucciati e assorti, lieti e pensierosi, intensi ed aperti di Teresa Tissone. Vi presento così l’arte e l’opera di una donna che ha lottato per difendere la propria femminilità e affermare il proprio diritto alle pari opportunità: eppure, nei suoi ritratti, il femminismo non viene espresso in toni arroganti, atteggiamenti spavaldi, gesti estremi, bensì in un intimismo raccolto, in una protesta silenziosa, in un’atmosfera discreta e sospesa.

    I suoi sono nudi castigati e pudichi, aggraziati e intensi, eterei e sfumati, senza pose audaci, movenze scomposte, atteggiamenti osè, ma raccolti in un alone di mistero, di grazia e di poesia. L’intensità dei sentimenti è commisurata all’incisività del cromatismo lirico ed alla chiarezza della diafana luminosità, nella composizione strutturale, nel tratteggio dei lineamenti e nel magico tocco finale.

    I colori scarni ed essenziali, le luci splendenti e psichedeliche, le forme suadenti e accattivanti indagano l’animo femminile, in un sottile gioco di toni tenui, ritmi accentuati e nuances oniriche.

    L’eterno femminino aleggia nei visi, dai tratti sempre innocenti, gitani o angelici, mai volgari, sfacciati o diabolici. Gioia e dolore si alternano nell’intensità dello sguardo, con una profondità che va dritta al cuore, per non lasciarlo mai più.

    Mentre altre pittrici sono tormentate dalla scalata al successo, Teresa è assillata dalla fine che fanno i suoi quadri. Li segue passo passo e, nel timore di perderli per sempre, li ricrea, mutatis mutandis. Così, ridipingendoli, non se ne separa mai, ma continua a farli vivere nell’immortalità della sua anima bella e nell’eterna scintilla dell’arte pura.

    Per vedere altre opere di Teresa Tissone visita la galleria di Speaker's Corner»

    Myriam

     

    L'ARTE TUTTA FEMMINILE DI TERESA TISSONE
    Gianni Latronico
    L’arte di Teresa Tissone affonda le radici nella sua lontana infanzia, in tempi di fame e di carestia, quando la beltà splendeva nei suoi occhi ed il terrore in quelli delle deportate, delle vedove, delle mamme senza più figli, già dispersi o in guerra.

    Incoraggiata dalla madre, nella sua precoce vena artistica, lei ritraeva quei volti afflitti, quelle facce stralunate, quei visi sconvolti, visti di sfuggita, per un attimo e fermati all’istante, sulla carta, per l’eternità. L’immediato dopoguerra li ravvivava poi, di speranza ed infine, la successiva ricostruzione li illuminava della gioia di vivere in pace e tranquillità.

    Lei adeguava umori, segni e colori al cambiamento dei tempi, degli eventi e delle espressioni che riportava fedelmente sui quaderni, a quadretti o a righi. A forza di ritrarre diversi stati d’animo, vi si identificava a tal punto, da non poterne più fare a meno.

    Con il passare del tempo, alla grafica faceva subentrare il disegno ornato, ai fogli sostituiva i cartoncini prima e le tele dopo, arricchendoli di sfumature, svolazzi e arabeschi. Per Teresa Tissone, la pittura diventava chiave di lettura delle emozioni, del subconscio e dei sentimenti femminili, in ogni stagione ed in ogni situazione.

    Con trepidazione seguiva lo sbocciare, la crescita e l’affermazione del movimento femminista, nei lineamenti forti, marcati, decisi di donne in carriera e di zingare, ormai padrone del mondo. Le pari opportunità la mettevano in condizione di uscire dal guscio della famiglia, per aprirsi alla recita a soggetto, alla partecipazione a fotoromanzi ed a comparse in televisione, con Corrado, Buongiorno, Gassman.

    Dopo la parentesi dello spettacolo, Teresa Tissone riprendeva i pennelli, per tornare all’universo femminile, con nuove esperienze, rinnovato entusiasmo, nuovo ardore e tecnica raffinata. I suoi ritratti andavano a ruba, tanto da non poterli più esporre in casa o in galleria, per sottrarli alla sua vista, evitando così il dispiacere del distacco ed il dolore della perdita.

    Nonostante li avesse ammucchiati in un salone, rivolti al muro, al momento di ogni singola consegna era sempre una tragedia. Allora, per sfuggire all’angoscia, doveva precipitarsi nello studio, a creare un’altra opera d’arte, che fosse più grandiosa della precedente, per farle dimenticare lo strappo e per spingerla a nuove imprese, ma sempre nell’ambito del pianeta donna. Lei analizza l’altra metà del cielo con slancio, passione, trasporto ed immedesimazione, tanto che ogni suo ritratto ha in sé l’impronta personale dell’autrice, la coscienza collettiva dell’eterno femminino ed il segno universale della vera arte.



    Per maggiori informazioni su Gianni Latronico, visita il sito »» o scrivi a gianni.latronico@libero.it