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L'altra arte
   a cura di Myriam Latronico



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    L'altra arte a cura di Myriam Latronico


    GERARDO LANDO

    Lo sciamano - acrilico su tela - cm. 100x100
        


    LO SCIAMANO

    L o
    scudo
    rotondo
    istoriato
    con l’elmo
    a pennacchi
    e il viso tatuato
    con il canino
    sporgente
    denotano
    un animo
    guerriero che
    è sempre in lotta
    contro il male occulto
    Gli spiriti maligni
    sono esorcizzati
    da gesti rituali
    e dalle danze
    propiziatorie
    È preciso dovere
    dello sciamano
    favorire… con
    l’agricoltura
    la caccia e
    la pesca
    Raggiunge
    lo scopo con
    sedute spiritiche
    segni scaramantici
    oggetti apotropaici
    e scatti inconsulti
    di vera epilessia
    cadendo in trance
    e sacrificando animali
    come vittime per placare
    l’ira degli dei contro gli
    uomini


    Gianni Latronico


    Stoffe istoriate, volumi rotolanti, colori cangianti arricchiti da fregi e decorazioni, da cilindri e sfere, da quadratini e triangoli, da rombi e losanghe, che occupano l’intera tela: sono questi gli elementi che costituiscono l’energia pura, nell’arte di Gerardo Lando, rivelando, tra le fitte increspature, tentazioni allettanti, inibizioni rimosse, cattivi pensieri, deviazioni represse della nostra bella società.

    Il richiamo a Klimt è immediato: Gerardo Lando, però, non si limita ad emulare il decorativismo con cui l’artista austriaco si opponeva al vecchiume della pittura figurativa tradizionale, proponendo uno stile giovane, floreale, ricco di oro, argento e tinte sgargianti, privilegiando la piattezza alla profondità e prediligendo soffermarsi alla bella, lussuosa, ingannevole parvenza. Il nostro pittore intreccia nelle sue opere un proprio personale simbolismo: riveste le vecchie cariatidi di abiti sontuosi per coprire sepolcri incartapecoriti e aggiunge penne di pavone per far inorgoglire lo sciamano, sempre pronto alla mistificazione con la scusa di promuovere la caccia e la pesca.

    Le belle figure della sua prima maniera continuano a circondarsi di lusso, sfarzo e fregi in arabeschi, ghirigori, preziosismi vari, ma somatizzano il malessere, la depressione, l’ansia, oltre le auree borchie. L’atleta fa salti mortali, smembrandosi letteralmente, per tenersi a galla; ma, con l’atteggiamento meditabondo del pensatore, riflette sul male occulto, per poterlo affrontare, superare e sconfiggere finalmente.

    Il male di vivere e l’angoscia esistenziale hanno rubato alle immagini la gioia di essere, ma hanno dato slancio all’arte, come unica alternativa al tormento dei tempi moderni. Se tutto è falso, caduco, vano, per Gerardo l’arte rappresenta l’ultima spiaggia, la panacea per tutti i mali, l’unica porta aperta verso la catarsi interiore e la sublimazione spirituale.


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    Myriam




    LA NUOVA SECESSIONE DI GERARDO LANDO
    di Gianni Latronico

    La tematica di Gerardo Lando va dall’eros artistico, al ciclo vitale ed al paesaggio interiore, trasportando il fruitore su ignoti pianeti, spazi stratosferici e tempi infiniti. Ornamenti architettonici, motivi floreali, costruzioni piramidali sono tranquillizzanti foglie di fico, per una società ipocrita, ormai in declino, da cambiare radicalmente. Ogni linea orizzontale è riferita alla donna ed ogni linea verticale richiama l’universo maschile, in onore a padre Adamo, a madre Eva ed all’eterno femminino insito in ogni essere.

    Le sue opere abbondano di ghirigori, spirali e vortici, in una profusione di colori squillanti, forme suadenti e segni vibranti di luce propria, senza steccati né zone d’ombra. Il loro impianto è nello stile dei mosaici bizantini, degli affreschi egiziani e segue le orme della secessione klimtiana, con l’aggiunta di nuovi tasselli, fregi e arricchimenti vari.

    Ferrandina appare più bella che mai, con le case linde e pinte, gli archi a tutto sesto, le porte chiuse e le finestre aperte al sole del rinnovamento, dell’avvenire e della vera arte. Onde, curve, increspature sono la spia dell’introspezione psichica, della fervida fantasia e del tormento dell’artista, oltre la scorza della superficie levigata e della parvenza splendente.

    Gerardo Lando esprime l’energia creativa nella tensione tra sogno e realtà, illusione e disinganno, materia prima e fantasia poetica, in un intenso interscambio ideale ed onirico. La tradizionale concezione del figurativo classico è ribaltata dalla visione moderna del divisionismo fantastico, in una sculto-pittura all’avanguardia, sui generis. Qui, c’è la lussuria del colore, il movimento dei volumi, la sinuosità delle forme e la suggestione dell’immagine mediatica, immediata e seducente.

    Distacco, sospensione, distanza caratterizzano l’espressione dell’araba fenice, della sfinge egizia, delle amazzoni greche e delle contemporanee femmes fatales. Esse fanno parte integrante della sua visione del cosmo, in un’abbondanza di ornamenti, decorazioni e preziosismi, che sottendono un accentuato erotismo lirico.

    La poetica di Gerardo Lando non è di tipo materiale, ma spirituale; non è di carattere etico, ma estetico, per il diritto alla creazione artistica, senza remore né restrizioni di sorta. In un’epoca, in cui tutti i valori fondamentali sono in declino, l’unica trasformazione possibile della società può avvenire attraverso l’arte pura, disinteressata e sublime. Essa è l’unica capace di elevare gli animi dalle bassezze umane, dalle vanità terrene, dalle myricae inutili, alle cime vertiginose, in un anelito di pace, bontà e fratellanza universale.

    Nelle sue eccelse opere, Gerardo Lando lascia sempre uno spiraglio di luce, uno spiazzo erboso, un angolo di paradiso, per potervi accedere liberamente e toccare con mano la bellezza del suo mondo, ispirato dalla musa lirica. Questo stupendo caleidoscopio cromatico è aperto a grandi e piccoli, a ricchi e poveri, a dotti ed incolti, per una immediata comprensione, uno spontaneo coinvolgimento ed una perfetta letizia, oltre ogni confine. Chi recepisce il suo messaggio d’amore, cambia disposizione d’animo, si apre al diletto artistico e ritrova la gioia di vivere, senza preoccupazioni né affanni.

    Per maggiori informazioni su Gianni Latronico,
    visita il sito »» o scrivi a gianni.latronico@libero.it