L'altra arte
a cura di Myriam Latronico
AMRITA
L'unione
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L'UNIONE
U n
uomo
ed una
d o n n a
s’incontran
nell’universo
e si attraggono
come due calamite
La fusione fisica
coincide con
l’unione di
due corpi
e un’anima
producendo
il frutto del loro
immenso amore
con la nascita di
un altro essere
L’argento e l’oro
spruzzati a spray
avanti e dietro
dentro e fuori
sotto e sopra
danno l’idea
della quarta
dimensione
in rientranze
e sporgenze
di spessore
interiore
mentre
la grazia
aleggia beata
Gianni
Latronico
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Cari
Speakerini, eccomi di nuovo qui per presentarvi una
coppia straordinaria che ha trovato nell’arte
la ragion d’essere della propria unione.
In questa puntata, partirò da LUI, Thomas Nenov,
in arte Amrita,
l’artista che, pur servendosi di murales, sculture,
pannelli, ha sublimato la sua sensazione visiva fino
a renderla rarefatta, trascendente, evanescente.
I
suoi dipinti e le sue sculto-pitture scaturiscono
dall’armoniosa commistione di geroglifici egiziani,
scrittura tantrica e svolazzi accademici arrotolati
in vorticose spirali in libera ascesa verso l'alto
dei cieli, dove la profondità del blu è
sviluppata dal contrasto con l'oro e l'argento.
Nato in Bulgaria nel 1955 e diplomatosi
presso l'Accademia delle Arti
di Sofia, dal 1991 vive e lavora in Italia,
dove risiede.
L’opera d’arte ha inizio
prima ancora che l’artista cominci a crearla;
nasce nel momento stesso in cui viene partorita l’idea.
Dopo aver meditato a lungo, Amrita opera in trance,
sia in campo naturalistico, figurativo, reale, sia
in campo astrale, surreale, informale.
Tra le sue mani il concreto diventa
astratto, il limitato si fa assoluto, il finito sfocia
nell'infinito, popolandosi di brezze marine e di ali
fruscianti, di squarci luminosi e di cori angelici,
di dolori terreni e di celestiali delizie. Come luci
psichedeliche, le sue opere hanno il potere di rendere
manifesto l’estro, la vocazione, il fervore
dell’artista, liberandolo da qualsiasi tabù
e condizionamento sociale.
Il mezzo è offerto dalla materia;
ma lo spirito guida abita nella rivelazione dell'inconscio,
del sublime, dell'eccelso, che emerge dall’interno
per mostrare all’esterno il miracolo della creazione
artistica.
E
mentre la sua mano è ispirata dall’idea
di un Dio lontano e superiore, le chiavi del suo cuore
sono custodite da quell’angelo di nome Todoro,
compagna di vita, arte e amore, che sarà al
centro della prossima puntata.
A
presto
Per
vedere altre opere di Amrita visita la galleria di
Speaker's Corner »
Myriam
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LO
SPIRITUALE NELL’ARTE DI AMRITA
di Gianni Latronico
Alati
pensieri, nobili valori, egregie virtù e solidi principi morali
sottendono l’aurea arte di Tomas Nenov (in arte Amrita), nato
a Sofia, nella lontana Bulgaria, ed attualmente residente in Italia
da oltre dodici anni. Le sue opere costituiscono la visione a ritroso
della sua intera vita, alla rinnovata ricerca del proprio io ed alla
continua scoperta di percezioni visive, che affondano le radici nel
profondo della sua spiritualità e nella proiezione della sua
personalità. Qui, la sensazione del mondo esterno viene a coincidere
con le segrete vie del cuore, seguendo i flussi e riflussi della sua
poliedrica coscienza e dell’universale sentire.
Un alto senso di libertà artistica lo porta a creare sempre nuove,
diverse immagini in varie fasi, periodi ciclici, corsi e ricorsi storici.
Essendo in perenne divenire, la sua forma è mutevole, variegata
e cangiante, tra sostanza e sembianza, essere ed apparire, aldiquà
terreno ed aldilà celeste. L’essenza delle cose, la profondità
dello spirito, il mistero dell’esistenza si dissolvono in tele
di sapore esotico, di spessore intimista e di fattura sublime. La fusione
di triangoli, cerchi e rettangoli con coni, sfere e cilindri esprime
l’armonia della creazione in cielo e la metamorfosi della quarta
dimensione, in terra.
I dipinti di Amrita indagano i sentieri dell’anima, con una sintesi
geometrica, un simbolismo ascetico ed una visione dinamica, scoprendovi
la manna celestiale, i movimenti interiori e la grazia divina.
Ai quadri seguono a ruota le sculture, come due facce della stessa medaglia,
coniata nel crogiolo della sua effervescente fantasia e del suo estro
vivace. I pannelli di terracotta si trasformano in mirabili ceramiche
a ventaglio o a piani sovrapposti, verticali ed orizzontali, plasmati
nell’ardore della passione, forgiati nel fuoco dell’ispirazione
ed elevati alle vette della vera poesia.
I cespugli in fiamme non si bruciano; le catene in bilico non si spezzano;
il tessuto connettivo, a maglie, segmenti e tasselli, non si sfalda
e non si rompe.
Melodie, arie, motivi musicali precedono, accompagnano e seguono l’artistica
metamorfosi, in una dolce armonia, in una perfetta letizia e in una
luce splendida, che si diffonde dal centro verso i bordi, superando
i limiti del manufatto di turno.
Il polo positivo dell’illusione ottica, si coniuga con la resistenza
passiva delle materie prime, in un amalgama di elementi reali e fantastici,
palpabili ed eterei, concreti ed astratti. Le meditazioni di yoga, tantra
e zen mettono le ali a segni, suoni e colori, per un volo interplanetario,
al di sopra delle sciagure umane.
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