L'altra arte
a cura di Myriam Latronico
ULIANA TODORO
Armonia celeste
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ARMONIA CELESTE
L'urgenza
di manifestare
la nostalgia celeste
per il paradiso perduto
si svolge in gesti ieratici
Lo sgocciolio
di luce e colore
sulla bianca tela
o r i z z o n t a l e
porta all'immediatezza
della creazione artistica
Senza disegni preparatori
né illusoria prospettiva
né verosimiglianza con
la realtà terrena
si esprime
l'armonia divina
e l'ansia dell' infinito
Addio chiaroscuro
accademici artifici
e ima profondità
Benvenuta
spontaneità
sete di azzurro
fame di novità
umana e divina
astrale e celestiale
Gianni Latronico
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Dopo aver parlato di Amrita, è la volta della sua compagna di vita e di arte, Uliana Todoro, seconda non per ordine d'importanza, ma per un imparziale criterio alfabetico.
Partirò da una breve premessa: è impossibile presentare l'opera di Uliana senza far riferimento alla profonda spiritualità e all'arguta capacità di lettura che contraddistinguono e ispirano la nostra artista.
Rattristata per i mali del mondo, Uliana è alla continua ricerca di aria: apre così una finestra sulla quarta dimensione e si rifugia nel training autogeno, nell'esercizio yoga, nella filosofia zen per raggiungere la pace dei sensi, conseguire la tranquillità dell'anima, aiutare se stessa, il suo Thomas e tutti gli altri. Passa di qui il suo cammino verso l'arte, intesa come l'ideale catarsi, fonte di purificazione dalle umane passioni, mezzo per elevarsi al di sopra delle contraddizioni di spazio e tempo, di concreto e astratto, di materia e spirito, di aldiquà ed aldilà, di male e bene.
Come in trance, Uliana dipinge, incide, scolpisce scintille d'immortalità in opere avulse dalle varie correnti artistiche del presente e del passato, con una tecnica assolutamente personale e innovativa. Con le sue mani prodigiose, è riuscita a creare un regno ultraterreno, con un re divino, dallo scettro di fuoco e dalla corona di luce. I cortigiani sono segni geometrici, spirali luminose, fiammelle vaganti negli spazi siderei, tra stelle filanti, soli nascenti e lune calanti.
I suoi paesaggi poetici sono fiori profumati della sua ispirazione, frutti deliziosi della sua fantasia, cibo prelibato per i fruitori, che vanno dalla Bulgaria all'Italia, dalla Calabria alla Lucania, dal Lazio alla Toscana, fin sulle rive del Lago di Como.
Uliana e Thomas vivono un amore speciale, fuori dagli schemi, oltre la mischia, un amore che va al di là dell'unione dei corpi, per concretizzarsi nella fusione delle loro anime vergini, nel rapporto frontale di esercizi spirituali, a piramide. Superano così le vanità terrene, sublimandole in murales su cemento, sculture in pietra dolce, pannelli in ceramica, pastelli in velature di sogno, a volte singolarmente, a volte a quattro mani. Il risultato finale non è un lavoro materiale, caduco, umano, bensì un'opera interiore, eterna, divina, che travalica il tempo e lo spazio all'esclusiva ricerca della conoscenza e dell'arte.
A
presto
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Myriam
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Leggi la prefazione di Margherita De Napoli
L'ARTE INTERIORE DI ULIANA TODORO
di Gianni Latronico
Quando la vita si fa dura, l'esistenza amara, la realtà insopportabile, la goccia, che fa traboccare il vaso, è una stilla nell'oceano dell'umana indifferenza e crudeltà.
L'intima ribellione, lo scatto liberatorio, la catarsi spirituale di Uliana Todoro si esprimono in gocce di luce diafana, archi di tempo infinito, ritmi di spazio illimitato.
L'attimo occasionale negativo si trasforma in momento eterno positivo di creazione artistica, nella scultura o nella pittura, a seconda delle circostanze.
Il cosmo, l'umanità, l'universo entrano in lei, sotto forma di segni, forme, colori ed esigono una rappresentazione salvifica, che curi i mali di tutti gli uomini.
La sua arte diventa un balsamo, che si esprime nell'accurata ingegnosità tecnica, nella potente energia creativa e nello straordinario flusso delle emozioni.
La materia ostica diventa creta malleabile, nelle sue mani, e le figure concrete si fanno immagini surreali, nella sua espressione artistica.
La sua inconfondibile impronta si imprime su eteree trasparenze, diafane dissolvenze e tenui evanescenze, nell'apparizione di nobili concetti ed idee pure.
Qui, si invertono i ruoli tra essere e divenire, materia e sostanza, ombra ed essenza: ciò che appare in terra è solo il riflesso di un pensiero sublime.
Il suo tocco femminile è un soffio delicato di poesia, che aleggia su volte, archi e cieli; impregna prati, pascoli e deserti, permea argilla, oro e argento.
Le sue clessidre non misurano il tempo materiale, fatto di vicende reali; ma scandiscono i battiti del cuore e le pulsazioni dello spirito.
Riflessi, riverberi, sprazzi di luce illuminano d'immenso lo spiritus loci, per irradiarlo dal centro ai confini del supporto, oltre i bordi limitati della cornice.
Uliana Todoro ha l'arte nelle mani prodigiose, il talento nella mente acuta e la grazia nei flussi e riflussi della sua sensibile coscienza.
Dal di fuori, lei sente spirare venti di guerra; avanzare dune dal deserto; dilagare disagi sociali e trema al pensiero di globali disastri o atroci sofferenze e, per poter sconfiggere il male occulto alla base dell'esistenza, apre una finestra sull'anima.
Nell'introspezione di un mondo perfetto e nella percezione del sommo bene, lei trova l'ancora della salvezza ed i simboli di una superiore presenza divina.
La sua influenza positiva le fa creare paesaggi paradisiaci, scene incredibili, immagini oniriche, a livelli diversi di espressione artistica.
Scoperta la panacea per tutti i mali della terra, Uliana Todoro abbandona intensi piaceri mondani e fatue vanità terrene, per manifestare nell'arte la bellezza del creato.
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