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L'altra arte
   a cura di Myriam Latronico



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    L'altra arte a cura di Myriam Latronico


    LILIANA DE BELLIS

    Odorosa ginestra
    Dimensioni: 50x70 Tecnica: Olio su tela
        

    ODOROSA GINESTRA

    Folti
    c e s p i
    risplendenti
    di giallo topazio
    e ammantati di luce
    ora appaiono uniti
    in primo piano
    per raccontare
    la selvaggia
    bellezza di
    un angolo
    di paradiso
    Le belle ginestre
    intorno sparse…da
    Giacomo Leopardi
    qui esaltano invece
    la gioia di vivere
    all'aria aperta
    Con muricce
    fichi d ' India
    e dolci collinette
    digradanti all'infinito
    si congiungon al roseo cielo
    sulla linea sottile dell'orizzonte
    per mostrare il miracolo della natura
    e l'ammaliante magia dell'arte sublime

    Gianni Latronico

    Questa puntata sarà dedicata all'opera lirica di Liliana De Bellis.
    Innamorata del lontano mondo classico, la pittrice tarantina ha sposato in pieno la concezione aristotelica dell'arte come mimesi: "ogni arte è imitazione della natura" (Aristotele, Poetica).
    Eppure, nelle sue opere, l'accuratezza della riproduzione non è mai fine a se stessa.
    L'immagine sortisce su chi la osserva un effetto contrario a quello prodotto dall'originale, incanta lo spettatore, suggerendo una sensazione di quiete e di estasi apollinea.
    Così i luoghi deserti e la terra brulla dell'arido Mezzogiorno si trasfigurano in paesaggi idilliaci, dove la linea d'orizzonte è giocata soltanto con la forza del colore. A tratti qua e là muretti, ciottoli e cespugli. Ma l'incanto del cielo e il riflesso della luce annullano ogni confine richiamando alla memoria spazi più lontani, passati o futuri, reali o immaginari...
    la scelta dipende dallo stato d'animo di chi li guarda.
    Che dirvi di più? Buona visione e... a ognuno il suo quadro!

    Per vedere altre opere di Liliana De Bellis visita la galleria di Speaker's Corner »

    Myriam



    LE GRANDI EMOZIONI DI LILIANA DE BELLIS
    Gianni Latronico

    La prospettiva aerodinamica dei paesaggi interiori, la profondità naturale delle immense praterie ed il movimento flessuoso delle onde marine suscitano grandi emozioni, che s'imprimono negli occhi e si stampano nel cuore.

    Rifacendosi a Salvator Rosa ed ai paesisti inglesi, Liliana De Bellis frastaglia il cielo di foglie; screzia i campi di papaveri; agita le acque di riflessi luminosi, in un paziente ricamo di segni svolazzanti, forme suadenti, colori squillanti.

    Con l'innato talento, la grazia congenita, la tecnica acquisita, lei indaga il mondo nella nostalgia di un passato arcadico, nel disinganno di un presente deludente e nella speranza di un futuro roseo, illuminandolo con immagini della sua anima bella. Così, la realtà immediata si trasforma in sogno; la materia prima si intride di spiritualità; la sensazione visiva si soffonde di alate fantasie poetiche, lontane dalla siepe terrena e vicine alla creazione divina. L'invisibile si fa visibile; il futile diventa sublime ed il finito sfiora l'infinito in eteree velature, delicate lumeggiature, sospese atmosfere, che esprimono la temperie di rarefatti angoli di paradiso.

    Gli itinerari della memoria la portano lontano, al tempo della felice infanzia, dell'idillio naturalistico e del sognante romanticismo, in significative tele, a livello personale e di respiro universale. Nel crogiolo della sua coscienza avviene il passaggio dal vuoto esistenziale dei tempi moderni alla pienezza della sua pittura, senza remore, vincoli, ostacoli, dove si compie il miracolo dell'ispirazione artistica.
    Si alleggeriscono i fardelli; si spezzano le catene; scompaiono i canoni nella leggerezza dell'immagine, che si libra, come una libellula, sulle cime superiori dell'arte, dove scompare il peso dell'umanità sofferente e delle vanità terrene.

    Pittrice di grande sensibilità artistica, di consumata abilità tecnica e di evidente capacità espressiva, Liliana De Bellis ci rivela una natura lussureggiante, senza alberi sradicati, foglie ingiallite, fiori appassiti. Il suo fiore preferito è il girasole: simbolo del tormento creativo, della calda solarità e dell'inesauribile energia vitale, capace di trasfigurare ogni cosa, rendendo immortali anche le myricae.



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