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L'altra arte
   a cura di Myriam Latronico



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    L'altra arte a cura di Myriam Latronico


    MASSIMILIANO SCHIAVONE

    “La tua opera, Johannes… prima di scriverla dovresti viverla.”
    Da Il violino nero - Bompiani

    L'inchino
        




    L'INCHINO

    M’inchino alla tua spiritualità astrale
    ma le fiamme arietine non hanno ascolto
    nel covare tra carboni ardenti
    sofferenze dalle ceneri sparse
    in attesa di divampare
    sul filo di perenni tensioni.

    Max


    Cosa si nasconde dietro il volto rassicurante di un insegnante che ogni giorno si confronta con la piccola grande personalità dei suoi alunni? Cosa si cela dietro la compostezza, l’ordine e il rigore, dietro il complesso sistema di nozioni e saperi che il nostro prof cerca di trasmettere ai suoi?
    Dietro quella inesauribile capacità di ascoltare, al di là della proverbiale pazienza, oltre il rassicurante sorriso, si apre un abisso smisurato, un microcosmo senza confini, un alveare immenso, dove frullano idee a velocità alterne e imprevedibili, una sorta di vulcano, a volte fumante, a volte inerme, ma sempre in attività.
    Così i pensieri, arrotolandosi su se stessi, s’ingigantiscono, prendono corpo, spessore, calore, vita, e, come un magma che si agita senza trovare spazio sufficiente, all’improvviso cercano uno sfogo, una via d’uscita, chiedono di essere liberati dalle anguste pareti di una mente grande, grandissima, ma pur sempre limitata, costretta entro i limitati spigoli della ragione. E quando nemmeno lui se lo aspetta… esplodono, fuoriescono sotto forma di melodie, immagini, versi, parole scritte o cantate.
    Ecco. Questo è Massimiliano Schiavone: musicista, pittore, scrittore, poeta, semplicemente un artista, prima ancora che un insegnante, un artista a tutto tondo, che ha fatto dell’ispirazione e dell’arte il suo mondo, il suo modo di pensare, di essere, di vivere.
    Nascono così le sue opere, come idee, annotazioni, appunti del viaggio interiore che dura da una vita e che prosegue senza meta, puntando oltre i confini del sensoriale, del noto, del certo.
    Le sue opere non sono esperimenti, non nascono da una ricerca pensata, attenta e razionale; sono piuttosto l’espressione di quel moto intimo e perpetuo che non conosce sosta, sono la sintesi di ordine e disordine, di un incessante irrisolto conflitto tra il bisogno di rassicuranti certezze e il desiderio irrinunciabile di emozioni nuove, tra realtà acerba e fertile fantasia, tra obiettivi vicini e sogni lontani, tra il piacere diluito derivante da abitudini consolidate e il brivido intenso provocato da passioni fulminee.
    E quando il violino e la penna non bastano ad esprimere la mole di pensieri ed emozioni, allora subentra il pennello: immagini dai contorni netti, prive di profondità, lontane anni luce dai limiti del vero; si stagliano sullo sfondo, animando strati di colore sovrapposti, creando composizioni audaci, ma dense di una solitudine estrema. Le coppie di elementi che spesso si ergono a confronto, si specchiano, si guardano, si scrutano senza raggiungersi mai, lasciando che il desiderio dell’incontro si risolva per sempre in una lunga eterna infinita attesa.
    Vi lascio allora agli spunti che le forme veloci, i tratti repentini, le parole e i versi in sms riusciranno a suscitare in ciascuno di voi.
    Nel frattempo, rapito dalla lettura de Il violino nero di Maxence Fermine (Bompiani), Max si sta dedicando ad una nuova grande impresa: costruire il proprio personalissimo violino, dar corpo a uno strumento in grado di tradurre in suono la musica che aleggia nella sua anima. Chissà, magari quando avrà raggiunto lo scopo, riuscirò a farvi sentire anche on line le vibrazioni che scaturiscono da un sogno compiuto.

    Buona Natale a tutti!

    Myriam

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