L'altra arte
a cura di Myriam Latronico
FRANCO CARLUCCI
Natività
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NATIVITA'
Nella
notte
santa
scende
dall ’ alto
dei cieli Gesù
Bambino per
poter portar
agli uomini
il miracolo
della divina
redenzione
e la pace nel
mondo intero
Pastori e donne
bambini e re magi
sono gli umili e
i poveri di spirito
i primi ad avere
la lieta novella
Giuseppe e Maria
assorti in preghiera
adorano il Figlio di Dio
già consci dell’ombra scura
sul Calvario della Passione
ma grati all’Onnipotente
per il dono inestimabile
di cui gli angeli in cielo
cantano inni di gloria
osannando l’avvento
del Divin Salvatore
per tutti gli esseri
presenti e futuri
di buona volontà
Gianni Latronico
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| Cari Speakerini, i tempi stanno cambiando. Non è solo per il fatto che nelle vetrine svettano abeti decorati e la gente sente di avere sempre meno soldi da spendere. Natale si avvicina, ma in questo clima di incertezza diffusa, di impoverimento generale percepito, di guerra e terrore, si fa strada l’esigenza di ritrovare nuovi punti fermi, nuovi valori, nuovi ambiti in cui riporre le nostre speranze, seminarle, coltivarle e vederle prima fiorire e poi crescere.
È in questo clima che ho pensato di dare spazio ad un’altra arte, quella sacra di Franco Carlucci, avvocato materano che tra una causa e l’altra trova rifugio nell’emulazione dei classici, studiati peregrinando tra musei e libri d’arte, scrutando tra gallerie e quadri d’autore.
La sua arte è il risultato di uno studio attento dei canoni accademici: attraverso il perfetto uso della tecnica ad olio, procede con velature di colore per rendere più spiccata la prospettiva, più tangibile la profondità, più sensibile il movimento. È il colore più che il disegno a delineare la forma, ad avvolgere il segno, a plasmare il volume, creando piani successivi scanditi da splendenti lumeggiature. Franco Carlucci predilige i soggetti sacri per la ieraticità del tema aulico, per la rispondenza del mito religioso nell’immaginario collettivo e per una sua specifica, personale, spiccata esigenza. La sua è una visione quieta e ragionata della realtà: le sue figure esprimono il bisogno di contrapporsi ad una umanità assente e superficiale, permeate dalla ricerca di una verità che trova la sua giusta dimensione nel silenzio di atmosfere quasi oniriche.
La sua tavolozza è mescolata di luce, il suo pennello è mosso dal profondo e la sua mano è ispirata dal desiderio di diffondere nella propria vita un senso di spiritualità e di grazia, come intima risposta al materialismo dei nostri tempi. Un afflato poetico aleggia sulle sacre rappresentazioni, che ci rendono partecipi di un pathos di carattere surreale e di sapore intimo, raccolto, interiore. Come gli antichi pittori cristiani ed i moderni asceti tibetani, prima di mettersi all’opera Franco Carlucci riflette, medita. Ed è proprio nel silenzio, lontano dalla retorica e dal foro, che riscopre l’illuminazione interiore, l’ispirazione pittorica e l’estro poetico da cui prendono corpo le immagini eteree, a cui l’artista affida la ricerca perenne di armonia e immortalità.
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Myriam
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LA NUOVA FIGURAZIONE NELL’ARTE TOTALE DI FRANCO CARLUCCI
Gianni
Latronico
Un paesaggio ispirato, scambiato da un abile corniciaio per un Sironi, diede il "la" ad un'arte moderna, di sapore classico e ad un'arte antica, di vena moderna. Il figurativo e l'astratto, il reale ed il surreale, il visibile e l'invisibile si fondono e si confondano nell'arte totale di Franco Carlucci. Il lieto Bambinello pilucca una dolce melagrana, facendone cadere i chicchi sul tavolo, ad uno, ad uno, mentre la mite Madonna ne agevola l'impresa, sospendendo per un attimo la lettura dei salmi. Lo sfondo sognante è costituito da uno sfumato paesaggio leonardesco, in cui il cielo ha il colore del mare ed il lago un colore celestiale, che affascina ed incanta. Il Bambino Gesù torna a giocare con il San Giovannino; entrambi guidati e sorretti dalle rispettive mamme: S. Elisabetta e la Vergine Maria e torna lo sfumato leonardesco in un mondo di fiaba. L'incantesimo si accentua nella Sacra natività, dalla classica forma piramidale, al cui apice tre angeli sorreggono, per il Padre Eterno, il libro dei Misteri Gloriosi. Qui il segno si fa sogno, il colore si fa luce e la pittura si fa poesia. Gli sguardi adoranti, le braccia osannanti, le vesti svolazzanti richiamano il mistero dell'incarnazione divina ed il miracolo dell'ispirazione artistica. Sembra quasi che il pennello sia guidato da una forza superiore, per definire il sublime, per nobilitare l'afasia e per concretizzare il surreale. Le figure sfondano la tela, per entrare nell'immaginario collettivo; la luce entra nelle coscienze, per illuminare gli animi e la musica assurge a preghiera, in un quadro, che sa di infinito. Solo le pieghe dei costumi denotano il tormento dell'Artista Franco Carlucci, chiamato ad esprimere la magnificenza, l'assoluto, l'eterno con i mezzi limitati dei colori ad olio. Eppure il suo pennello ha un'anima, che mira al superamento delle umane barriere, pur temendone l'ostilità, l'incomprensione, l'invidia. Per fortuna, il Nostro non cerca la fama terrena, caduca e passeggera, ma la gloria divina, eterna e incomparabile. Ed è per questo che le sue opere s'ammantano della grazia ultraterrena, per i saggi posteri e per i secoli futuri.
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