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L'altra arte
   a cura di Myriam Latronico



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6. Gisella Lipari
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10. Teresa Tissone
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12. Liliana De Bellis
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    L'altra arte a cura di Myriam Latronico


    FLORA ZORNIO
     

    Autunno
        

    AUTUNNO

    L’ultimo
    raggio verde
    tra valica siepi
    verdi folte spesse
    e cespugli dorati
    su monti colline valli
    fino alle chiome folte
    dei tigli e dei platani
    che con le loro
    foglie ricamate
    frastagliano
    il ciel color
    smeraldo
    I riflessi
    rossastri
    accendono
    la foresta di
    corruschi riverberi
    e sfavillanti scintille
    La strada luminosa
    si apre il varco
    tra i cangianti
    folti cespugli
    verso il
    casolare :
    ultimo rifugio
    alle forti emozioni
    suscitate da un’alba
    che sembra un tramonto


    Gianni Latronico


    Cari Speakerini,
    torno per presentarvi un’altra arte tutta al femminile, intrisa di una femminilità moderna e alternativa, distante da clichè melensi e sdolcinati, capace di evocare suggestioni cromatiche di grande vigore.

    Quando ho conosciuto la storia di Flora Zornio, mi sono chiesta: cosa ci fa una bella donna, che per anni si è dedicata alla politica, alla cultura, alla carriera, su un TIR in giro per l’Italia? La risposta è semplice: viaggia e viaggiando osserva, incamera immagini, paesaggi, impressioni, assorbe lo spirito che aleggia nei luoghi, se ne appropria. Poi torna nel suo studio di Susegana, in quel di Treviso, si ferma e ripensa, elabora e traduce quelle personali visioni in immagini.

    Nasce così la pittura di Flora Zornio, sorretta da una vibrante stesura cromatica, affidata a tele leggere in cui un alito di colore restituisce forma e vita ai ricordi, agli angoli di paradiso impressi nella memoria, agli scenari infuocati di luce al tramonto. Sfumature senza limiti disegnano zone di azzurro o di rosso fino a rendere impercettibile il confine tra la terra e il cielo, fino a creare uno spazio dove la realtà si mescola al ricordo e nella memoria ritrova la propria essenza.

    Boschi fitti, paesaggi incantati, scorci indimenticabili, immagini poetiche si stagliano silenziose in mondi onirici dove la tensione interna scorre velata di malinconia per i luoghi già visti e di trepidante attesa per il viaggio che sarà.


    Per vedere altre opere di Flora Zornio visita la galleria di Speaker's Corner »

    Myriam



    LA NATURA IDILLIACA DI FLORA ZORNIO
    Gianni Latronico
    Lingue di fuoco incendiano i boschi di accesi colori autunnali; frotte di papaveri inseguono i prati con chiazze rossastre; foglie dorate frastagliano il cielo in trine ricamate. È tutto un tripudio di colori vibranti di luce, di odio, di amore: si tratta della luce dell’arte, dell’odio verso lo smog e dell’amore per la natura idilliaca. È un recupero del paradiso terrestre, perduto nel peccato originale e riconquistato nella fantasia poetica di un’arcadia non ancora sfiorata da piede umano. L’alato pennello di Flora Zornio parte dalla realtà effettuale, per librarsi sul piano dell’immaginazione, in un equilibrio tra sensazioni visive esterne ed impressioni spirituali interne. Lei si serve della luce, per far coincidere il crepuscolo del primo mattino arancione del mondo nascente, nei colori squillanti dell’aurora, con il crepuscolo dell’ultimo raggio verde del sole morente, nelle sfumature calde della sera. La sua mano ispirata è la bacchetta magica della fata turchina, che trasforma la paglia dei casoni in oro colato, l’azzurro del mare in riflessi argentini, il rosso delle canne in fiamme incandescenti, con il caleidoscopio cromatico della sua anima bella. La sua nuova figurazione ha come unica maestra la natura vergine e incontaminata di Adamo ed Eva, come unico scopo l’esaltazione della bellezza autentica e come obiettivo finale l’immortalità della flora mediterranea, dei suoi aromi, suoni e sapori, nell’onnicomprensione dell’arte totale. Essendo in possesso del dono dell’infinito, lei lo custodisce gelosamente, lo difende strenuamente e lo immette continuamente tra folti cespugli, fogliami e virgulti, in una visione intimista e naturalistica sui generis. Munita di appunti di viaggio, schizzi di scorci, gouaches di paesaggi, ripresi dal vivo, ne approfondisce lo studio nel suo atelier, sforzandosi di rendere il fruscio delle foglie, il luccichio delle onde, lo spiritus loci delle case. Il suo valore aggiunto consiste nell’apporto della sua fantasiosa personalità, in mille sfaccettature, rientranze e sporgenze di rilievi fisici e psichici, reali ed immaginari, veri ed onirici. Flora Zornio dipinge alla maniera tradizionale, seguendo la tecnica degli antichi maestri classici, ma la sua abilità, la sua inventiva, il suo talento consistono nel cogliere in tutte le cose quella scintilla d’immortalità, che le rende eterne nel tempo, oltre lo spazio limitato delle stagioni ed il palpito ritmato del cuore. Bibione, Portofino, Vernazza, Venezia, Portovenere, Conegliano, Mottola sono i luoghi della memoria, le tappe dello spirito ed il ritratto dell’anima, in un’alternanza di oggettivo e soggettivo, pregnante e sognante, materiale e sovrumano. La sua vocazione artistica ha subito una brusca sospensione, per un lungo lasso di tempo, per poi tornare più prepotente di prima, con un approfondimento, un’elevazione ed una sublimazione del lavoro precocemente interrotto. Basta confrontare la prima Zornio con l’attuale, per notare il salto di qualità, per aspera ad astra. 

    Per maggiori informazioni, visita il sito »» o scrivi a gianni.latronico@libero.it