L'altra arte
a cura di Myriam Latronico
ANNA DELL'ANNA
La grotta della mente - Tecnica mista
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PUREZZA
Ed
ora
ecco
qui la
cascatella
s a l t e l l a n t e
tra sassi e pietre
tra massi e ciottoli
tra finito e infinito
in una sinfonia di
suoni angelici
un'armonia
spirituale
e un soffio
di arcana poesia
nella danza delle ore
Lo spumeggiare dell'acqua
il suo brusio tra le rocce
del paesaggio rustico
fanno pensare ad alte
vette incontaminate
di nevi perenni
L'impennarsi
delle ondate
fa sognare
sublimi purezze
di angoli paradisiaci
Gianni Latronico
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Anna Dell'Anna, pittrice leccese, ha fatto della sua arte una cura al mal di vivere.
Dalla sua casa in riva al mare, scruta ogni giorno l'immensa massa d'acqua, la vede agitarsi e poi calmarsi, cambiare umore, colore, aspetto, rumore. Da anni ormai il mare le parla. Non lo guarda: lo scruta; non lo sente: lo ascolta. E così, nella sua arte, non vuole limitarsi a raccontarlo o riprodurlo: vuole viverlo, ricrearlo.
Come il bimbo testardo che nel racconto di Sant'Agostino cercava di travasare il mare intero in una buca, così Anna vorrebbe coglierne il senso, scrutarne i moti più profondi e catturarli per esprimerli nelle sue tele.
Nell'instabilità delle onde rivede le incertezze che muovono la società contemporanea. E a questa si oppone con veemenza, urlando il suo dissenso nel rifiuto deciso del naturalismo.
I suoi dipinti sembrano sculture: solo attraverso la manipolazione della materia riesce a dar sfogo alla propria ispirazione e a risalire le vette di una nuova spiritualità.
Non aspira agli applausi, Anna Dell'Anna, non cerca consensi; spera semmai che lo spettatore di fronte alla sua opera si fermi a riflettere, che attraverso l'occhio riesca a sentire il suo urlo di protesta.
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Myriam
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Per saperne di più:
www.lelite.it/dellanna.htm
E-mail: michelinoricci@virgilio.it
L A V I S U A L I T À S T R U T T U R A L
E D I A N N A D E L L ' A N N A
Gianni
Latronico
Il senso d'intensità è l'approccio di Anna Dell'Anna alla pittura, in un'incisione di trame fitte, di nervature articolate, di linee crescenti, che evadono dalla materia caotica, indistinta, sospesa. Due anime, due stili, due maniere d'esprimersi traspaiono dalle sue opere dipinte con un'unica, inconfondibile mano, capace di annullare la distanza tra realtà e fantasia.
Alla continua scoperta dello spirito nell'oggetto, ne estrae l'essenza e la dissolve in costoni perlacei, di stile impressionista, ed in sublimi evanescenze, di carattere espressionista.
A un'arte descrittiva, basata sulla sensazione visiva, ne oppone un'altra tutta emotiva, generata dall'immediatezza espressiva. Le masse granitiche, in grumi di calcarenite, si oppongono alle figure eteree, in velature di sogno; le forme materiche dello spazio limitato si distinguono dalle ombre vaganti nel tempo infinito, in netta contrapposizione le une con le altre. Una cascata di diamanti invade la dura crosta; mentre un effluvio di vapori aleggia nell'atmosfera rarefatta. Immanenza e trascendenza, oggetto e idea, ambiente e percezione caratterizzano da una lato le vanità caduche e dall'altro le sensazioni ultraterrene.
La prima azione pittorica di Anna Dell'Anna inizia dal tessuto connettivo del supporto, grinzoso, lavico, schiumoso, per poi ampliarsi oltre la tela, in un'esplosione di segni sognanti, forme suadenti e colori evanescenti. La sua sculto-pittura rivela l'architettura dell'anima, dove scogli porosi sorgono dai lapilli vulcanici del magma incandescente e sogni alati emergono dagli strati aggrovigliati delle linee geometriche.
In primo piano, sassi, prismi, rocce catturano la luce e la rimandano in mille riverberi, oltre le spumeggianti onde marine.
Se la contraddizione è l'anima della realtà, l'ossimoro è il nocciolo della sua spiritualità, che si estrinseca in una visione unica di fenomeni naturali e paesaggi interiori, attraverso colori squillanti, capaci di dare forma ai tumultuosi movimenti del pensiero.
Le coordinate modulari sono due facce della stessa medaglia e rappresentano le parallele della vita: hanno origine dalla visibile materia dell'essere e si ergono all'invisibile leggerezza del divenire; partono dal finito e si incontrano all'infinito; nascono dalle macerie e si elevano alle vette vertiginose dell'arte, in immagini cristalline, accattivanti e immortali.
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