L'altra arte
a cura di Myriam Latronico
FURIO GALLI
Notte magica
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NOTTE MAGICA
T r a
fiocchi
di nevischio
pungente e turbinante
triste e solo al mondo
mi aggiravo smarrito
oltre l'ampia periferia
della grande Milano
vagando in una notte
gelida e senza stelle
alla ricerca almeno
di un qualche rifugio
per ripararmi dalla bufera
Non si vedeva a un passo per
le strade deserte ed infangate
finché fiancheggiai un muro
lo scavalcai e mi ritrovai
al riparo di un caldo
accogliente casolare
in dolce compagnia
Avvertii forte in me
un'esplosione di gioia
e col mio nuovo amore
cominciai a saltare nella neve
All'aria aperta la notte si accese
di mille colori il cielo
si ammantò di astri
e scoprii la luna
Gianni Latronico
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Luce e silenzio sono le suggestioni che le opere di Furio Galli suggeriscono a chiunque le guardi.
L'artista milanese ha trasferito in pittura la tecnica fotografica appresa all'Istituto di Arti Grafiche Rizzoli, dove si è diplomato: spinto dall'urgenza di catturare le proprie emozioni per sottrarle all'usura del tempo, ha scelto di fissarle su un supporto indelebile, che non si sbiadisse come una fotografia.
Le sue non sono istantanee, la sua non è una pittura estemporanea, i suoi paesaggi, gli alberi, i viali non sono ritratti dal vivo, ma mediati dal ricordo. Ciò che Furio riprende non è la realtà oggettiva, bensì il ricordo intimo e personale di quella realtà e, con esso, l'emozione sentita.
Il suo impressionismo fa appello alla memoria, alla rielaborazione della mente, ma anche della pancia, delle sensazioni forti provate a fior di pelle.
Nelle sue tele il colore abbonda fino quasi a risultare scolpito, su un fondo materico pazientemente elaborato: una sorta di trama imprigiona il colore per restituire all'esterno una luce interiore intensa e ricca di sfumature.
Profondità aerodinamica, prospettiva a rilievo, uno spiccato chiaroscuro: proprio la qualità della luce conferisce una straordinaria resa della realtà e un immediato senso della profondità spirituale di Furio Galli, profondità che sembra materializzarsi in un cromatismo spinto e sublimarsi in uno spazio ritmico e in un tempo infinito fino a tradursi in uno spunto per scrivere versi.
Se l'arte genera arte, qui la pittura dà origine a musica, scultura, architettura e poesia, in una visione lirica a 360 gradi. A voi le immagini e i versi…
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Myriam
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Per saperne di più visita: www.dimensionearte.it
e
la pagina personale dell'artista
e-mail
furio.galli@libero.it
L' A R T E M A G I C A D I F U R I
O G A L L I
Gianni
Latronico
Furio Galli ha il potere di dare voce al silenzio; di far trionfare la primavera
e di togliere la tristezza al cielo blu cobalto scuro, sullo sfondo di uno spoglio
viale alberato.
Se la bellezza è negli occhi di chi scopre la natura, per la prima volta, oltre
la cortina di nebbia di una città cosmopolita, la grazia sublime è il dono delle
sue opere d'arte.
Per raggiungere lo scopo, il Nostro si apposta, sin dalle prime luci dell'alba,
in aperta campagna, in paese o in alta montagna, per cogliere nel vento il profumo
dei fiori e per captare il primo luccichio dell'aurora. Torna poi all'attacco
nell'ora squisita della sera, per cogliere il raggio verde, prima della fatale
quiete e del buio profondo, nella notte che toglie, con la luce, anche lo smalto
ai colori, il respiro alle cose e l'ispirazione agli artisti.
Dopo aver rubato al giorno i segni della visione, i colori del sogno, le immagini
del momento, Furio Galli si rifugia nello studio, per dipingere a memoria, ispirandosi
alla fotografia di turno, e trascorre le ore piccole della notte fonda, per esprimere
un'operazione mentale. Mentre gli impressionisti ritraevano i riflessi, i riverberi,
i giochi di luce naturale; lui compie la stessa impresa, servendosi della luce
spirituale che si porta dentro fin dall'infanzia, arricchendola di tutti i colori
dell'arcobaleno. La tecnica è quella del fotografo non sulla carta, ma sul supporto,
sul massetto, sugli svariati materiali del rilievo, che rendono brillanti, splendenti,
squillanti non solo i colori caldi, ma anche i colori freddi, incisi con il pennello
sulla candida tela, preparata in precedenza. Il turbinio, la fibrillazione, l'esplosione
sono nel tessuto connettivo che, in sintonia con l'estro pittorico, fa spuntare
delle vegetazioni lussureggianti, delle lumeggiature affascinanti e dei paesaggi
incantevoli, di ascendenza classica, di stile moderno, di spessore interiore.
La via luminosa del rientro, l'ora sospesa del crepuscolo, gli orti dorati, del
contado di Milano, si allontanano, a perdita d'occhio, verso l'estremo orizzonte,
per dare il senso della profondità, l'illusione della prospettiva, la tonalità
del chiaroscuro. Si viene così a creare uno spazio ritmico, in un tempo fluido,
scoprendo lo spirito nelle cose, la musica nell'aria e la poesia in ogni tocco,
in ogni pennellata, in ogni respiro.
Le sfoglie d'oro impreziosiscono il ricamo della composizione, creando uno scintillio
di luci, un romorio di acque, un movimento di colori, che coinvolgono il fruitore.
Qui, le pietre parlano; gli alberi si piegano; le nevi si sciolgono allo spuntare
del nuovo sole non sulla cruda realtà, ma sulla vivace fantasia di Furio Galli.
Per maggiori informazioni su Gianni Latronico, visita
il sito »» o scrivi a gianni.latronico@libero.it
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