L'altra arte
a cura di Myriam Latronico
MANUELA FERRANDO
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L'ARTE
di MANUELA FERRANDO
La tua arte
è in bilico tra
il cielo e il mare
la pittura e la ceramica
il figurativo e l' astratto
raggiungendo l ' equilibrio
nel caleidoscopio cromatico
al di sopra di tutti gli - ismi
Esso rispecchia in pieno
gli alti e bassi dei tuoi
mutevoli stati d' animo
i flussi e riflussi della
tua sensibile coscienza
evidenziando abilità tecnica
padronanza stilistica e inventiva
I tuoi giardini d'un verde smeraldo
son pari ai fiori d'un rosso rubino
i tuoi esterni paesaggistici
gareggiano con gli interni
intimistici ed introspettivi
di una sensazione visiva
L'incantesimo del colore
s'imprime indelebilmente
nella retina del fruitore per
poi scendergli fino al cuore
Gianni Latronico
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il nuovo anno con l'opera di una giovane artista, Manuela
Ferrando, una ragazza che cela dietro la bellezza del suo sguardo un
incessante desiderio di scoperta, dietro il luccichio dei suoi occhi una insaziabile
curiosità. Gli studi accademici non le sono bastati a placare la sua indole
inquieta, che l'ha spinta a sperimentare nuovi linguaggi per superare gli schemi
e le rigide costrizioni imposte dalla tradizione, le convenzioni ferme e rassicuranti
dell'arte figurativa, per cercare nuovi modi espressivi, nuove tecniche di pittura,
nuove sensazioni visive.
Manuela
ha preferito imboccare una strada nuova, andare oltre le regole accademiche per
riuscire a dar voce alla sua intima visione del mondo e ridurre la complessità
del reale alla semplicità minimalista degli elementi che lo compongono.
Arriva così a riproporre la figurazione attraverso forme immediate, essenziali,
quasi simboliche, affidando a colori accesi, pieni, solari il compito di mettere
a nudo il suo mondo interiore, quel turbinio di pensieri, sogni e passioni che
la agita alla continua ricerca di orizzonti sempre nuovi.
Eppure,
nonostante la vocazione dadaista e l'adozione della tecnica divisionista, l'ironia
che contraddistingue il suo linguaggio pittorico non è carica di rabbia
o violenza, ma di gioia e libertà, non mira a demolire o contrastare la
realtà, bensì a ricostruirla e caricarla di un nuovo senso.
E questa non è una contraddizione: è il suo personale modo di esprimersi.
L'opera di Manuela non è il risultato di una fredda analisi concettuale,
ma la sintesi espressiva scaturita dal rapporto dialettico tra i diversi linguaggi
appresi nel tempo e la sua visione positiva della vita e del mondo.
Per vedere
altre opere di Manuela Ferrando visita la galleria di Speaker's Corner »
Per
incontrarla personalmente, visita la sezione Mostre e Appuntamenti »
Myriam
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L'INCANTO NELLA PITTURA DI MANUELA FERRANDO
Gianni
Latronico
Manuela Ferrando è figlia d'arte e, seguendo le orme paterne, comincia la sua carriera artistica nell'ambito figurativo dei maestri classici, con una vena romantica. "Alexandra" e "Gli Amanti" sono la testimonianza più significativa del periodo realistico, con una interpretazione moderna, soffusa di luce e di poesia. Ben presto si accorge che la limitatezza del disegno ornato non si confà al suo carattere vulcanico e poliedrico; così intraprende la strada dell'informale, spezzando le catene di tutte le remore, le pastoie e le regole della pittura tradizionale. Segni sognanti, forme suadenti, volumi rotolanti, figure evanescenti caratterizzano la ribellione ad ogni restrizione e la libertà di esprimere il suo innato talento artistico in tutte le sue variegate sfaccettature. Il disegno non sottende più l'immagine ed il colore la fa da padrone, seguendo i flussi e riflussi della sua coscienza, in perenne ebollizione.
Un giorno, Manuela si reca, con suo padre, ad Albissola, per visitare la bottega di un grande ceramista; ne rimane così colpita, da avere una vera folgorazione: segue subito un corso di ceramica.
Dovendo però completare gli studi all'Accademia delle Belle Arti di Firenze e non avendo né tempo disponibile né strumenti idonei, per diventare una provetta ceramista, si vede impossibilitata a realizzare il suo sogno.
Allora decide di trasferire su tela la tecnica, la suggestione, l'incanto della ceramica, arricchendola delle sue precedenti esperienze e del suo bagaglio culturale. Tenendo presente la lezione di Depero, Matisse, Mondrian, si inventava uno stile divisionista tutto suo, con plaghe di colore squillante, racchiuse da linee luminose di demarcazione.
Ora, casette linde e pinte, cespugli verdi e crespi, barchette dondolanti e variegate punteggiano i suoi accattivanti dipinti. Spesso il suo sguardo, anziché soffermarsi sulla superficie esterna, scavalca i limitati confini e si addentra nell'interno, riprendendo uno spazio ritmico, una dimensione dinamica, una natura interiore. L'inconscio si rivela, l'invisibile appare, il non finito si fa infinito, come sintesi della sua esperienza interiore. Figure, dai contorni ben delimitati, vengono esposte ad una luce straniante, che le mette a fuoco. Intimi spazi esterni ed interni sono determinati da aloni luminosi, che mettono in risalto ciò che li divide e non ciò che li unisce. Il colore si dilata dal centro verso i bordi; mentre la luce si irradia dall'esterno all'interno. Nature morte, spiagge assolate, alberi sempreverdi invitano ad elevare l'animo al sublime, all'eccelso, all'infinito.
Qui, il figurativo sfocia nell'astratto ed a Manuela piace alternare i due stili ed a volte fonderli in un unico quadro, come espressioni simultanee del suo spirito. Nell'incantesimo della sua pittura moderna c'è qualcosa di nuovo e di antico, di déjà vu e di jamais vu, di contemporaneo e di classico, rispecchiando sempre i suoi mutevoli stati d'animo.
La resa del suo processo d'introspezione è perfetta, accattivante ed avvincente, per l'abilità tecnica e per l'armonia della composizione.
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o scrivi a gianni.latronico@libero.it
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