Speaker's Corner
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Mozart e dintorni
   a cura di Marco Marinelli



Bach, ovvero si, la, do e…
1a parte
2a parte
3a parte

Chopin in tre puntate
1. Chopin, il pianista
2. Il tempo di Chopin
3. Guida all'ascolto:
  1a parte
  2a parte
  3a parte


Mozart in tre puntate
1. Amadeus
2. La vita di Mozart, come un film
3. Flauto Magico, Requiem e misteri massonici



























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Mozart e dintorni
a cura di Marco Marinelli


Bach, ovvero si, la, do e…



Leggende
La notizia che Bach bambino si rifugiasse nel colmo della notte in solaio a copiare musica non è assolutamente vera… è sacrosanta. E chiunque abbia avuto per un momento l'ardire di imitarlo avrà forse notato che non è poi così male. A composizione una volta si faceva così, si "smontavano" i giocattoli, come ad esempio le sinfonie di Mozart, che si prestano benissimo a questo gioco da bambini cresciutelli. Distruggendo e ricostruendo si imparano i trucchi del mestiere, l'arte del saper fare e del saper essere (mi ricorda qualcosa questa frase). Bach ha trascorso l'infanzia giocando con le note e senza diventare per questo un pazzo asociale e scorbutico. La musica come artigianato, un paziente laborioso e attento lavoro di cesello durato anni e condotto con un rigore morale religioso tutto protestante, a dirlo così sembra uno scherzo. Il suo stile o metodo di lavoro, meticoloso fino all'estrema sintesi matematica, gli consente di sintetizzare gli aspetti essenziali delle varie scuole europee e c'è da dire che l'incontro con la musica di Vivaldi fu sbalorditivo per il giovane Bach che nel 1700 aveva 15 anni e guardava al prete rosso (ventiduenne) come un ragazzino in bicicletta guarda il guappo del villaggio sulla moto da corsa. Enduro. Non è inutile ricordare che nel 1700 compivano gli stessi anni di Bach anche altri importanti signorotti della musica come un certo Haendel e un tizio di nome Domenico Scarlatti. In verità nessuno dei due incontrò mai Johann Sebastian, pur intrattenendo tra loro interminabili sfide all'organo e al clavicembalo che rappresentavano il sale della cultura musicale seicentesca, sintomi prodromici e antesignani dei virtuosismi tecnici del romanticismo.

Difficile raccontare
E' strano ma è difficile raccontare la vita di Bach perché non è molto mossa come quella di Jimi Hendrix, per fare solo un esempio. Bach studia e lavora, produce con regolarità, sa suonare incredibilmente bene l'organo e bene anche il violino e non fa uso di droghe leggere o pesanti per comporre, sono cose da sapersi, un tempo la gente conosceva le lingue e suonava molti strumenti, si sposava subito e molte volte aveva uno stuolo di figli che sapeva anche allevare e mantenere negli studi. E non ammetteva gli spinelli. Mi limito, prima di introdurre la guida all'ascolto del primo movimento del primo concerto brandeburghese, a citare qualche data e qualche nome. Nel 1690 nasce a Roma il movimento dell'Arcadia, siamo in epoca estetizzante, ma lasciamo che siano gli storici a dettagliare l'ambiente culturale. Per chi avesse bisogno di qualche riferimento più tangibile basterebbe forse ricordare che nel 1696 nasce Gian Battista Tiepolo mentre nel 1701 viene fondata a Berlino l'Accademia delle Scienze. Intanto Tiepolo è cresciuto ed è già pronto per un lavoretto di gioventù come il Sacrificio di Isacco; ha solo 19 anni e siamo nel 1715. Nello stesso anno muore Luigi XIV in Francia, una nazione che nel 1720 assaggerà l'inflazione e una sonora bancarotta nazionale. E finalmente siamo riusciti ad arrivare al 1721, l'anno dei concerti Brandeburghesi, un anno numerologicamente parlando molto importante, se si pensa che sommando le cifre si ha un bell'11 (1+7+2+1=11) e che lo stesso numero si ottiene sommando (all'anglosassone) il 17 al 21 (38) e poi le due cifre del risultato 3+8=11. Il numero della militia Christi

Soluzione dell'enigma
Il 1751 e il 1752 furono i due anni delle due edizioni dell'Arte della fuga di Bach. Si tratta di un'opera incompiuta a causa della cecità incombente del compositore, il quale riuscì però a scrivere una tripla fuga che nasconde tra i suoi temi le lettere B-A-C-H, che in tedesco corrispondono alle note si bemolle, la, do e si naturale. Ecco spiegato il titolo del primo paragrafo della prima puntata di questo mio primo scritto su Bach. E ora i Brandeburghesi sul serio.


Marco Marinelli

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