Mozart e dintorni
a cura di Marco Marinelli
Bach, ovvero si, la, do e…
Leggende
La notizia che Bach bambino si rifugiasse nel colmo della notte in solaio a copiare musica non è assolutamente vera… è sacrosanta. E chiunque abbia avuto per un momento l'ardire di imitarlo avrà forse notato che non è poi così male. A composizione una volta si faceva così, si "smontavano" i giocattoli, come ad esempio le sinfonie di Mozart, che si prestano benissimo a questo gioco da bambini cresciutelli. Distruggendo e ricostruendo si imparano i trucchi del mestiere, l'arte del saper fare e del saper essere (mi ricorda qualcosa questa frase). Bach ha trascorso l'infanzia giocando con le note e senza diventare per questo un pazzo asociale e scorbutico. La musica come artigianato, un paziente laborioso e attento lavoro di cesello durato anni e condotto con un rigore morale religioso tutto protestante, a dirlo così sembra uno scherzo. Il suo stile o metodo di lavoro, meticoloso fino all'estrema sintesi matematica, gli consente di sintetizzare gli aspetti essenziali delle varie scuole europee e c'è da dire che l'incontro con la musica di Vivaldi fu sbalorditivo per il giovane Bach che nel 1700 aveva 15 anni e guardava al prete rosso (ventiduenne) come un ragazzino in bicicletta guarda il guappo del villaggio sulla moto da corsa. Enduro. Non è inutile ricordare che nel 1700 compivano gli stessi anni di Bach anche altri importanti signorotti della musica come un certo Haendel e un tizio di nome Domenico Scarlatti. In verità nessuno dei due incontrò mai Johann Sebastian, pur intrattenendo tra loro interminabili sfide all'organo e al clavicembalo che rappresentavano il sale della cultura musicale seicentesca, sintomi prodromici e antesignani dei virtuosismi tecnici del romanticismo.
Difficile raccontare
E' strano ma è difficile raccontare la vita di Bach perché non è molto mossa come quella di Jimi Hendrix, per fare solo un esempio. Bach studia e lavora, produce con regolarità, sa suonare incredibilmente bene l'organo e bene anche il violino e non fa uso di droghe leggere o pesanti per comporre, sono cose da sapersi, un tempo la gente conosceva le lingue e suonava molti strumenti, si sposava subito e molte volte aveva uno stuolo di figli che sapeva anche allevare e mantenere negli studi. E non ammetteva gli spinelli. Mi limito, prima di introdurre la guida all'ascolto del primo movimento del primo concerto brandeburghese, a citare qualche data e qualche nome. Nel 1690 nasce a Roma il movimento dell'Arcadia, siamo in epoca estetizzante, ma lasciamo che siano gli storici a dettagliare l'ambiente culturale. Per chi avesse bisogno di qualche riferimento più tangibile basterebbe forse ricordare che nel 1696 nasce Gian Battista Tiepolo mentre nel 1701 viene fondata a Berlino l'Accademia delle Scienze. Intanto Tiepolo è cresciuto ed è già pronto per un lavoretto di gioventù come il Sacrificio di Isacco; ha solo 19 anni e siamo nel 1715. Nello stesso anno muore Luigi XIV in Francia, una nazione che nel 1720 assaggerà l'inflazione e una sonora bancarotta nazionale. E finalmente siamo riusciti ad arrivare al 1721, l'anno dei concerti Brandeburghesi, un anno numerologicamente parlando molto importante, se si pensa che sommando le cifre si ha un bell'11 (1+7+2+1=11) e che lo stesso numero si ottiene sommando (all'anglosassone) il 17 al 21 (38) e poi le due cifre del risultato 3+8=11. Il numero della militia Christi
Soluzione dell'enigma
Il 1751 e il 1752 furono i due anni delle due edizioni dell'Arte della fuga di Bach. Si tratta di un'opera incompiuta a causa della cecità incombente del compositore, il quale riuscì però a scrivere una tripla fuga che nasconde tra i suoi temi le lettere B-A-C-H, che in tedesco corrispondono alle note si bemolle, la, do e si naturale. Ecco spiegato il titolo del primo paragrafo della prima puntata di questo mio primo scritto su Bach. E ora i Brandeburghesi sul serio.
Marco Marinelli
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