Buio in sala
dal nostro inviato Francesca Pozzi
Manuale d'amore
L'amore in quattro atti. I quattro gradi con cui si vive e convive in amore. Scarsa saggezza insegna il sentimento. Innamorarsi è semplicemente come donarsi, il caso ci serve e l'azzardo ci aiuta. La tenerezza degli slanci dell'innamorato col tempo sembra perdersi, tutta, nella crisi dell'abitudine di un silenzio che grava, troppo pesante, sui sentimenti.
Il veleno dell'insofferenza si versa, con disarmante facilità, nella pecca del tradimento. Che si può perdonare, o usare come antidoto, o subire con smacco d'abbandono. Tutto questo, e tanto altro, lo si incontra nell'ultimo lavoro di Giovanni Veronesi, MANUALE D'AMORE. Si ride tanto perché è comico ed intenerisce, si comprende perché riflette le esperienze di tutti, fa pensare, perché fermarsi e 'scavarsi' dentro è sia dovere che necessità. Il cast di questo lungometraggio brilla per fama, ma soprattutto per talento e bravura. Quattro atti del percorso d'amore, quattro generazioni che si rincorrono con personaggi che si incontrano o che semplicemente si sfiorano. Silvio Muccino e Jasmine Trinca. Tommaso incontra Giulia, è l''innamoramento' impacciato e buffo, dove la tenerezza della spontaneità, sfacciata ed insistente, fa breccia in iniziale indifferenza. Storia che arriva fino alla passione, al matrimonio, alla famiglia. Sergio Rubini e Margherita Buy. Barbara e Marco e la 'crisi' che vivono. Procreare per sanare falle in un rapporto quasi del tutto logoro?
Non tutto si perde nella routine. Scosse di assestamento possono, forse, riavvicinare più del puro egoismo di un figlio da utilizzare come mero cerotto. Luciana Littizzetto e Dino Abbrescia. Ornella, Gabriele ed il loro'tradimento' come moneta di scambio. Pareggiare il conto con la naturalezza del caso. Essere jena-vigilessa-punitrice dell'uomo traditore, non paga quanto l'affetto dolce e collaudato di un uomo distratto. Carlo Verdone. L''abbandono' è un assolo. Goffredo rincorre tra avvocato, letti e cornicioni la sua Margherita. Ma una voce può portare, per inevitabili coincidenze, ad un nuovo amore, quando tutto appare perduto, inutile, nero e vuoto. Goffredo ed il suo imbarazzante manuale. Manuale d'amore. Nella sua inutile utilità, fatta unicamente di vuote parole e semplicistiche istruzioni, il manuale diventa il destino che crea un filo conduttore. La bellissima Anita Caprioli. La cui sensuale e sinuosa voce conduce alla semplicità di sorridere, di vivere e lavorare scalzi su una spiaggia.
MANUALE D'AMORE è nato da un'idea di Vincenzo Cerami ed è sceneggiato da Ugo Chiti e dallo stesso Veronesi. Dolce lungometraggio, specchio del 'può accadere, può anche esser così', perché l'amore è vero che non ha banalmente regole, che non conosce limiti e spazi. Arriva, cresce, s'incrina, affievolisce, si spegne; a volte con l'accendersi del disprezzo. La tradizionale commedia italiana può sospirare di speranza, sorridendo ad un film bello, divertente, che sa donare calore. L'amore è buffo, è difficile, è complicato, è tradito, è offeso e calpestato. Ma è gioia. E' un tutto che in un lampo può diventar niente. Amore è una parola logora, stanca ed abusata, ma è IL sentimento, il motore indispensabile di ogni cosa. Lo incontriamo negli occhi dolci di Tommaso, nel viso scavato di Marco, nell'aggressività ferita di Ornella, nella pura incomprensione di Goffredo. Gratifica e consola riflettersi nell'evolversi di storie che sono ingigantite da uno schermo, ma che sono nostre - e poi anche di tutti.
Francesca Pozzi
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