Speaker's Corner
Speaker's Corner
 
Buio in sala
   dal nostro inviato
Francesca Pozzi




  • Sideways - In viaggio con Jack
  • Alfie
  • Shark Tale
  • Provincia meccanica
  • Il mercante di Venezia
  • Ma quando arrivano le ragazze?
  • The aviator
  • Alla luce del sole
  • Exils
  • Che pasticcio Bridget Jones!
  • Tu la conosci Claudia?
  • Closer
  • The Polar Express
  • Occhi di cristallo
  • Prima del tramonto - before sunset
  • Nathalie
  • E' più facile per un cammello
  • I diari della motocicletta
  • La spettatrice
  • Il vestito da sposa
  • Monster
  • Dopo Mezzanotte
  • Andata + Ritorno
  • L'odore del sangue
  • L'amore ritorna
  • Non ti muovere
  • Agata e la tempesta
  • Mi piace lavorare
  • L'amore è eterno finchè dura
  • Ritorno a Cold Mountain
  • Something’ gotta give
  • Le invasioni barbariche
  • E' già ieri
  • Il Cartaio
  • In the cut
  • Lost in translation
  • Love Actually
  • Dogville
  • Prima dammi un bacio
  • Mystic river
  • Ora o mai più
  • Caterina va in città
  • Per sempre
  • Il miracolo
  • Paz
  • Amorfù
  • The dreamers
  • Buongiorno, notte
  • Intermezzo
  • Vajont
  • The Italian Job
  • Alla rivoluzione sulla due cavalli
  • L'anima di un uomo
  • La meglio gioventù
  • City of ghosts
  • Il cuore altrove
  • My name is Tanino
  • Perduto amor
  • Il posto dell'anima
  • Piazza delle Cinque Lune
  • I lunedì al sole
  • L'imbalsamatore
  • L'anima gemella
  • Respiro
  • Passato prossimo
  • Ilaria Alpi - Il più crudele dei giorni
  • Io non ho paura
  • The Hours
  • La finestra di fronte
  • Dolls, di Takeshi Kitano
  • Ricordati di me
  • Frida
  • La felicità non costa niente - di Mimmo Calopresti




























  • Realizzato da
    Visiant Outsourcing
    Speaker's Corner
    Buio in sala
    dal nostro inviato Francesca Pozzi




    The Polar Express
    Natale, quale fertile periodo per il cinema mondiale o meglio, quale prosperoso periodo per i botteghini dell'intero mondo. Per quanto riguarda la qualità, il discorso cambia, e tanto. Ci potremmo costringere ad una delle abituali trash-commedie che gli autori italiani si dilettano a propinare, o si potrebbe rallegrare il nostro tempo con le pellicole di animazione che, in questo caso, per fortuna l'America ci propone.
    E a ben vedere THE POLAR EXPRESS non è un cartone animato, non è nemmeno un'animazione creata totalmente al computer, è un'innovazione, incredibile. Il regista-mago-premio Oscar Robert Zemeckis trasforma una favola cartacea in una viaggio animato, utilizzando una sua tecnica d'avanguardia: la Performance Capture, la quale attraverso un complesso utilizzo di sensori e macchine da presa digitale non cattura più solo i movimenti degli attori (come la motion picture) ma anche le loro espressioni, riuscendo così a trasformare in veri attori i personaggi animati. La favola, tratta dal libro di Chris Van Allsburg, narra la romantica storia di un ragazzino che non sa se credere all'esistenza di Babbo Natale, vorrebbe farlo ma si trova circondato da giovani amici disincantati e forse un po' cinici. La notte di Natale è sotto le coperte del suo letto in trepidante attesa di sentire le campanelle della slitta di Santa Claus, quando invece, quello che giunge alle sue orecchie è un assordante rumore che fa tremar la casa. E' un treno, un treno magico che lo scorterà, in compagnia di altri bambini, alla scoperta di quello in cui vuole credere, lo condurrà al polo Nord da babbo Natale. Inizia un lungo ed avventuroso viaggio, costellato di imprevisti, di fantastiche discese, di salite vertiginose, di tormente di neve che avvolgono come immense coperte per poi arrivare dove, tra elfi danzanti, solo la fantasia e il sogno divengono sostegno per credere. Questo è il viaggio del bambino che tutti, dentro di noi, coccoliamo perché rimanga innocente e aperto a voli pindarici che solo l'immaginazione, purtroppo, può regalarci. Un lungometraggio fascinoso, strabiliante, dolce quello che l'arte di Zemeckis e del grande Tom Hanks ci regala. Hanks, il quale interpreta ben cinque ruoli, riesce a trasmettere con ognuno dei personaggi un sentimento differente, facendo commuovere, sorridere, pensare. Alcuni critici hanno definito lugubre il film, scordando forse che il Natale è sì gioia, favola, serenità ma con un fondo di malinconia che inspiegabilmente lo rende speciale.
    Come speciale è sentir parlare gli Elfi in dialetto o vederli danzare allegramente, nella scena finale, le più famose canzoni natalizie. Perché negarsi la possibilità di guardare con gioia e stupore i nostri sogni di bambini? Per novantuno minuti potremmo avere la possibilità di dimenticare ciò che realmente è troppo spesso lugubre: la realtà.

    Francesca Pozzi

    Scrivi a fra.po@inwind.it