Speaker's Corner
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Buio in sala
   dal nostro inviato
Francesca Pozzi




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  • Che pasticcio Bridget Jones!
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  • Closer
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  • Occhi di cristallo
  • Prima del tramonto - before sunset
  • Nathalie
  • E' più facile per un cammello
  • I diari della motocicletta
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  • Il vestito da sposa
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  • Dopo Mezzanotte
  • Andata + Ritorno
  • L'odore del sangue
  • L'amore ritorna
  • Non ti muovere
  • Agata e la tempesta
  • Mi piace lavorare
  • L'amore è eterno finchè dura
  • Ritorno a Cold Mountain
  • Something’ gotta give
  • Le invasioni barbariche
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  • Il Cartaio
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  • Lost in translation
  • Love Actually
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  • Prima dammi un bacio
  • Mystic river
  • Ora o mai più
  • Caterina va in città
  • Per sempre
  • Il miracolo
  • Paz
  • Amorfù
  • The dreamers
  • Buongiorno, notte
  • Intermezzo
  • Vajont
  • The Italian Job
  • Alla rivoluzione sulla due cavalli
  • L'anima di un uomo
  • La meglio gioventù
  • City of ghosts
  • Il cuore altrove
  • My name is Tanino
  • Perduto amor
  • Il posto dell'anima
  • Piazza delle Cinque Lune
  • I lunedì al sole
  • L'imbalsamatore
  • L'anima gemella
  • Respiro
  • Passato prossimo
  • Ilaria Alpi - Il più crudele dei giorni
  • Io non ho paura
  • The Hours
  • La finestra di fronte
  • Dolls, di Takeshi Kitano
  • Ricordati di me
  • Frida
  • La felicità non costa niente - di Mimmo Calopresti




























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    Speaker's Corner
    Buio in sala
    dal nostro inviato Francesca Pozzi




    Exils
    Due giovani. Due giovani innamorati francesi ma algerini, Zano e Naima. Con loro un viaggio percorso al contrario, non verso l'Europa dalle grandi possibilità ma verso l'Africa, Algeri, terra d'origine. Zano propone a Naima, a tratti eccessivamente indifferente e passiva agli eventi, un viaggio 'on the road' per conoscere, vedere, assaporare la terra percorsa dai suoi genitori anni prima. I due attraversano la ormai patria Francia, toccano l'irrequietezza calda e gitana dell'Andalucia, i colori saporiti del Marocco per giungere, in fine, a conoscere una finora sconosciuta casa. Temi del viaggio, interiore ed esteriore, della ricerca e della scoperta. Esperienze e luoghi si sovrappongono ed allineano formando il mosaico di una vita diversa, sconosciuta. Zano è coinvolto perché si dona incondizionatamente a ciò che incontra, siano persone, oggetti, colori o sapori. Naima, invece, è come un viandante disinteressato al paesaggio che l'avvolge, è priva di curiosità ed un po' vuota, carica unicamente di una sensualità un po' fine a se stessa, sospesa senza una ragione. La musica, da sempre, è l'elemento che riesce a far da ponte tra culture e focosità diverse: si parte dai ritmi elettronici e studiati di una Parigi lanciata nella fredda contemporaneità, si passa poi al calore colorato del flamenco gitano in Andalucia, per arrivare in fine alla musica africana dedita alle cerimonie religiose. Quanta importanza riesce a dare Tony Gatlif, regista ed anche autore della colonna sonora, alla musica? Questa diventa un personaggio, una protagonista, quella dotata forse della personalità più forte. Sempre presente Zano aggrappato al suo zaino ci dice infatti: 'La musica è la mia religione'. L'altra gioia, ora dedicata agli occhi, è la fotografia, lunga vivace viva. Strana, perché inconsueta, la frequenza delle riprese dal basso, l'occhio della macchina da presa riesce a dilatare le immagini. Purtroppo il film rivela una trama povera, tanto sottile da perdersi nel montaggio, tante sequenze sembrano non finire mai a causa di una persistente assenza di dialoghi. Non convince nel suo insieme. Innegabili sono i virtuosismi di ripresa e straordinarie certe inquadrature (saranno state probabilmente queste ad aver convinto Quentin Tarantino, come presidente di giuria del Festival di Cannes 2004, a consegnare proprio a Gatlif il Premio come miglior regia). Innegabile, in ogni caso, che messaggi ed insegnamenti arrivino a buon fine; culture ed etnie meritano tutte incondizionato rispetto e la libertà di essere e sentirsi cosmopoliti è un diritto di tutti. Sensazione fastidiosa: alzandosi ed uscendo dal cinema si è come presi ed invasi da un senso di noiosa incompletezza. Vero peccato, perché questo viaggio di introspezione 'on the road' poteva sicuramente portarci molto più lontano.

    Francesca Pozzi

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