Speaker's Corner
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Buio in sala
   dal nostro inviato
Francesca Pozzi




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  • Provincia meccanica
  • Il mercante di Venezia
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  • Exils
  • Che pasticcio Bridget Jones!
  • Tu la conosci Claudia?
  • Closer
  • The Polar Express
  • Occhi di cristallo
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  • Nathalie
  • E' più facile per un cammello
  • I diari della motocicletta
  • La spettatrice
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  • Dopo Mezzanotte
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  • L'odore del sangue
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  • Non ti muovere
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  • Mi piace lavorare
  • L'amore è eterno finchè dura
  • Ritorno a Cold Mountain
  • Something’ gotta give
  • Le invasioni barbariche
  • E' già ieri
  • Il Cartaio
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  • Ora o mai più
  • Caterina va in città
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  • Il miracolo
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  • Buongiorno, notte
  • Intermezzo
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  • Alla rivoluzione sulla due cavalli
  • L'anima di un uomo
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  • L'imbalsamatore
  • L'anima gemella
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  • Ilaria Alpi - Il più crudele dei giorni
  • Io non ho paura
  • The Hours
  • La finestra di fronte
  • Dolls, di Takeshi Kitano
  • Ricordati di me
  • Frida
  • La felicità non costa niente - di Mimmo Calopresti




























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    Speaker's Corner
    Buio in sala
    dal nostro inviato Francesca Pozzi




    Ma quando arrivano le ragazze?
    Percorso e favola di una amicizia, preda e vittima inesorabile del duello tra talento e passione. Pupi Avati usa, nel suo ultimo lavoro "Ma quando arrivano le ragazze?" questa chiave di lettura per trattare il tema forse a lui più caro, quello dell'amicizia. Film autobiografico, questo, che si snoda sulle sinuose note di un jazz giovane e vibrante. Gianca (Paolo Briguglia) e Nick (Claudio Santamaria) si incontrano su un treno che li porta verso la culla italiana del jazz: la scuola di Perugia. Gianca è un figlio della Bologna bene e di un padre commercialista di successo e musico fallito (il prezioso Johnny Dorelli), il quale riversa sul figlio speranze e aspettative musicali tradite però da una palpabile mancanza di talento. Tramandata anche questa, la mancanza, in linea diretta al figlio. Talento, quello puro e geniale è stato invece donato in abbondanza dalla sorte a Nick, che nella vita è invece figlio non di cultura e studio, ma di un verace e romagnolo benzinaio. Gli anni passano accompagnati dalle tante note dello strampalato gruppo creato, il Joy Spring Quintet, finché il destino inizia a vibrare esattamente come gli assolo sognanti della tromba di Nick. Arriva per lui il successo e l'inevitabile allontanamento da Gianca che consapevole, a differenza del padre, dei propri limiti musicali abbandona il sentiero giustamente calpestabile solo da pochi. Non solo la musica, che inizialmente li ha fatti incontrare, arriva a dividere i due amici, compare anche il destabilizzante sentimento amore, sentimento che ha un nome: Francesca (Vittoria Puccini). Giovane donna dal portamento altero, una delle undici più belle ragazze di Bologna, cede a Gianca più per la tranquillità di sentirsi amata che per la gioia d'amare. Per Francesca passare con Nick una, nessuna o più notti sarà solo un cedimento alla passione che la porterà poi a far mesto ritorno alla tranquillità della sicurezza. L'estro e la genialità sregolata priva di istruzioni e solfeggi è il sogno di ogni essere che dalla musa musica è stato solo sfiorato. "Ma quando arrivano le ragazze?" è il film che più di tutti parla della gioventù di Avati, il quale narra di se stesso e ammette di essere stato più come Gianca che come Nick (che potrebbe ritrarre un giovane, talentuoso e magico L. Dalla). La colonna sonora, la musica scritta e suonata è protagonista tra i protagonisti, è legame e ricordo proprio come la canzone che dà titolo stesso al film. Questa musica avvicina ai sentimenti dei due giovani e all'estro di maestri quali Clifford Brown e Chat Atkins. Il passare degli anni lungo tutto il film è didascalicamente scandito dal passaggio, o esplosione delle comete. Avati ha scelto questa scansione temporale perché comete sono, qui, simbolo dell'immensa grandezza di spazio e tempo in relazione alla piccolezza, esclusivamente fisica, di una umana storia piccolo-borghese. Nick stesso è come una cometa, costantemente presente nella vita degli altri due protagonisti unicamente perché niente risulta più presente dell'assente. Ed infine, come Johnny Dorelli insegna, comete sono anche le ragazze, forse non ti accorgi del tempo del loro arrivo ma di certo ne soffrirai la mancanza. Sceneggiatura giovane, scorrevole, per attori giovani, appassionati. Gli occhi stupiti e al contempo stralunati di Claudio Santamaria ci calano nelle reali, infinite possibilità che il destino imprevedibile progetta. La tenerezza di Johnny Dorelli ricorda che gli anni passano sì, ma suggerisce che riempirli di gioia non egoista è forse solo un guadagno. Film tenero, dolce, ilare, musicale e sempreverde. Il piacere del cinema, del cinema italiano, del buon cinema d'autore. Avere voglia di saper ancora sapientemente comunicare. Avere voglia e necessità di saper recepire. Un guadagno. Per tutti.

    Francesca Pozzi

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