10 ottobre 2005
Per raggiungere la vetta, è meglio studiare Socrate o scalare la Borsa?
Massimo Cacciari - Annibale Salsa- Francesco Tomatis
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Leggi i messaggi della chat:
vivere la montagna o rubarla
Da praticante della "religione della montagna", Vi chiedo se leggere Socrate non sia equivalente scalare sì una vetta, ma con amore e rispetto, cercando di restare lassù il più a lungo possibile, mentre la scalata alla Borsa non sia salire per il record, per semplice atto sportivo, su di corsa, giù di corsa verso il comodo bar... sempre senza amore e senza rispetto.
Grazie
SUCCESSO E METE
La parola "successo" evoca in sè il raggiungimento di una meta prefissa, necessariamente soggettiva, ma sicuramente appartenente alla sfera dell'"essere" o dell'"avere". Per quello che mi riguarda solo recentemente ed attraverso il dolore, mi sono riappropriata del mio "io" inteso come "spiritualità", per cui l'"avere" è teso solo alla sopravvivenza e non al successo per lasciare un segno nel mondo...Dopo tali premesse mi sembra superfluo precisare che è meglio studiare Socrate...anche se qualcuno non ricordo chi (Nietsche?..)ha detto che "Chi raggiunge la conoscenza trova l'annientamento..".Cosa ne pensa il dott. Cacciari? Cordiali saluti.
Aprire una via...
Questo è in gergo preparare un sentiero, per se e per gli altri, in una scalata. Non mi intendo di montagna (faccio solo del trekking e del carsismo), ma come tanti, cerco una "via" nella mia vita. A trentaquattro anni, dei quali tanti passati in studio e lavoro (economia e gestione società private), mi appresto ora a studiare la psicologia umana, un "sentiero" diverso, dalla freddezza statistica dei numeri e dei bilanci, dei cantieri e delle presenze alberghiere, al calore delle difficoltà dell'animo umano. E' una metafora sempre presente, quella tra cammino umano nella natura e cammino umano tra le scelte della vita. Promesso: lo leggerò.
tre metri sotto il cielo
A tutte le quote si trova il bello, non bisogna guardare solo la cima; salire col proprio passo,senza ansia da prestazione.
Il Monte Ventoso
L'ascesa ad una vetta è un processo ascetico che comporta una completa concentrazione e una costanza assoluta.
Le epistole familiari del Petrarca riportano un passo dove lo stesso deve ascendere il Monte Ventoso.Lo fa con noia e cerca di salire andando verso il basso. E' una metafora della ascesa dell'anima verso Dio ,l'anima deve perfezionarsi :"Godevo dei miei progressi, piangevo sulle mie imperfezioni,mi addoloravo della instabilità comune a tutti gli affetti umani"Piu si sale e più si lasciano le "passate tempeste" . Il raggiungimento della cima è un ascensione della propria anima e un avvicinamento a Dio.
scettico
Non mi intendo assolutamente di Borsa, di Socrate un po' di più.
Credo però che per scalare davvero ci voglia dell'"ascetismo", anche se si tratta di "borse" e dintorni, diversamente le scalate finiscono male.
L'ascetismo però non dà una garanzia assoluta: anche gli asceti a volte possono finir male, o almeno apparentemente male, come nel caso di Socrate (e può capitare anche a chi lo legge per davvero); in questi casi la "colpa" è degli altri, o di qualche difetto di ascetismo nel protagonista dell'ascesa.
PS.: un pochino mi intendo anche di montagna
POTERE SU POTERE GENERA IMPLOSIONI.... a volte.
BERLUSCONI STA PER IMPLODERE PERCHE’ HA VOLUTO TROPPO. OPPURE IMPLODE VOLONTARIAMENTE PERCHE’ HA RAGGIUNTO IL SUO SCOPO,OSSIA,QUELLO DI TRAGHETTARE ,PIÙ CHE L’ITALIA, LE SUE AZIENDE NEL NUOVO MILLENNIO INDENNE. ENTRANDO DI DIRITTO NELLA STORIA DELLA TRASCH POLITICA DEI NOSTRI ANNI 90/00.
LA DOMANDA È QUESTA:
COME POSSIAMO RIFONDARE UNA CLASSE DIRIGENTE NUOVA, CON PERSONAGGI POLITICI CHE DURINO NEL TEMPO SENZA L’AIUTO DEL TELEVOTO?
COME FARE PER SCONGIURARE IL PROPORZIONAL DEMOCRISTAMASTELLIANO?
COME POSSIAMO NOI GIOVANI FREQUENTARE CIRCOLI DI PARTITO SENZA CHE SI PARLI O SI TIRINO IN BALLO NUMERI?
LA SINISTRA A PORTA A PORTA EVOCA NUMERI LA DESTRA SI DIFENDE CON NUMERI. TUTTO SI FONDA OGGI SUI NUMERI.
NEL MIO IMMAGINARIO LA POLITICA ERA ATTUAZIONE DI IDEE DI PENSIERI PROPOSTI AL POPOLO O SUGGERITI DAL POPOLO. OGGI INVECE LA POLITICA DEVE ATTUARE DIFENDERE E PROPORRE SOLO NUMERI.
RIVOGLIO IL MURO DI BERLINO. VOGLIO SOFFRIRE PER UNA IDEOLOGIA PIUTTOSTO CHE ANNICHILIRE CON E PER I NUMERI
Domanda concreta
Mi piace andare in montagna per il senso di pace e tranquillità che mi trasmette. L'unico posto dove si riesce a "Staccare la spina" per riprendere energie dallo stress cittadino. Ma non tutti la frequentano con analogo spirito. Cosa ne pensate delle moto da cross e dei quad che invadono i sentieri, degli affollati raduni di fuoristrada a 3.000 metri nella splendida conca del Cervino, del "consumo" della montagna come oggetto di mostra e vanità? Non sarebbe il caso di imporre regole più rigorose? Il CAI potrebbe fare qualcosa per contenere questa invasione? Certo, la montagna è di tutti, ma va rispettata. E' una domanda poco filosofica, molto concreta, ma spero di avere una risposta. Grazie!
SOCRATE
dipende dall'obiettivo.ossia dall'indirizzo della vetta. personalmente ritengo sia piu' affascinante studiare socrate. in ogni caso la borsa non te la fanno scalare. la democrazia dell'intelletto e' una conquista,dura da conservare,ma c'e'. quella economica e' solo un titolo er i fondi dei giornali.socrate e' un arricchimento reale.in borsa trafficano utilmente solo gli squali.
Mi trovo
Mi trovo nella condizione obbligata di vedermela con Socrate a tutti i costi, ovvero "mangia questa minestra o salta dalla finestra". Ma credo che la scalata per quanto difficile possa dare migliori risultati, la borsa si sa, e' solo un gioco. O forse credo alle fate?
arrivare
per arrivare ad ogni buon traguardo e' sempre meglio studiare SOCRATE che non
scalare la BORSA in quanto bisogna avere un certa dose di conoscenza!!!!!
Pura grazia
Ma la vetta si raggiunge o ci raggiunge proporzionalmente alla dismissione di ogni volontà appropriativa e dunque nell'in-differenza di ogni modo e scopo, pura grazia inabitante senza esaurirvisi tanto i borseggi quanto le interrogazioni filosofiche? Boh...
siamo sicuri che arrivare in cima sia proprio così importante???
Molto spesso si sente nell'aria la considerazione che chi non riesce a raggiungere la vetta, in qualsiasi settore sia considerato un po' un "fallito".
Siamo così sicuri che sia proprio così???
Non è più saggio pensare che l'importante sia fare la proprio strada finchè si è capaci riconoscendo con onestà i proprio limiti????
perché la vetta?
dalla metafora del 'raggiungimento della vetta', tanto cara all'economia, alle religioni, alla filosofia, alla letteratura, non sorgono forse tutti i totalitarismi politici psicologici religiosi morali ed etici dell'uomo? tutte le discriminazioni fra ciò che sta - o dovrebbe stare - in alto e ciò che non lo è? per rovesciare kant, la legge morale non dovrebbe stare sopra di noi, fuori di noi, e il cielo stellato in noi? esiste il maggiore e il minore, l'alto e il basso, o 'semplicemente' esistono infinite unicità, e quindi ciascuna 'sacra' e 'alta'?
"In cammino verso il linguaggio"
Gentile prof. Cacciari,
non sarà il dialogo interrotto con la Natura che ci allontana dalla nostra stessa naturalità?
Mi colpisce sempre più il modo di parlare artificiale.
Perché abbiamo sostituito al caldo "fare amicizia" l’asettico "socializzare"? Ho sentito dire da una psicologa in tv: -bisogna sapersi "interfacciare" con gli altri- parlando del rapporto con il prossimo. Come l’uomo può vivere poeticamente circondato da parole impoetiche?
Si possono riportare alla luce parole con l’anima colloquiando con Madre Natura?
Grazie
La Speranza di Cacciari
La Speranza di Cacciari
É un paradosso con Socrate... Ho raggiunto la Vetta, disperdendo soldi...
- COMO, dopo aver parlato il repubblicano Firpo e Lui (in presenza del Sindaco Spallino e del professore Miglio coordinatore), nessuno prendeva parola, lasciai passare 6/7 minuti, feci il riassunto dei due interventi col distinguo, spiegando al pubblico che in quello di Cacciari
C'era la Speranza al cambiamento...-
Lorenzo Pontiggia
alpi-mistica e sport
giusto che la filosofia radicalizzi le questioni. e poiché questa è filosofia della montagna l'impostazione è radicale. però l'alpinismo e qualunque altra "disciplina" verticale sono innanzitutto delle pratiche in cui l'approccio sacro-contemplativo si mescola a quello profano-sportivo e dopo l'estasi e la fatica ci si concede il riposo e la birra al bar del fondovalle. Come nella vita, anche nell'alpinismo si riflettono sacro e profano, libera e artificiale, rischio e umano bisogno di sicurezza,sguardo inflessibile nel baratro ed esorcismo della morte. Cosa ne pensano i tre relatori?
chi o cosa sostiene il filosofo?
Cacciari prima ha parlato del ruolo del filosofo, ma chi o cosa sostiene il filosofo? ha ancora senso la ricerca della verita'?
Perche raggiungere la vetta
Il raggiungimento della vetta!
Ogni alpinista si sforza, fa sacrifici per raggiungere la vetta ma arrivato la sua soddisfazione dura poco. Arrivati si ricerca una altra vetta un'altra avventura! Cosi come il filosofo sa che non si arriva mai alla conoscenza assoluta!Si e saggi se si capisce che non si è ignoranti. Ma allora perché cercare la vetta e non si accontenta a rimane ad ammirare la vetta dal basso forse perche si vuole dominare la Natura ?
pittura
nei dipinti di Friederic ci sono uomini che sulla cima di una montagna dandoci la schiena (non sono loro i protagonisti!) guardano l'infinito sublime ahimè sempre soli!!
Angelo Pan
Guido Rey
La montagna per Guido Rey: "...per coloro che cercano riposo nella quiete come per coloro che cercano nella fatica un riposo ancor più forte"
Mito
Cacciari sei un mito!
Per Tomatis
Qual e' il capitolo del libro in cui si identifica di piu'? Grazie
La montagna orizzontale
Non ha importanza il raggiungimento di una vetta cioè un viaggio verticale. Per me è anche importante un viaggio orizzonatel, una camminata sulle creste.Raggiungere la vetta per iniziare un cammino orizzontale lungo i crinali, nel silenzio si ritemprano le forze, si medita, si ragiona.Si vede il mondo dall'alto camminando in perfetto relax,nell'aria pura, nel mondo ideale della natura incontaminata.
Gianfranco
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