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Davide Van De Sfroos - Parole e canzoni ne "Il mio nome è Herbert Fanucci"

Melania G. Mazzucco - Ricchezza e povertà: il divario si accentua sempre di più.

Michele Santoro - Rompere il silenzio contro la mafia - La nuova sfida di Michele Santoro

Christopher Paolini - L'autore di Eragon ed Eldest risponde alle domande dei lettori

Massimo Cacciari - Annibale Salsa- Francesco Tomatis - Per raggiungere la vetta, è meglio studiare Socrate o scalare la Borsa?

Michel Houellebecq - Il futuro secondo Houellebecq: saremo tutti clonati, assessuati e talebani?

Oliviero Beha - Italiani: crescete e prostituitevi. Perché l'Italia va a rotoli

Corrado Guzzanti e Serena Dandini - Esami di maturità: la prova di Lorenzo

Beppe Severgnini - Viaggio nella testa degli italiani

Paolo Rossi - Libera-mente Paolo Rossi in videochat su Internet!

Sabina Guzzanti - Senza filtro

Gian Antonio Stella - Anni in rosa e anni neri. La verità umana oltre la cronaca

Dacia Maraini - La storia d'Italia come in una favola: si può raccontare in un romanzo la storia del ventesimo secolo?

Corinne Maier - Lavorare meno senza rinunciare alla carriera? Come sopravvivere in azienda lavorando il meno possibile

Nick Mason - La vera storia dei Pink Floyd

Platinette - Gli uomini si preferiscono bionde?
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Vittorino Andreoli - La famiglia: inferno o paradiso?

Valeria Palumbo - Alessandro Cecchi Paone - Alessandro Magno. Gay, amico delle donne, globalizzatore: dov'è lo scandalo?

Gerardo D'Ambrosio - Da Mani pulite al conflitto d'interessi del premier

Mario Tozzi - Catastrofi, le colpe dell'uomo e i rischi per il nostro Paese

Vittorino Andreoli - Siamo sicuri di essere normali?

Lilli Gruber - Esiste un altro Islam?

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Perché in amore le donne sono coraggiose e gli uomini vigliacchi?


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Beppe Severgnini - Manuale dell'uomo domestico

Gian Antonio Stella - L'Orda Quando gli albanesi eravamo noi:
  • 11 novembre
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    Gian Antonio Stella - 16 ottobre 2002
    L'Orda Quando gli albanesi eravamo noi


    L'autore risponde:
    guarda la video-diretta

    Il video con le risposte di Gian Antonio Stella è suddiviso in due parti di circa 60' l'una.
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    Leggi le domande dei partecipanti:

    Diversi momenti storici
    E' veramente possibile fare un paragone tra l'immigrazione di un secolo fa con quella di oggi? Si immigrava anche perche' c'era la richiesta di lavoro. Oggi e' ancora cosi'?
    luigi giordani

    Cartoline e realta'
    "Volevamo braccia e sono arrivati uomini" c'e' scritto sul retro della copertina del suo libro. La classica cartolina Benetton united colors puo' andare in crisi di fronte alla realta' di uomini che arrivano con le proprie convinzioni,tradizioni e soprattutto religioni.Magari con le proprie prevenzioni,magari contrari alle idee di liberta' a cui siamo affezionati e abituati.A volte anche gente di idee liberali teme le conseguenze dei fanatismi religiosi.

    giorgio vallini

    Chi eravamo!
    La ringrazio per lo spunto di riflessione che il suo libro propone...aggiunge una prospettiva ulteriore alla storia di immigrazione negli Stati Uniti della mia famiglia Andrea (Milano)

    Un nuovo Piano Marshall
    Quando noi eravamo gli albanesi, qualcuno ha pensato bene di renderci più competitivi (e più consumatori)... cosa impedisce al mondo occidentale di farlo nuovamente con i nuovi arrivati?

    Lorenzo Galoppini

    Momento storico diverso
    Il momento storico e' stato sicuramente diverso da quello attuale, ma un pensiero va sicuramente a quei giorni quando nazioni di tutto mondo ci ospitarono. Abbiamo ancora oggi ben presente il grande fenomeno, non per niente ci sono ancora oggi tanti italiani quanti in madrepatria all'estero!

    Perchè albanesi?
    Cosa intendeva dire dando al suo libro il sottotitolo "quando gli albanesi eravamo noi"? era una provocazione, una denuncia degli stereotipi odierni?

    Differenze
    Quali principali differenze si possono riscontrare tra il modo in cui venivano trattati e integrati gli emigranti Italiani al tempo e il modo in cui oggi vengono trattati gli extracomunitari in Italia?

    Vittorio

    Dagli Usa
    Alla University of Pennsylvania di Filadelfia, USA, abbiamo approntato un nuovo curriculum per studenti americani (e italo-americani naturalmente) di italiano. Il progetto si chiama "Confronti" e ruota intorno al confronto, appunto, fra cultura italiana e cultura americana. I nostri studenti sono in contatto con altrettanti studenti di inglese delle scuole e universita' italiane. Una parte consistente del progetto e' dedicata alla comparazione fra emigrazione italiana del passato e immigrazione in Italia oggi. Il suo libro sarebbe interessantissimo per i nostri studenti! Domanda sfacciata: ce ne manda una copia in saggio? altra domanda sfacciata: se capita negli USA ci verrebbe a trovare per una presentazione sul tema?

    Nicoletta Marini-Maio nmarini@ccat.sas.upenn.edu

    Altri tempi..
    non c'e' paragone tra questa emigrazione e quella di 60 anni fa. noi andavamo a cercare lavoro,questi invece vengono a delinquere.

    Scuola on line
    Siamo studenti dell' itis Ettore Conti, ascoltiamo con piacere la sua conferenza su questo argomento così interessante.Abbiamo appreso già visione del suo libro che leggeremo con molto piacere. Vorremmo sapere qualcosa in più sulle fonti che lei ha utilizzato per questo suo lavoro. Le nostre tecnologie non troppo avanzate, non ci consentono di collegarci perfettamente con voi.

    I.T.I.S. ETTORE CONTI MILANO ETTORE CONTI@TELVIA.IT

    Scuole
    Gentile signor Stella, grazie per il suo lavoro. Mi auguro che "L'orda" venga letto nelle scuole e in tante case italiane. Aurelio Citelli

    aurelio citelli aurhelio3@tiscali.it

    Vignette
    Abbiamo notato le vignette satiriche, cariche di sarcasmo pungente, pubblicate all'inizio del secolo da giornali europei e americani. secondo lei, qual è oggi il ruolo dei "media" nell'influenzare la percezione che l'uomo comune ha dell'immigrazione? non ritiene che venga diffusa in modo superficiale l'equazione tra criminalità e immigrazione, senza approfondire altri aspetti dell'argomento?

    Questione di approccio
    SSulla memoria che il nostro popolo ha perduto delle sue vicissitudini, quanto pesa la storiografia degli ultimi 50 anni (quella scolastica)?

    Dal Belgio
    Perche a volte ci sembra che l'Italia si dimentica di noi , e quando si parla di immigrazione, si parla soprattutto degli immigrati negli stati uniti di un secolo fa ma non degli italiani che hanno lavorato nelle diverse mine in Belgio? Lei ne parla nel suo libro che comprero' sicuramente! ;-)

    MARCHESE Giuseppe marchgi@hotmail.com

    Gli stereotipi
    Essendo albanese, mi fa piacere che almeno una volta venga visto con obiettività un evento sociale triste e preoccupante,come quello dell'emmigrazione

    Gita

    Buonismo a tutti i costi
    Scusi ma oltre a condannare giustamente ogni forma di xenofobia e violenza fisica e psicologica perche non si sottolinea un differenza fondamentale tra gli emigranti italiani e l'immigrazione che viviamo oggi? ci troviamo spesso a convivere con gruppi di extracomunitari che provengono d paesi dove impera l'integralismo l'intolleranza e si rifugge ogni forma di inegrazione. Ebbene questi nuclei di persone non solo vogliono godere di ogni diritto possibile ma spesso vorrebbero imporre il loro modello di società a casa nostra. Non mi risulta che l'emigrazione italiana producesse questi fenomeni

    Marco

    Bali
    Bali è stato un messaggio chiaro: fuori gli occidentali dai paesi mussulmani. Noi invece buonisti, non solo di mussulmani ne accettiamo al di sopra delle nostre capacità di ricezione, ma discutiamo se è meglio togliere il crocefisso nelle scuole. E nel frattempo loro ci calpestano continuamente nei loro paesi ma, purtroppo, anche nei nostri.

    contrario

    Un secolo fa ....
    Caro Stella, non ho letto ancora il suo libro ma ho sentito la sua presentazione a Zapping qualche giorno fa. Giustamente lei ha descritto in quali condizioni (materiali e culturali) si trovavano gli italiani che 100 anni fa emigravano, in USA particolarmente. Ma in situazionini analoghe si trovavano anche gli immigrati irlandesi, polacchi e .... perfino tedeschi. 100 anni fa la miseria, quella vera e che riguardava ogni ambito dell'individuo, non era solo italiana ma di tutti i disperati d'europa (basti pensare alle condizioni del sottoproletariato nella ricchissima Inghilterra). Quindi non solo gli italiani erano "albanesi". Comunque sempre complimenti Jacopo Barovier

    Jacopo Barovier jacopo.barovier@tin.it

    Come ci hanno accolti?
    Quando gli albanesi eravamo noi.. come ci hanno accolti?

    Rispetto reciproco
    Buongiorno, i miei genitori mi hanno sempre insegnato il rispetto delle altre persone, delle altrui opinioni e religioni e delle leggi. Il suo libro lo leggerò sicuramente e regalerò una copia a mio padre. Però penso che il rispetto deve essere reciproco e questa cosa oggi in Italia non c'è. Lei cosa ne pensa?! Non trova che al giorno d'oggi siano solo garantiti solo i diritti altrui e nessun dovere?

    Era ora
    Era ora che qualcuno ricordasse agli italiani come sono stati, e sono tuttora percepiti all'estero. Me ne sono resa conto vivendo in Scandinavia, dove nei negozi ad ingresso libero, venivano tallonati dalle commesse solo quelli dall'aspetto "meridionale", e non mancava giorno in cui qualche collega unversitario non mi chiedesse chi tra i miei parenti fosse mafioso. La prospettiva cambia alquanto rispetto alla protettiva uniformita' in cui, sbagliando, ci chiudiamo. Grazie per avere scritto questo libro, con questo titolo e questo sottotitolo, m.costanza candi Grazie per aver contribuito

    m.costanza candi rim9876@iperbole.bologna.it

    Dalla quarta G
    Vorrei chiedere a Lorenzo di provere solo per un minuto a mettersi nei panni di quella povera gente che è costretta a lasciare tutto con la speranza di iniziare una vita migliore.Se tutto questo è già successo non vedo perchè bisogna ricreare tanto dolore,sofferenza.

    4G Federica Ferri

    Quali sono i paesi più efficienti?
    Sono un suo affezionato lettore, soprattutto per quanto riguarda gli articoli di malcostume politico. A suo avviso, quali sono stati i Paesi che hanno attuato una politica di accoglienza migliore, e in che modo hanno favorito l'integrazione, nei confronti degli immigrati italiani che non solo non conoscevano la lingua del paese di arrivo ma nemmeno diritti e doveri? Grazie e buon lavoro.

    Roberto

    5 motivazioni
    Mi potete dare 5 motivazioni per convincermi a comprare il libro ?

    miki

    La nostra arroganza - dalla quarta G
    Memori del modo in cui siamo stati accolti, del modo in cui siamo sempre stati bollati come "mafiosi", delle conizioni in cui hanno dovuto vivere i nostri emigranti, dovremmo essere proprio noi i primi a non scacciare gli albanesi o che per essi o a tacciarli di essere ladri. la criminalità esiste dappertutto, con e senza emigrati, ed il fatto di essere nati in italia non ci autorizza certo a scaricare addosso agli stranieri la responsabilità della criminalità italiana

    4G alice

    Italiani all'estero e Italiani in Italia
    Vivo in Canada da 26 anni e partecipo attivamente alle istituzioni degli italiani all'estero. Come mai oggi in Italia c'è così poco interesse per quella che il ministro Tremaglia chiama "l'altra Italia"

    Claudio Lizzola claudio@lizzola.com

    Utilità
    Sto leggendo il suo libro con molto interesse. Ritengo sia di grande utilità sia per conoscere veramente una pagina importante di storia nazionale, sia per capire meglio il fenomeno immigratorio a cui stiamo assistendo oggi. Il suo lavoro è molto utile, soprattutto in questo periodo di crescente tensione sociale: spero lo leggano in molti.

    Alessandro Torcello

    Extracomunitari
    Propongo quello che la Sacra Bibbia ci insegna "Occhi per occhio - dente per dente" ...ovvero se persistono gli attentati di questa natura "Torri gemelle " - " BALI " ecc. e se continuano a massacrare e a perseguitare i Cristiani a casa loro dobbiamo assolutamente chiudere le moschee almeno in Italia, non credete ?

    Maurizio Macos studio3b@libero.it

    Barbara da Brescia
    Capisco che non è giusto fare di tutta un'erba un fascio.... ma qui non siamo noi che facciamo di tutta un'erba un fascio ma loro.... vivo in una città oramai allo sbando, dove vige il coprifuoco alla sera.... non parlo di Milano ma di Brescia rendiamoci conto è una città di provincia..... io ho paura ad uscire la sera ..... io cerco di capire la mentalità di tutti ma mi creda è difficile capire chi amazza degli innocenti solo perchè convinti della loro causa islamica ! Il libro lo leggerò di sicuro , complimenti per tutto ciò che scrive anche i suoi editoriali sul Corriere

    barbarazucca

    Invito
    Seguendo la sua conferenza ci siamo resi conto che molti dei nostri compagni hanno ben radicati i pregiudizi di cui lei parla nel suo libro. Per questo saremmo lieti di averla ospite nella nostra scuola per presntare il suo libro a tutti gli studenti della nostra scuola.

    Studenti Ettore Conti

    Dalla Florida
    Vi mando i miei piu' calorosi saluti da Tampa, Florida. Grandiosa idea! Il sig. Stella sembra seduto nel mio ufficio.

    Sisinnio COncas sconcas@tampabay.rr.com

    TRA UN MINUTO RIPRENDIAMO LA DIRETTA,
    INTANTO POTETE VEDERE ALCUNE FOTO SUI TEMI TRATTATI DAL LIBRO

    La regola del 10
    Finalmente l'occasione di poter inviare un messaggio al più brillante giornalista di via Solferino! "Più brillante?" direbbe il lettore bue.."E Montanelli? e Severgnini?" BASTA! E' ORA DI RENDERE PUBBLICA LA VERITA'! Il nostro paga lo scotto di un nome troppo normale, svilito e snobbato dalla loggia P10! Eh si! Se-ver-gni-ni, 10 lettere...Mon-ta-nel-li...10 lettere...e via così! Non parliamo poi dei finti letto-rati (lettori abbonati) che ci sommergono con le loro lettere con impressionante regolarità: Ra-dol-lo-vic...10 lettere (Corsera), Mor-til-la-ro...10 lettere (Italians)...Eh, si, ecco la quadratura del cerchio, ecco la prova schiacciante. Toni Gian-stel-la...ecco il mio suggerimento! Cambi il suo nome e l'olimpo, la loggia P10, l'aura l'accoglierà! Cordiali saluti.

    Marco

    Scopo
    Grazie per averci informati di come eravamo, gli italiani che per fortuna non hanno avuto bisogno di emigrare non sanno molto su questo fenomeno e questa è sicuramente una buona occasione per capirne qualcosa. Ma vorrei sapere con quale scopo lo ha scritto; per ricordarci di come eravamo o per renderci più tolleranti verso il fenomeno che stiamo vivendo. grazie

    Come sarebbero gli USA...?
    Pur essendo molto polemico con l'atteggiamento "tirannico" deli USA, devo ammettere che storicamente hanno sempre ben accolto "gli stranieri", sfruttandone il potenziale fino a diventare "la patria del progresso". L'Italia, invece, pare protesa verso l'unico intento di erigere barriere: in che mondo vivremmo se nessuno avesse seguito le orme degli Stati Uniti? Grazie.

    Giampiero Renzi g.renzi@arcadiacom.it

    Distinzioni
    Innanzitutto credo che non si possa massificare l'immigrazione senza contestualizzarne il luogo di provenienza, quindi gli albanesi non sono i magrebini e via dicendo.La più occidentale delle democrazie è un crogiuolo di culture differenti, questo ha creato molti problemi ma gli USA ora sono la democrazia più evoluta e proprio perchè democrazia pieni di contraddizioni. Bisogna accettare tutti, ma tutti devono accettare noi quindi i controlli al fine di garantire la nostra sicurezza da infiltrati terroristi devono essere notevoli.

    Lavoro
    Se si tiene conto dell'invecchiamento della popolazione italiana l'immigrazione e' un importante fattore di riequilibrio demografico e una fonte di manodopera. Il governo italiano sembra essere eccessivamente demagogico quando si affronta questo problema. Come giudica l'operato della maggioranza riguardo all'immigrazione?

    Giovanni Mastrobuoni gmastrob@princeton.edu

    La storia si ripete
    Quando gli albanesi eravamo noi ci hanno accolto come noi stiamo accogliendo oggi i nuovi immigrati, non rieso proprio a capire perchè tutti gli errori della storia si ripetano in continuazione, se li conosciamo già nn vedo perchè ricadiamo nello stesso sbaglio. Sono l'intolleranza, la discriminazione, i pregiudizi che ci fanno compiere atti atroci , soprattutto verso i più deboli, perchè? per sentirsi più forti?! nn credo proprio anzi sembra proprio il contrario!non bisogna catalogare le persone in base al colore della pelle, alla religione,alle usanze. Ecco una frase che mi ha fatto riflettere:non si vede bene che col cuore, l'essenziale è invisibile agli occhi (Il piccolo principe)

    4G Federica fediz@email.it

    Non solo braccia, però!
    E' vero, da noi arrivano gli immigrati che fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare: ma come mai non siamo in grado di importare anche ricercatori, studiosi, scienziati di rango così come gli americani si sono avvalsi di Fermi, Meucci e molti altri immigrati illustri? Cordiali saluti

    Marco

    Perchè tanto scandalo
    Noi dimentichiamo che ancora fino a poco fà in un paese civile e moderno come la Svizzera non affittavano le ZIMMER (camere) agli emigranti Italiani perche considerati incivili. E noi andavamo li a cercare lavoro, senza rubare, senza importare prostituzione, ne droga o altro. Ora mi chiedo perche noi dobbiamo subire quest'orda di prepotenti, di ladri, prostitute, e via dicendo? Dove è lo scandalo, la Svizzara poteva trattare noi come incivili e noi dobbiamo tollerare la delinquenza. Caro Stella noi non siamo mai stati Albanesi, neanche quando negli StatiUniti venivano condannati ed uccisi Sacco e Vanzetti. Pasqualino

    Culture differenti
    Buon giorno Sig. Stella, ma non è che la nostra cultura, in particolare quella del popolo italiano consenta anche la totale integrazione presso il paese "ospite"? Ci sono culture come quelle musulmane, per esempio che hanno enormi difficoltà nel rendersi partecipi alla vita quotidinana locale.

    anonimo

    Ma quali albanesi
    Sinceramente anche se i miei nonni immigrarono 50 anni fa in Svizzera...non mi pare per niente che si possono paragonare gli italiani di una volta a gli albanesi...anzi lo trovo un esagerazione e piuttosto imbarazzante! Gli italiani in ogni parte del mondo si sono fatti rispettare!quello che non si puo' dire di questa gente in cerca di fortuna in un paese migliore.

    Una grande fortuna - dalla terza G
    Seguo con molto interesse la sua conferenza insieme ai miei compagni anche perchè questo argomento mi tocca da vicino:sono straniera. credo che i ragazzi immigrati siano una potenziale risorsa per questo paese dato che sono coscienti del privilegio dello studio e il loro impegno nel formarsi una cultura è a volte superiore a quello dei coetanei italiani,spesso adagiati comodamente sui loro pregiudizi.

    Terza G

    Logica?
    Non capiamo la logica di coloro che vorrebbero adottare nei confontri degli immigrati di oggi gli stessi metodi discriminatori applicati su noi italiani in passato, solo in base al ragionamento:"se noi l'abbiamo subito, non vedo perchè loro debbano essere trattati meglio". o si ritiene l'intolleranza giusta in assoluto, e allora si giustifica anche quella subita da noi italiani, oppure la si condanna integralmente.

    L'Europa
    L'orda non veniva solo dall'Italia credo. Basti pensare al numero di Tedeschi, Olandesi, Svedesi, Spagnoli, Francesi che parteciparono alla colonizzazione dell'America del Nord e del Sud.

    Yvan Bojarskyj yvan.b@cgocable.ca

    Migliore Integrazione
    Secondo me ci vuole una legge diversa dell esistente legge della immigrazione quale aiuterebbe integrazione degli cosidetti "stranieri". Io sono di nascita Serbo di Belgrado, residente da anni in Italia e Manager in una nota azienda Italiana. Io non mi sento affatto straniero perché abito da tempo in Italia dove mi sento di casa. Devo veramente aspetare 10 ANNI di residenza per fare richiesta per la citadinanza Italiana oppure questo tempo si potrebbe accorciare con la nuova legge?(in Canada ci vogliono 3anni).Se il mio figlio deve aspettare 18-tesimo anno di eta per poter richiedere citadinanza? Oltre le questioni burocratiche si dovrebbero risolvere altre problematiche della integrazione. Sopratutto buona volonta di tutti gli italiani di accetare e aiutare integrazione e non marginalizzare le persone che arrichisscono tessuto sociale e culturale Italiano....deliquenti esclusi. E..perfavore...Non chiamateci stranieri!

    Uno straniero

    Quanto tempo?
    Secondo lei quanto tempo sara' necessario prima che in Italia si arrivi a gestire l'immigrazione in modo da garantire a tutti -italiani e non- diritti e doveri? Insomma, a quando l'integrazione, nelle istituzioni e nella societa'? Quale politica? Dove mettere i paletti e come aiutare chi entra, per stare meglio tutti? Il tutto tenendo conto dei problemi tutt'ora esistenti nei Paesi di immigrazione di lunga data (Gran Bretanga in primis), di gerarchie fra immigrati, nonche'-ricollegandomi a M.Costanza- della persistenza di pregiudizi nei confronti degli italiani, anche se casuali e in forma piu' pacata e bonaria. Ha un ingrediente in particolare da suggerire, per la nostra ricetta di melting-pot?

    Simona

    Dialogare
    Buon pomeriggio, vorrei suggerire un "esercizio" che a me ha portato ulteriori consapevolezze di cosa esista realmente al di fuori del mio Paese: dialogate con chi entra nella nostra nazione, cercate di scoprirne, in maniera curiosa e non arrogante, la cultura, le passioni e le paure. Sono come noi! Ho conosciuto persone ben disposte alla comunicazione e molte di queste si sono trasformate in amicizie. Aprite la mente!

    Alan

    da Shanghai
    Sono un italiano residente a Shanghai (vi seguo via internet) e da circa 12 anni vivo in Cina. Sono abituato a vivere in un ambiente cosmopolita, in una città di 18 milioni di persone e quando vedo quello che accade in Italia resto alibito e non capisco........ In Italia siamo destinati all'estinzione o almeno al collasso economico se non accogliamo più presone. Come fare a far capire l'importanza dell'accoglienza e del bisogno che abbiamo di menti e di braccia. In Canada si è facilitati ad entrare se si possiede una qualifica. Non è necessario un lavoro perchè ti aiutano ad integrarti. Ed in Italia? in Cina si si parla di ignoranza e qualunquismo al governo in Italia...è imbarazzante, mi creda!

    Un bravo a stella
    Scrivo e guardo da New york. Per curiosita'. Volevo solo dire che leggo Stella sempre con grande attenzione. Bella penna. Moralisticamente giusto. Brillante. Una domanda, se e' permessa, visto il tema che e' dibattuto e' sul libro: pensa Stella che in Italia potra' continuare a scrivere come ha scritto finora e senza censure? che clima sente attorno, nell'ambiente giornalistico? Grazie.