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Il concerto del mese
  a cura di Daina J. Ventura

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    Il concerto del mese
    a cura di Daina J. Ventura




    STEVE WINWOOD, UNA LEGGENDA DEL ROCK A SPILIMBERGO

    C’era una volta, e c’è ancora, una Leggenda del Rock: a quindici anni già suonava organo, pianoforte e chitarra nello Spencer Davis Group, una delle band di punta del rhythm and blues revival inglese che entra subito in classifica con “Gimme some loving” (poi ripresa da Belushi e dai mitici Blues Brothers). Nel 1967, l’allora ventenne musicista di Birmingham, insieme a Jim Capaldi, Chris Wood e Dave Mason, fonda uno dei gruppi storici del panorama musicale anglosassone: stiamo parlando dei TRAFFIC, che hanno scritto quella che è stata la colonna sonora di una generazione: da Mr. Fantasy a John Barleycorn must die. Durante il tour dei Traffic negli Stati Uniti, Winwood partecipa alle registrazioni dell’album Electric Ladyland di Jimi Hendrix. Nel 1969, dopo tre albums ed altrettante trionfali tournèe, i Traffic si dividono. Ma il vulcanico Steve non si ferma, partecipa ad una session con Joe Cocker in With a Little Help From My Friends, mentre sta già pensando a formare un supergruppo eccezionale, i favolosi Blind Faith, con gli ex Cream Eric Clapton, Ginger Baker ed il bassista/violinista Ric Grech. A soli 23 anni Steve Winwood è già sulla copertina della “bibbia” del Rock: Rolling Stone e suona con Clapton e Baker ad Hyde Park , davanti a 100.000 persone… Nel ’70 entra a far parte degli Air Force di Ginger Bakere partecipa ai dischi degli amici e colleghi Leon Russell, Shown Phillips ed ancora Cocker. I Traffic si riuniscono e pubblicano alcuni tra i migliori albums della loro carriera. Quando nel 1977 Winwood decide di intraprendere la carriera solista, ha circa trent'anni ed è già una leggenda del Rock.

    Ed eccolo qui: quasi trent’anni dopo, in una calda notte di mezza estate a Spilimbergo - nel profondo Friuli - gli anni Sessanta sono ormai un pallido ricordo, ma l’atmosfera sembra proprio quella di Woodstock. Giovani ed ex giovani seduti sull’erba che bevono birra o fumano, mentre donne in tenuta hippy ballano al ritmo di “Mr. Fantasy” e dell’ipnotica e splendida cover di “Why Can’t we live together” (inclusa nell’ultimo album capolavoro di Winwood “About Time” del 2003). L’enfant terribile che a 15 anni giocava con il rock e l’r&b dei mostri sacri, conferma di essere un grande artista . Con lui sul palco, e non potrebbe essere altrimenti, solo musicisti eccezionali: Walfredo De Los Reyes -  batteria; Jose Pires de almeida- Neto – chitarra; Aldon Randall Bramblett -  sax, flauto e organo; Edson Ada Silva – percussioni.
    Winwood, ovviamente, si siede all’immancabile organo Hammond B3 con 2“Lesile”, lasciando poi la postazione, rimpiazzata da Bramblett, per alternarsi alla chitarra elettrica ed al mandolino. Il gruppo suona i brani del nuovo album con fluidità e naturalezza, mentre il concerto prende forma da un inizio rilassato, nella consapevolezza di essere “a casa”, tra un pubblico di aficionados e cultori di buona musica, lontani dall’abbaglio della musica di consumo, fino ad un finale pirotecnico… con “ Low Spark of High Heeled Boys” e “Dear Mr.Fantasy” , che arriva come botto finale, offrendo a Steve l’occasione per un bell’assolo di chitarra. Mentre Neto ed il percussionista si defilano nel retro palco per bersi un buon bicchiere di rosso locale e mangiare ancora una fettina di San Daniele, lasciando tutto il palco e la gloria al loro leader, che, alla soglia dei sessanta sa ancora incantare le folle... Per chiudere in bellezza non c’è brano migliore di“Gimme Some Lovin’ ”, per ricordarci che tutti abbiamo bisogno d’Amore…

     

    Per saperne di più:
    www.stevewinwood.com/