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Due Minuti di…
a cura di Adela Cerana




























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Due Minuti di...
a cura di Adela Cerana

"In quel momento di improvvisa lucidità, Winston si accorse che anche lui stava strillando come tutti gli altri, e batteva furiosamente i tacchi contro il piolo della sedia. La cosa più terribile dei Due Minuti d'Odio non consisteva tanto nel fatto che bisognava prendervi parte, ma, al contrario, proprio nel fatto che non si poteva trovar modo di evitare di unirsi al coro delle esecrazioni. [?]
Eppure la rabbia da cui ognuno si sentiva posseduto era una emozione astratta e indiretta che poteva mutare oggetto in un batter d'occhio, così come muta direzione il raggio di una lampada tascabile."
(George Orwell, 1984)


Da che rabbia vi sentite posseduti oggi? Che emozione vera sentite nei confronti di quella cosa, di quella persona, di quella situazione che non va come vorreste, che vi rende difficile la vita, vi inquieta, vi rende tristi o nervosi?

Scrivete che cosa o chi vi ha fatto arrabbiare oggi, scegliete una cosa sola, e cercate di raccontarla con un testo la cui lettura ad alta voce non superi i due minuti.

Scrivete dei piccoli contrattempi quotidiani, lasciate perdere i macrodiscorsi su politica nazionale, sorti del mondo e destino dell'Universo.
Esprimete un disappunto accorato, un'indignazione sincera, niente lamentele né tantomeno lamentazioni. Dopo potreste anche sentirvi meglio.
    A proposito di tempo perso..
    Leggendo Milena..mi è sembrato carino dirle.. "Siamo in due ad aver perso tempo!!!" Un anno quasi..un anno dietro ad un quarantenne peter pan!! Travestito però da angioletto, quindi a questi punti quando te ne accorgi è come se ti avessero pugnalato due volte!! Discorsi, discorsi....battutine..bacini...ma poi??? Tu sei una dalle storie lunghe!!!Perchè non te ne eri accorto??? Ma allora nonostante tutto il tuo studio sei anche ritardato!!! Meglio cosi che me ne sono accorta..come si dice meglio tardi che mai...cmq amico mio continua con le tue "rebonce"(e sappiamo noi due di chi parliamo..)..come diceva il buon Vico..i corsi e i ricorsi storici..oppure il lupo perde il pelo... buon 2004 a non risentirci mai più!!
    trentenne delusa dagli uomini 

    buongiorno!
    ..è dura avere solo 2 fratelli minori,maschi e per di + rinchiusi in un catsello recintato ed alto metri d'incomprensione! Ho sempre salutato ad inizio e fine giornata mio Fratello Mauro,scorbutico e burbero che ha sempre qualcosa su cui riprendermi o giudicarmi! Ieri pero' mi ero decisa a fare il suo gioco..e quando si è svegliato ed è entrato in sala(io ero seduta di spalle sicura che non ci sarebbe stato uno scambio di saluti civili)..................................................................silenzio tra noi, imbarazzo,io non mi sono voltata, lui non mi ha salutata come previsto..e poi nel pomeriggio parlando con mia madre esclama:"..mamma ma se stammattina Cristina non mi ha neanche detto buongiorno"!!!!??? strunz!ma allora noti quando ti rivolgo un buongiorno ..allora conto qualcosa?
    cristina 

    non arrabbiarti? ma allora...
    Rispondo ad Adela sulla domanda che non sortisce l'effetto pacificante voluto. Anzitutto ci si arrabbia (se non si è rissosi di natura) sempre per validi motivi, ovvero perché si è superato il limite. E quando il limite è superato non si può pretendere di "relativizzare" (cara Adela) smorzando l'effetto negativo. L'arrabbiatura nasce dal disappunto, dalla superficialità, da una risposta palesemente sbagliata, da un'offesa della Verità. Bisogna piuttosto scandalizzarsi insieme (se si è capito il motivo dell'arrabbiatura) in questo modo basterà dire (perché lo si pensa): "Caspita hai ragione avrebbe fatto arrabbiare anche me, e l'effetto sarà evidentemente calmante... A patto che lo si dica perché corrisponde a un pensiero effettivo altrimenti l'altro... potrebbe arrabbiarsi ancora di più.
    Marco 

    iella al lido con l'acheo
    "Che iella, cantai dal lido: mi deve p...", ecco l'anagramma di "Cantami o diva del pelide Achille", si fa tutto a mano da codeste parti non come di voi gente di libri a scozzar fogli dal mattino a sera! Ma mi si scusi di questi sfoghi, mi si scusi davvero, mi rendo conto d'essere di poco gioco al vezzo della posta che si voglia pur dire elettronica. Sono inzuppato nelle storie di casa con beghe familiari di genitori e nuore da far impazzire il vino. Mi si scusi di nuovo però mi creda, codesta è rabbia genuina, in fondo neanche troppo acida. Il testo però non lo si sa mi sembra. Che dire, mi si rallieta almeno il cuore d'avere vinto il piatto... saluti e scuse. Giorgio.
    giorgio 

    Vieri, ciarli a gogo!
    Sì d'accordo, il buon Giorgio ha da dire delle cose e sa fare gli anagrammi anche se non mi si arrabbi (ma allora è vero che i toscani sono sanguigni...) se gli si dice che quella "p" finale dell'anagramma è messa un po' lì per caso, come uno scarto di produzione mal riuscito. E poi la citazione la si è hapita (mi si conceda un toscanismo) "noi qui si scozzano pure le carte" ma quello è l'inizio di Delitto e Castigo. E c'è forse da fare un rilievo finale sul nome di Giorgio Cavalieri: secondo me caro "Vieri, ciarli a gogo...". Chi di anagramma ferisce di anagramma perisce. Ciao!
    marco 

    Anche se qui stiamo con una certa piacevolezza "scozzando lettere e parole" facendo simpatici anagrammi, vorrei riportare l'attenzione sull'ira e la rabbia. Perché ci sono persone che quando siamo arrabbiati dicono "su non arrabbiarti" e noi ci arrabbiamo di più?
    nuovo anagramma
    Ho scoperto che anche "la carne e Ada" è l'anagramma di Adela Cerana. Ci si potrebbe fare dei discorsi su. Tu citi Gadda? Noi a Firenze si dice che è meglio non citare se non si porta tutto a memoria. Fino alla fine. Oggi ho visto la morte per un attimo, non ho fatto in tempo ad arrabbiarmi. Tu citi Gadda? E allora dimmi chi è codessto che ti dico a tuo beneficio mia cara "e darla a cena?": "Al principio di luglio, con tempo caldissimo, verso sera un giovane scese dalla sua stanzuccia, che aveva in subaffitto nel vicolo di S., sulla strada e lentamente come irresoluto, si diresse verso il ponte di K." Chi è codesto? Eh chi è? Non lo si sa secondo me eppure è pubblicato dalla BUR. Ci si vede. Giorgio Cavalieri.
    giorgio 

    Non so chi sia, chi tu citi, ma questa non è una rubrica di quiz letterari... In aggiunta, però, prova a trovare l'anagramma di "Cantami o diva del pelide Achille l'ira funesta"... Alla prossima.
    In punta di carta
    "Signora buongiorno, una risma di carta prego". "Carta? Esaurita signora!" "Non ci credo". "Mi creda". "Non posso". ... "Quanto ha?" "Dodici euro". "No, non lei , la bambina". "6 euro ... no scusi, volevo dire sei mesi". "E lei?" "Io sempre dodici". "Non euro, anni". "Io? 37". "Lo sapevo. Come mia figlia. Voi fate i figli tardi, troppo tardi, siete vecchie per fare figli e loro se ne approfittano". "Veramente io sono giovane". "No! Non è giovane è come mia figlia, vecchia! Io i figli li ho fatti a vent'anni e sono cresciuti forti, belli e senza fare capricci". Mia figlia tace. Non un sibilo, non un accenno di pianto, un capriccio poi, figuriamoci, non sa cosa sia. "Io anche li avrei voluti fare a vent'anni i figli signora ma... allora studiavo e davo esami e non sapevo cosa fosse una sala parto e se lo avessi saputo forse l'avrei evitata comunque sì, avrei fatto volentieri un figlio a vent'anni...mi da la risma?" "Vede! È vecchia. Non ha memoria, carta esaurita, le ho detto. Fate figli a quarant'anni, ecco come vi riducete". "Trentasette signora". "Non importa, quasi quaranta e poi giocate con loro, li viziate così crescono molli". "Si sbaglia. Mia figlia è tonica mi creda". "Molli, come budini al latte e hanno le coliche, ai miei tempi i figli non avevano coliche". "Capisco signora ma, beh non importa, andiamo...".
    Daniela Pesce 

    Questo contributo sembra fatto apposta per il lettore Giorgio di cui sopra.
    modèràti
    Sì, capisco si scrive di cose moderate qui da voi. Vi arrabbiate e poi vi moderate anzi è Adela Cerana (il cui anagramma è: "e cade la rana") che modera gli slanci, equilibra e rimette tutto a posto. Mi sa che questa è la rubrica delle mamme. Psicoanalizzate magari. Fare lo sforzo di ricordare un'arrabbiatura è già cosa negativa. Che fa arrabbiare. Ma non ve rendete conto? Secondo me dovreste proprio cambiare argomento. Lo so che vi pagano una sporta a fare ste cose ma da questa parte c'è la gente che legge e non lo fa per mestiere. Magari è solo come sono solo io adesso. Una cosa che mi ha fatto arrabbiare di recente? Beh se non lo avete capito allora tagliatela pure sta mail... Un saluto a tutte voi, Giorgio.
    Giorgio 

    Ti ringrazio molto per l'anagramma e ricambio con un "sbrego" di ira filiale (alla maniera di Gadda). Per quanto riguarda le mamme, vedi sotto. "Il sole e le luci declinavano verso la loro dolcezza allorché il figlio discese dal Simposio, o forse dalle Leggi, e, senza prevedere, aprì la porta di sala.Vi vide la mamma, con gli occhi arrossati dalle lacrime, tener crocchio: all'impiedi: e intorno, come una congiura che tenga finalmente la sua vittima, Peppa, Beppina, Poronga, polli, peone, la vecchia emiplegica del venerdì, la moglie nana e ingobbita dell'affossamorti, nera come una blatta, e il gatto, e la gatta tirati dal fiuto del pesce: ma fissavano il cagnolino del Poronga, lercio, che ora tremava e dava segni, il vile, d'aver paura dei due gatti, dopo aver annusato a lungo e libidinoso le scarpe di tutti e anche pisciato sotto la tavola. ... E sul piatto il pesce morto, fetente....E nel cestello i funghi dall'odor di piedi; per aria mosche e anzi alcuni mosconi, due calabroni, una o forse due vespe, un farfallone impazzito contro la specchiera: e computò subito, stringendo i denti, un adeguato contingente di pulci. La rabbia, una rabbia infernale, non alterò tuttavia la sua faccia.... La turpe invasione della folla.... Gli zoccoli, i piedi: nella casa che avrebbe dovuto esser sua.... I calcagni color fianta, i diti, divisibili per 10, con le unghie.... E la piscia del cane vile, pulcioso, con occhio destro pieno di marmellata, dentro cui sguazzavano cicik e ciciak le piante quadrupedanti di quegli zoccoli. Un rutto enorme, inutilità gli parvero gli anni, dopo le scempiaggini di cui s'erano infarciti i suoi maggiori.... Il naso, certo, adesso valeva più dell'anima."
    liquerizia?
    ...macché liquerizia e catrame! La mia rabbia è bizantina cara Adela, sa di suq e di spezie (al limite andate a male) e non di bustine per le caramelle... È una rabbia da Istambul, tutta turca, a cavallo tra Oriente e Occidente, che sa di olio fritto e riusato mille volte per guadagnarci un po'. Non liquirizia dunque ma un sorprendente punto in comune con gli altri interventi: noi le nostre rabbie ce le teniamo dentro per le nostre malsane implosioni. E questo è grave. Mi fa rabbia. Non so se mi spiego...
    ventisette_per_due 

    Bene, questa replica vivace permette di allargare il discorso a "sensi e rabbia" (vostre libere associazioni su). Comunque non prendete troppo alla lettera quello che vi dico...
    La venticinquesima ora
    Cara Adela, non so se hai visto l'ultimo, ennesimo "capolavoro" di Spike Lee, "La 25 esima ora"...c'è una scena fortissima, in cui il protagonista, un inaspettato Edward Norton, vomita davanti ad uno specchio nel bagno di un ristorante tutto il suo odio, il suo livore contro una città e una civiltà. Ne ha per tutti, contro ogni perbenismo e conformismo "politically correct": neri, ebrei, vagabondi, giovani arrivisti yuppies, miliardari, poveracci, pescecani, pesci piccoli, forti e deboli, brave persone..Non so, ti fa capire che tutti abbiamo da sempre e per sempre, credo, bisogno, a volte, del nostro specchio. Di uno sfogo, privato o pubblico, proibito o licenziato....Perché tutti abbiamo detto, una volta nella vita, "fermate il mondo, voglio scendere". Il problema è che non possiamo. E dobbiamo accontentarci di un bagno di un ristorante. Perché, come dice Carver, "la vita, sempre la vita, ci aspetta".
    Francy 

    Sì ho visto il film di Spike Lee e mi è piaciuto molto, ma ti confesso che su questo punto non sono affidabile, perché Lee è tra i registi che mi "prendono" di più. Mi piace molto la rabbia dei suoi protagonisti, incontrollabile, esplosiva, incontenibile, eruttante. Perfino "giusta". E talvolta anche "sacrosanta". Ma siamo nella sfera della "finzione". Nella vita quotidiana ho paura della rabbia che non può uscire da nessuna parte, neanche davanti a uno specchio (sarà banale - e così mi gioco i miei cinque lettori), ho paura della rabbia che non sa neanche di essere rabbia e rimane come una polpetta gommosa che non va né su né giù.Ho paura della rabbia che non ha nemmeno le parole. Per questo, in fondo mi trovo qui a ragionare con voi.
    Tempo scaduto!
    Altro che rabbia: io ho proprio perso la pazienza... Sono mesi che vorrei un segno chiaro, indiscutibile e indubbio che interesso a una certa persona e anche oggi la solita delusione. Mi sento come uno che è andato in Alaska a pescare pesciolini rossi... con la pace di tutti gli animalisti anticaccia della terra. A tutti i miei inviti lui risponde in maniera sollecita, ma mai che si sbilanci un pochettino. Eppure quando ci incontriamo il suo comportamento nei miei confronti non sembra per niente disinteressato... Ho lasciato passare un po' di tempo, ho fatto sbollire qualche arrabbiatura, ma adesso mi sono stufata. Provo vergogna a dire "ho perso tempo", però è quello che penso.
    Milena 

    "Per ogni cosa c'è il suo momento"... Un bel respiro profondo e poi attacco a leggere il libro del Qoelet, in una buona traduzione. Bisogna leggere fino in fondo senza saltare un versetto. C'è chi ha detto che questo sia della Bibbia il libro più "laico" e più cinico. Credo che, soprattutto, suggerisca di "fare le proporzioni" alle cose e a ciò che capita. Alla fine una passeggiata aerobica per godersi la pioggia autunnale. Cara Milena, dimentica, dimentica l'Alaska, i pesci rossi e il tempo perso.
    tram
    Fa rabbia che non ti capiscano. Loro. Ma chi sono loro? "Loro" è il barista dell'angolo che se gli chiedo qualcosa aggrotta le sopracciglia, subito. Di default. Qualsiasi cosa gli dicessi lui aggrotterebbe le sopracciglia. Cioè con la sua smorfia mi fa capire che non ha capito prima ancora di capire. Il che significa che, come minimo, dovrò ripetere la richiesta. E poi in realtà scopro che proprio mentre mi sforzo, per la seconda volta, di articolare i suoni meglio di un professore di dizione (e mi vergogno della mia "erre moscia" perché è un limite alla mia capacità di essere capito subito) lui ha già lì gli euro di resto nella mano e non faccio in tempo a mostrargli, io, il mio stupore e il disappunto tutto facciale di cui sono capace, che lui mi ha già traguardato l'orgoglio e punta con i fari già oltre. Verso un nuovo cliente a cui aggrottare le sopracciglia di default, mentre con la sinistra prepara il resto...
    ventisette_per_due 

    Mi sono venute in mente tante cose che forse non c'entrano o forse sì, e non sono una vera risposta. Lo sferragliare sulle rotaie, le banconote spiegazzate dei resti del bar, gli odori che s'incontrano nei locali pubblici, l'espressione di certe facce metropolitane, il "gusto" di quelle giornate che iniziano o finiscono così, con qualcuno che non ti capisce. La tua rabbia sa di liquerizia e catrame.