Andrea Carraro (Roma, 1959) è autore di quattro romanzi: A denti stretti (1990), Il branco (1994, da cui Marco Risi ha tratto l'omonimo film), L'erba cattiva (1996), La ragione del più forte (1999). Collabora con "l'Unità".
Non c'è scampo nelle storie di Andrea Carraro. Non c'è salvezza. L'orrore irrompe nella quotidianità di individui ordinari, corrode i legami familiari, si insinua nei luoghi dove ci si sente più sicuri e al riparo, e esplode in tutta la sua drammaticità. Si rimane come folgorati da queste istantanee sul male, da questi racconti veloci senza fronzoli e senza sbavature. Serrati come pallottole che corrono verso il bersaglio.
Nulla sembra accomunare la vendetta in una casa popolare di un sobborgo romano nel primo racconto, un congegno a orologeria perfetto, Il balcone, con la negligenza colpevole di due genitori ne La lucertola, oppure con la prepotente violenza in uno squallido posto di lavoro, Il barista, o la sfida blasfema nel mirabile L'altalena.
"Non c'è niente di familiare… di già visto, nei loro lineamenti alterati e nell'intera messinscena. Le riconosce a stento. Gli sembra quasi d'essere giunto all'improvviso in casa d'altri." La casa d'altri di ciascuna di queste storie è la zona d'ombra delle nostre esistenze. Con la forza di una lingua scabra ed essenziale, asciutta e inquieta, affidata a frasi brevi e a dialoghi in presa diretta, Carraro interroga la vita proprio sul crinale che separa razionale e irrazionale, e restituisce alla letteratura, con un muoversi sghembo tra classicità e immersione piena nel contemporaneo, la forza di una scommessa in cui la parola può testimoniare il manifestarsi della barbarie.