Giuseppe Casa, trentotto anni, è nato a Licata e vive a Roma. Ha pubblicato alcuni racconti in volumi e riviste. Questo è il suo primo romanzo.
Un giovane uomo che fin dall'adolescenza ha nutrito una sorta di culto per le imprese cinematografiche del leggendario Bruce Lee, decide, diplomatosi geometra, di scatenare una personale "Operazione drago", e lasciare la casa dei genitori, la terra dov'è nato, la Sicilia, per trasferirsi a Roma. Giunto nella capitale negli anni negli anni del movimento studentesco della Pantera, il nostro tragicomico eroe si iscrive all'Isef e prepara gli esami che dovrebbero consentirgli, un giorno, di ritrovarsi insegnante di educazione fisica. I suoi nuovi regni diventano la casa dello studente, i centri sociali autogestiti, alcune zone di paesaggi degradati e periferie in mano agli spacciatori; i nuovi amici, un poeta gay e la sua giovane ospite, una coppia di stiliste esordienti che bramano di sfondare nel mondo della moda, una matura padrona di casa desiderosa di corteggiamenti, fra piccole feste e kermesse punteggiate di conoscenti occasionali seguaci della new age, il buddismo, i fiori di Bach. Tutto questo, finché non compare Claudia, con cui il protagonista vivrà una furibonda storia d'amore che lo condurrà in vista di un possibile matrimonio. Giuseppe Casa è bravissimo nel saper sbalzare avanti agli occhi del lettore vicende e personaggi che popolano questa corposa, riuscita prova narrativa; tratteggiando con lividezza le stazioni e i volti, ora esilaranti ora drammatici, che della parabola esistenziale del suo ragazzo ex ragazzo di Sicilia scandiscono il calendario. Così, trascorsa l'epoca della giovinezza, l'autore ci riconsegna il proprio personaggio già adulto, immerso in una volontaria vacanza londinese, dentro un tempo rarefatto e sospeso in cui tutte le scelte della prima vita sono ormai alle spalle. Cambiano i regni, si sostituiscono nuovi volti ai vecchi, cercano un senso, o un non senso, nelle cose, fino a ritornare in Italia, veloce, sempre più veloce, senza cinture né reti.
Eppure, sarà proprio in questa caduta,o sorta di silenziosa discesa agli inferi, che il romanzo svelerà la sua essenza inaspettata, qualcosa che trova in una sommessa ma tenace pietas l'esatto passaggio in cui la notte cambia intonazione e consente di scorgere, nel dolore, una speranza.