Pubblicato per la prima volta nel 1931, questo classico della letteratura olandese contemporanea s`interroga sul senso e sulla necessita` dell`arte. Nello stato totalizzante del futuro, che costituisce lo scenario utopico del libro, la creativita` e il libero pensiero sono anzi confinate al rango di 'cattivo esempio'. E anche l`uomo rappresenta soltanto una condizione limite, l`accessorio di un sistema di linee regolari e squadrate, come quelle dei cubi che ne compongono le citta`. Una fantasia apocalittica che, orwellianamente, descrivendo un futuro immaginario ci aiuta a capire la realta` del nostro presente.