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  • La Cina tra tradizione comunista e logica capitalista: cosa ne pensi?

  • Le classifiche dei libri più venduti. Cosa ne pensate?

  • I premi letterari. Che valore hanno?

  • A chi daresti il Nobel per la letteratura?

  • Come ad Hyde Park racconta ciò che vuoi...

  • Una sfida per diventare un paese di lettori.

  • Parliamo di classici

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  • Panta Editoria: la rivista si fa libro e il libro si legge anche on line.

  • Guerra: sei contro o a favore?






















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    Speaker's Corner
    I premi letterari, sempre più numerosi: hanno davvero valore? Possono promuovere la scoperta di nuovi talenti? Possono incidere sulle vendite di un libro? E voi, chi premiereste? La parola anche agli autori...


      Per caso e fortuna
      Per caso, fortuna, o altro ho inviato due manoscritti diversi a due conconrsi diversi , ho vinto e sono stati pubblicati ... Non sono uno scrittore, non potrei esserlo il lavoro non me lo consente, ma ho sempre scritto per me stesso un diario infinito. L'accorgermi che in poco più di cinque ore ho collezionato due vincite è stato grande, infinitamente grande e questo mi basta.
      Gibol 
      scrittore per caso
      Un saluto a tutti da parte di uno scrittore per caso. Si, "per caso", dal momento che ho incominciato a scrivere perchè sollecitato da altri. Io ho una passione per la filosofia, pertanto tutto ciò che accade nella quotidianità che osservo è inevitabile, per me, ricorrere a delle riflessioni filosofiche dei grandi pensatori, citando in maniera ironica i loro aforismi e citazioni varie. Risultato : ho scritto un libro di filosofia divulgativa dal titolo "Filosofi per Caso" (per intenderci, alla maniera di De Crescenzo)per rendere una disciplina quale la filosofia, ritenuta incomprensibile ai più, accessibile anche ai non addetti. Dopo averlo scritto ho provveduto a stamparlo per mio conto e successivamente l'ho distribuito personalmente nelle librerie di varie città della mia regione. A tutt'oggi, sono state vendute oltre trecento copie, volendo significare che, anche se non recupererò la spesa sostenuta, ciò che mi ha gratificato è stato il fatto che qualcuno abbia voluto leggere il libro di uno sconosciuto come me. Voglio esortare, quindi, tutti coloro che amano scrivere a continuare a farlo per esaudire il proprio desiderio. Se, poi, la fortuna dovesse accorgersi di voi, vorrà dire che avrete coronato un vs. grande sogno. Tanto, è ormai noto che per diventare famosi con un libro, bisogna essere un calciatore, una velina televisiva o un ex detenuto. Io vi dirò, sono contento di essere diventato famoso nel mio condominio. Salutissimi a tutti
      bruno 
      premi letterari? Editori?
      Scrivo da tutta una vita, di tutto, per passione e solo per questo, però...si sa... arriva il tempo delle illusioni e allora i primi consorsi letterari, anche vinti ma senza un dopo e allora provi con gli editori; quelli veri, figuriamoci... la solita risposta che milioni di emergenti che mai emergeranno conoscono: i nostri impegni non ci permettono di assumere nuovi incarichi. Traduzione: ma chi cazzo sei? Ma come ti permetti di disturbare il nostro lavoro? (aggiungete tutto ciò che volete) Si dice che in italia si legge poco ed io aggiungo che si dovrebbe leggere anche meno per il fatto che i primi a non leggere sono proprio gli editori. Ma ci pensate, gli imprenditori del libro non vogliono saperne di leggere un tuo testo, potrebbe essere una cavolata ma anche un capolavoro e loro lo rifiutano, nu' je ne pò fregà de meno. Allora anche noi autori sconosciuti, divoratori di libri, dovremmo fregarcene di loro e forse un giorno si accorgeranno che il lavoro è tutt'altra cosa che stare lì sulle loro comode poltrone di pelle ad aspettare la telefonata o il fax di questo o quel pezzo grosso che raccomanda un fregnone, o magari contattare e contrattare qualche zoccoletta analfabeta per pubblicarne tutta la storia, ovviamente coadiuvata da qualche giornalista compiacente asservito al potere, di turno e no è lo stesso. E allora cosa possiamo capire da questa società manovrata che per cultura ha il calcio? (Il calcio fa il gioco del potere, qualunque sia, fin quando il popolo sfogherà la rabbia allo stadio, qualsiasi potere sarà al sicuro, se un giorno si stancherà, allora saranno cazzi amari...) E noi chi siamo? Siamo vivi? Ci basta? Per chi scriviamo? Io sono arrivato al punto di capire che non m'importa più di niente, forse sono arreso, ma vi garantisco che per me scrivere è sempre una grande cosa, un'emozione forte, indipendentemente dal valore di ciò che scrivo.
      piernani 
      Vincere ... e poi?
      Io ho solo sedici anni, quindi di esperienza ne ho davvero poca, anzi ... nulla! Ho sempre avuto la mania di scrivere, fin da piccolina. Da dicembre ho cominciato a partecipare a concorsi letterari. Senza sapere perché, in sei mesi, ne ho vinti molti. In uno, addirittura, sono riuscita a vincere I e II posto, in un altro I e IV posto. Insomma, circa dieci vittorie, non ricordo bene. Ma, a questo punto, mi chiedo: "Che ci faccio? Vale la pena di continuare? E per fare che? " Per favore, non datemi delle rispostacce! Premetto che non ho intenzione di tentare di fare la scrittrice, almeno per ora. Però, non riesco a capire a cosa possano servirmi tutti questi premi, targhe, coppe, ecc.Oltre che ingombrare in casa! Forse c'è un risvolto pratico che non conosco? Aiutatemi voi. Ciao
      Marinella 
      Dipende da cosa cerchi...
      il premio letterario può essere un buon mezzo per stimolare la produttività di un autore. Vincere un Premio Letterario anche minore ti può dare motivazione e convinzione nelle tue possibilità. Partecipare senza successo deve essere uno stimolo a migliorarti. QUASI MAI, comunque, un premio letterario "minore" serve a far emergere un nuovo talento. Deve essere uno strumento a proprio uso e consumo, non il fine da perseguire o il sogno da cullare.
      Fabrizio 
      Uranucci
      Ma sei libera di pensarla come vuoi, ci mancherebbe altro e di scrivere come vuoi. Tutto dipende dagli obiettivi che hai.. se ti proponi di scrivere per te stessa puoi fare quello che vuoi. Se invece vuoi essere pubblicata e pensi di poter fare dire sentire esprimere quello che desideri senza curarti di esigenze della casa editrice, editing, tema, possibile riscontro nel pubblico, stile originale e contenuti non scadenti nè banali allora diventa diverso. Spero si capisca. Io sono assolutamente a favore della libera espressione ma non credere che i libri che vedi in libreria nascano tutti dalla libertà di comunicazione scritta. Ogni libro che diventa best seller è un enorme compromesso. In fondo, deve essere venduto. Le piccole case editrici invece si curano di più del sentimento... ma devi trovarne una seria, il che è come cercare l'ago nel pagliaio. Ogni cosa che l'uomo tiene in mano è in un modo o nell'altro business... nessuno pubblica libri ed autori perchè ama la scrittura, sì, anche per questo. Ma credere che sia solo per quello e che quindi qualcuno debba davvero ritenere geniali gli sfoghi personali di ognuno di noi e prenderseli a cuore... è un po'infantile.
      Moon 
      O bianco o nero
      Cara moon etc,etc, porti il nome della dea ispiratrice dei poeti,Artemide così misteriosa ed inafferrabile eppure..sei di un categorico nei tuoi ragionamenti da far paura..... O si ha o non si ha ? Scusa ma tu cos'hai? La tua mente da ragioniera? Rispetto le tue opinioni, ma insisti con la questione degli sfoghi e non mi sta bene...... Scrivo per gli altri, ci provo e lo sento da quando avevo nove anni: t'assicuro allora come ora non v'era nulla che m'opprimesse l'animo. Scrivo ( scusa ci provo )per coloro che stentano nel guardare al di là del superficiale propinato dalla società odierna ( non amo Grande Fratello ). Fa male fermarsi un attimo e guardarsi dentro con sincerità, non credi? Non sono Neruda lo sò ( tra l'altro uno dei miei preferiti insieme a Pedro Salinas) ma, nel mio piccolo non mi ritengo assai banale.... Sono semplicemente Cinzia, una delle tante "deliranti" e mi piaccio così!
      Cinzia 
      Iniziativa editoriale CONCEPTS Moda e Gusto
      La collana CONCEPTS esplicita come il processo creativo sia influenzato dalle esperienze di un individuo: a contribuire alla stesura di un testo è l’insieme di suggestioni, emozioni e stimoli provenienti dall’esterno e successivamente interiorizzati. Grazie all’iniziativa editoriale CONCEPTS, fino al 20 maggio 2007 sono aperte le selezioni per narrativa e poesia a tema libero ispirate dalle molteplicità di suggestioni legate alla moda o al gusto. È dunque possibile candidare i propri testi chiusi nel cassetto e sottoporne direttamente un estratto alla valutazione dei lettori online, che avranno l’opportunità di televotare i più significativi. Le opere che supereranno questa prima fase saranno poi scelte dalla Redazione di ARPANet per la pubblicazione su carta e la distribuzione in libreria. I racconti singoli più avvincenti ed intriganti contenuti nei due volumi diventeranno poi miniCONCEPTS // le dimensioni alternative dell’ispirazione. Info, iscrizioni e testi da televotare su: www.conceptsbooks.it Commenti sul blog di CONCEPTS: www.conceptsbooks.splinder.com Per info: carlotta.vissani@ARPANet.eu
      Carlotta Vissani 
      A Cinzia...
      Non posso essere d'accordo con te per il semplice fatto che le cose funzionano così idealmente. Lo sfogo o l'espressione impulsiva delle proprie emozioni non sempre portano a risultati validi. In quei momenti scrivi più per te che per gli altri... sono pochi, vedi neruda o tagore, capaci di parlare di amore senza scadere totalmente nella banalità. O si è scrittori di talento o non lo si è. Si può migliorare ma nessuno ti potrà insegnare a scrivere se non hai una dote naturale innata.
      Moon 
      PAROLE DA RIDERE 2007
      CONCORSO NAZIONALE DI LETTERATURA UMORISTICA "PAROLE DA RIDERE 2007" Torino - L'associazione culturale IL CORO/CABANEWS e il foglio satirico LA TAMPA, nell'ambito del FESTIVAL NAZIONALE DEL CABARET 2007, organizzano la decima edizione del Concorso Nazionale di Letteratura Umoristica PAROLE DA RIDERE. Ogni concorrente può presentare fino ad un massimo di tre lavori, preferibilmente inediti, ciascuno della lunghezza non superiore a tre pagine scritte in corpo 12, accludendo inoltre i propri dati e l'autorizzazione per l'eventuale pubblicazione. Il vincitore sarà premiato nel corso del FESTIVAL NAZIONALE DEL CABARET 2007 e le opere ritenute meritevoli saranno pubblicate da LA TAMPA. La partecipazione al concorso è gratuita. Gli elaborati dovranno pervenire esclusivamente via e-mail all'indirizzo paroledaridere@email.it entro e non oltre aprile 2007. Per ulteriori informazioni telefonare alla Segreteria del FNDC al numero 011386231 (orario 18-20). Sito Internet: www.festivalnazionaledelcabaret.it.
      FSTIVAL NAZIONALE DEL CABARET 
      Vanity press
      Così viene chiamata dagli anglosassoni la voglia di essere pubblicati a tutti i costi, ed in effetti è piuttosto azzeccata come denominazione. Anch'io come tanti sono stato finalista in un concorso (ho partecipato solo a quello), ma poi alla fine capisci che è solo una scusa per accalappiare ingenui sprovveduti che rincorrono un sogno, infatti finiti i complimenti arrivano le richieste di denaro. Si definiscono "editori", ma il vero editore è colui che si sobbarca il rischio della spesa di pubblicazione, infatti se ci pensate bene chiedendo dei soldi chiunque può diventare un editore, allora tanto vale andare in tipografia e farseli stampare in proprio, così risparmierete anche qualcosina. Se non si capisce sono un poco deluso.
      Stefano 
      Replica
      Se permettete rispondo a Moon undressedmemento@hotmail.it.Non so se tu scrivi e ...cosa scrivi.Non credo che per scrivere poesie si debba usare assolutamente il lume della ragione, come vuoi farci intendere.I versi poetici non sono sfoghi di persone frustate,ma il linguaggio di esseri molto sensibili:alle miserie umane, alle gioie e ai dolori di questa frenetica vita che afferra al volo solo ciò che è vano.Personalmente ti dirò che ciò che anima le mie poesie è esattamente il mio modo di vivere e di essere:nei rapporti con il prossimo sono me stessa e mi pongo più con il cuore che con la mente...riesco a trasmettere serenità mentre le persone quelle veramente "frustrate" tengono tutto dentro, soffrendo con la loro lunaticità e fingendo che tutto è ok.Penso che la poesia sia un linguaggio in codice compreso soltanto da chi sa appropriarsene nel leggerlo,e deve EMOZIONARE. Leggo tanto, divoro sopratutto libri di filosofia francese e spagnola, ma non mi definisco una scrittrice per questa mia passione:infatti tuttora sono indecisa nel cimentarmi in racconti o novelle perchè conscia di dover imparare molto poichè il lettore della narrativa deve essere catturato da qualcosa di veramente intrigante.Ma nella poesia non si può usare di sana pianta un dizionario d'italiano:nei concorsi a cui ho preso parte ho visto nei primi posti opere così artefatte e stantie nel linguaggio....Ne preferisco uno più diretto t'assicuro, di quelli ritmici, scorrevoli e che mi ARRIVINO COME UN FULMINE DRITTI AL CUORE.... Ciao alla prossima
      Cinzia 
      mal comune mezzo gaudio
      Salve ragazzi è bello sapere che siamo in tanti, mosche bianche con tanti sogni nella testa e speranze nel cuore:pubblicare un libro tutto tuo?Chi di noi non lo vorrebbe! Chiamatela vanità, ricerca di conferme o bisogno d'autostima, io sò di certo che come voi quando m'afferra il desiderio di scrivere le parole scorrono come un fiume in piena senza argini, e la cosa più bella , quella che ognuno di noi spera è riuscire a trasmettere le proprie emozioni nel far leggere ad altri quasi a visualizzare tangibilmente un mondo interiore che attualmente tende a perdersi soffocato dal linguaggio tronco freddo e meccanico degli sms e dei pc.Giusto oggi ho avuto la conferma dell'ennesima vana chimera prospettata da un concorso per un testo per canzone dove sono stata segnalata e invitata alla premiazione:sapete il premio che mi invieranno? un libro .... ma lo scopo del concorso? chiedo e risposta: forse..., se..., si vedrà ... poi le faremo sapere nel caso....Sono delusa, che mi ero immaginata? Anni che partecipo a concorsi letterari nazionali per poesia. Otto inserimenti in antologie varie, tre riconoscimenti di merito, finalista nella mia città, due poesie scelte da Aletti Editore per pubblicazione nei suoi volumi antologici, due proposte editoriali (Libreria Internazionele di Ragusa ed Editrice IlFilo)ma... quanti soldi mi chiedono! Duemila euro ragazzi da pagare anche a rate ma se salto anche solo una non vedo neanche l'ombra del mio libro e perdo tutto. Non lavoro, non sono una di questi pagliacci che sono in Tv e basta che dicono stronzate e s'improvvissano autori di best-seller,vanno che è una meraviglia spalleggiati da pubblicità e nomi di altisonanti case editrici.Io rimango qui con il mio pugno di mosche stretto tra le mani, la mia follia che gli altri stentano a comprendere e la voglia di stringermi a voi virtualmente per continuare ancora a sognare:vi prego ditemi che DEVO ancora farlo.
      Cinzia 
      La prima volta
      Cavoli non so' che fare.Volevo iscrivermi ad un concorso,ma viste le vostre esperienze sto' cambiando idea.E poi quale scegliere?Sembrano tutti uguali,e siccome per me e' la prima volta non so' dove sbattere la testa.
      Max 
      CONCEPTS
      Personalmente, al momento, l'unica iniziativa editoriale seria e ben organizzata che concede davvero una chance allo scrittore pubblicato è CONCEPTS di ARPANet. Alla fine se vieni pubblicato vieni anche distribuito. Organizzano un sacco di presentazioni tra Mondadori e librerie italiane sparse qua e là. Quantomeno fanno davvero qualcosa per far emergere chi merita.
      Floralia 
      Oggettività
      E se la gente che non viene scelta per la pubblicazione non sapesse scrivere? Non si nasce imparati come si suol dire e non basta mettersi alla scrivania colti dall'ispirazione data da un momento di entusiasmo e di sconforto. Scrivere non vuol dire sfogare le proprie ansie di getto x esempio ed invece in tanti la pensano così. Scrivo di me, scrivo di getto, scrivo perchè non posso farne a meno. Okei, ma bisogna anche avere qcosa di davvero originale da dire, bisogna saper essere abili con le parole e bisogna anche avere letto tanto nella propria vita. Spesso chi non viene scelto da la colpa al concorso letterario, che può avere tutti i limiti che avete esposto ed anche più, ma ci si ricordi che partecipare non significa essere scrittori. Significa solo candidare un'opera. Non basta definirsi scrittori per esserlo.
      Moon 
      Qualcuno...se ne accorgerà...
      ..ho dimenticato il titolo del messaggio inviato poco fa...lo scrivo sopra:) scusate...
      sonia 

      Non credo che i premi letterari possano promuovere la scoperta di talenti...si limitano ad individuare, quando va bene, le voci originali, i nuovi respiri, uno stile nuovo, fanno sognare, lasciano un segno che può essere una targa, un attestato, qualche spicciolo, una pubblicazione chiusa in pochi scaffali...e poi ti mollano lì, in quel brodo di giuggiole... Ti senti bravo, il migliore, uno dei migliori, poi resti lì, fuori circolo, fuori mercato, in quella sorta di bozzolo in attesa di trasformazione. I premi servono per rinforzare l'autostima. Ci dicono che stiamo andando bene. Rinforzano l'idea che stiamo seguendo la direzione giusta. I premi che ci pubblicano e ci distribuiscono ci danno un'occasione vera per emergere, per vedere la luce. Personalmente...nella mia lucida utopia...sono in cerca di lettori...che si emozionino, che sentano le storie che scrivo. Possono essere tre o tre milioni, non m'importa. Prima o poi qualcuno si accorgerà dei miei personaggi, delle atmosfere, dello stile che ho lasciato emergere come una lenta, vaporosa esalazione...buona scrittura a tutti...
      Sonia 
      Pura illusione
      Quelli importanti sono una sorta di scambio di favori fra amici, quelli piccoli sono usati per attirare autori e illuderli, ma non servono a nulla. Nell'editoria non vince chi è bravo, ma chi conosce.
      Fragolina, Milano 
      cronaca di una sconfitta annunciata.
      Ho partecipato a qualche concorso letterario, uno l'ho vinto, gli altri li ho vissuti da finalista. Anch'io come tanti altri ho visto pubblicare lo scritto, senza nessun risultato. Imperterrita, continuo a cercare concorsi sul web, e non a caso sono finita in questo sito, ma le speranze le ho perse. Non arriverò mai dove voglio così. Eppure continuo a cercare. Illusione e speranza. Vivono ancora.
      giò 
      IO CHE NON SONO M.V.
      In riferimento al mio precedente intervento "Ma chi sono io Maria venturi?", qualcuno (che evidentemente non ha capito niente) mi ha scritto dicendomi che se non avevo vinto qualche concorso importante voleva dire che non potevo paragonarmi a Maria Venturi. Ma io non volevo paragonarmi a lei! Forse non si è capito che vorrei essere come lei! Che è una delle mie autrici preferite.E che io pagherei per essere come lei. P.S. Signora Venturi, se per caso legge questi miei interventi sappia che quando scrivo mi ispiro al suo modo di raccontare e mi piacerebbe molto farle leggere qualcosa di mio.
      mill 
      Ma chi sono io Maria Venturi?
      Innanzi tutto mi scuso con la signora Venturi per avere usato impropriamente il suo nome. Da anni scrivo romanzi e racconti di vario genere, tanto che ormai ne ho piene... i cassetti. Li faccio leggere ad amici e parenti, talvolta anche sotto minaccia e, guarda caso, tutti (ma proprio tutti) hanno per me recensioni positive. Però la mia cassetta postale non contiene mai la risposta di qualche casa editrice e vincere qualche pergamena a un concorso letterario (dopo le prime che orgogliosamente metti in cornice) non è il massimo della soddisfazione. Allora mi sveglio un mattino e improvvisamente capisco! I miei lavori non sono abbastanza buoni per essere pubblicati. Gli editori preferiscono autori con storie migliori delle mie. Allora faccio un giro nella mia stanza dei libri, dove ne ho più di mille, guardo i titoli e mi accorgo che, tolti i classici, tolti i grandi autori contemporanei, tolto qualche esordiente veramente di merito... tutto il resto è spazzatura... o comunque cose che non meritavano di essere pubblicate, che dovevano restare chiuse nel cassetto, proprio come le mie.conme
      milly 
      disadattata
      Ehi, sono anche io una scrittrice. Ho 28 anni, e scrivo da quando ne avevo 14, partecipo a concorsi e varie da quando ne avevo 18, e a parte qualche medaglietta e gli "auguri" per la mia carriera letteraria, non ci ho mai rimediato niente. L'unica cosa che sono riuscita a pubblicare, a parte gli articoli sul giornale di quartiere, è un raccontino sulla rivista di Fanucci... Ora, non voglio dire che non esistono premi importanti, e anche utili per gli esordienti, ma per quanto mi riguarda, non ne ho mai trovato uno.
      Vale 
      Teoria ironica circa i premi letterari
      Quale scrittore e poeta dal successo strepitoso, tutti i miei lettori abitano nel deserto del Sahara, ho partecipato a concorsi di poesia, narrativa, ironia, ipocondria , e ,"strategicamente", non ho mai vinto alcunchè. Direi che ciò rappresenti, senza tema di smentita, un clamoroso successo, vuoi perchè spesso ti porta a sorridere alimentando, quindi, reazioni chimiche con evidenti risultati fausti per il corpo, sia perché ti fa capire i propri limiti, questi ultimi illimitati. Ma, stranamente, leggendo ciò che ha legittimato la vittoria altrui, di nuovo, spesso, ti viene da sorridere , alimentando quindi....................
      Vincenzo Ambrosio 
      mah?!?
      Ho partecipato ad un concorso letterario arrivando tra i finalisti. Per questa ragione (pare) ho avuto la possibilità di pubblicare, previo acquisto di almeno una copia dell'antologia (poetica). Questo primo impatto mi ha messo le ali alla mente partecipando a parechi concorsi...che ho scoperto essere tutti uguali. Dopo una decina di pubblicazioni comincio a sentirmi un'imbecille. Sto in internet con le mie poesie, sfogo dell'anima. Ma dubito servirà mai a qualcosa.
      ASIA 
      MOTIVAZIONE E NON COPPA
      Ho partecipato a vari concorsi letterari in molte regioni d'Italia. L'ho fatto solo per avere un confronto con gli altri, un giudizio critico da parte della giuria, qualche commento positivo da chi, effettivamente e con attenzione, aveva letto i miei scritti. Penso che poeti e scrittori che partecipano ad un concorso letterario dovrebbero richiedere non coppe e medaglie oppure primo, secondo, terzo, eccetera. Una competizione letteraria non è come il giro d'Italia dove c'è il primo, il secondo, il terzo e magari l'ultimo. L'arte e la cultura non possono avere una aritmetica classifica. Secondo me c'è chi vale e chi non vale. Proprio per questo, in tutti i concorsi, quando ti danno il primo o l'ultimo premio, dovrebbero giustificare il medesimo dimostrando di aver (almeno) letto quello che uno ha scritto. Mi è capitato, credetemi, di aver partecipato ad un concorso nella sezione narrativa ed invece mi hanno dato una targa per la poesia. A voi i commenti.... Ciao
      Catello Nastro 
      la sagra dell'ovvio
      E' vero che la maggior parte dei concorsi letterari non è seria; è vero che per una larga parte di persone scrivere è una questione di esibizione o di compensazione psicologica; è vero che ci sono editori seri e non. Ma mi domando: con questo genere di considerazioni andremo mai lontano? E' tutto così OVVIAMENTE vero e inutilmente detto... Perchè poi, fino a prova contraria, è anche vero che un sacco e una sporta di scrittori divenuti (meritatamente) famosi si son fatti conoscere anche tramite i concorsi letterari; così com'è vero che non c'è da preoccuparsi troppo dell'esibizionismo altrui: preoccupiamoci piuttosto di guardare alla trave che è nel nostro occhio...i difetti sono solo degli altri? Chi scrive appartiene alla categoria di coloro che sono stati editi pittosto tardi (alla soglia dei 41 anni) e che non per questo si sentono defraudati o, peggio, incompresi: il tempo passato mi è servito per capire tanti miei limiti, anche letterari,e per imparare a "credere" (in questo condivido quanto da alcuno di Voi affermato, sia pur senza l'animo del Savonarola) nella dimensione dello scrivere come dimensione di vita, a prescindere dai riconoscimenti. Detto questo, una saluto "empatico" a Voi tutti, perchè mi sento comunque dalla parte di chi scrive, anche solo per "piacere" (ma in fondo, che male c'è? Chi ci nominati giudici?): nella realtà odierna sono altre le cose che mi preoccupano profondamente.
      alfonso 
      dipende
      Io ho partecipato a tre premi letterari, due per racconti, uno per poesie. Ne ho vinto uno, che mi ha fornito un'ottima scusa per andare una settimana a Roma e vedere Villa Borghese ed il Vaticano, e non solo. Infatti, se non fosse stato per il tema del concorso, io quel racconto non lo avrei scritto mai. Ed una volta scritto, invece, mi sono resa conto che non aspettava altro. Grazie, dunque, al concorso, che era serio, e grazie soprattutto ai concorsi a tema, che possono dare delle ispirazioni improvvise che magari uno da solo non avrebbe mai avuto. Per quanto riguarda quello sulle poesie, non ho parole. Sono arriavat terza, e dunque classificata, ma mi sono vergognata molto e di aver partecipato, e di aver quasi vinto. Ed ho chiaramente rifiutato la proposta di una pubblicazione per cui avrei dovuto pagare il prezzo di copertina... Insomma, ci sono concorsi e concorsi, come ci sono editori ed editori.
      Cristina 
      A chi la tocca...
      Sono finito in una cinquina di un premio letterario. La giuria per tre quarti non mi piace. I riti con cui viene assegnato il premio (anche ai finalisti) fanno piangere. Non ne sapevo nulla. L'editore ha mandato il mio libro e non mi ha avvertito. Che faccio? Devo proprio solo ubbidire al principio che quando sei nella m. taci e soprattutto stai fermo?
      Giulio 
      il grande uccello
      Si può leggere sul sito: www.eliomoroni.it Nel 1998 ha vinto il concorso letterario internazionale: Totò - 100 anni dalla nascita. A mio avviso ha più valore avere un "amico" in paradiso che vincere un milione di premi letterari. Cordialmente Elio Moroni
      Elio Moroni 
      I premi possono servire...
      ... se chi li bandisce ha a cuore l'attenzione e la dedizione alla parola scritta. E voglia di soffrire e penare per scoprire qualcosa di nuovo. Nel 2003 ad esempio assegnerei il premio rivelazione a Marco Sommariva con il romanzo VOROMPATRA, Edizioni Sicilia Punto L, pp. 172, ? 8,00. Un romanzo dove ritmo narrativo, intreccio e svolgimento si susseguono freneticamente senza sottrarre campo all'autore che larvatamente ma in maniera energica riesce a far riflettere su quelle che sono alcune deviazioni nevrotiche del vivere contemporaneo mercificato.
      Raffaele Gazerro 
      Nessun premio
      Non darei nessun premio letterario eccetto il premio Bancarella edito a Pontremoli, gli altri sono generalmente orchestrati dalle case editrici per far vendere i loro cavalli di razza!!!! Alcuni anni fa avrei premiato "Q" di Luther Blisset perchè era ed è un gran bel libro, ma la storia è andata diversamente...
      A.Carlini 
      Per Patrizia
      Ciao Patrizia... Se posso permettermi di darti del tu!! Mi ha fatto molto piacere leggere il tuo messaggio (Non starò confondendo questo spazio per una chat? Nel dubbio ti rispondo!!!!) mi attira l'idea di trovare una persona con cui "parlare" (virtualmente) della scrittura, in un mondo in cui non esiste più il vero dialogo, ahimè! Sì, è vero, ho scritto proprio un monologo per il concorso cui ho partecipato, perchè è un genere per me molto congeniale, e in effetti, ogni volta che lo leggo me l'immagino recitato da un attore seduto su una sedia, sul palco con sfondo nero. L'ideale, visto che il protagonista del monologo è un bambino che sta per nascere!!! Magari un giorno qualcuno lo reciterà... Ti auguro di riuscire a scrivere, in futuro, per il teatro. E forse c'incroceremo!!! Ps. Presto cercherò di trovare il tempo di leggere "Farenheit 451" o di vedere il film di Trauffaut. Ciao ciao!!
      silvia ponzo 
      Presto possibile
      I premi letterari sono sostanzialmente impudichi, come i concorsi di bellezza e i dilettanti allo sbaraglio. Scrivere è un problema di coscienza. Chi ha un'alternativa, non scriva. Chi scrive per lusingare la propria vanità e quella dei suoi malaugurati lettori, non scriva. Se c'è un inferno, è per chi ha scritto i libri inutili.
      trapla 
      A Silvia
      Silvia ricordi.. e non ricordo più se non l'emozione. (Quando non ricordo penso ad uno dei miei film-culto 'Farenheit 451' e non so se invidiare Morgue o la vecchina arsa nella sua fantastica casa piena di libri). Riscrivo solo per dire che mi è piaciuto trovare qualcun altro che scrive monologhi...io amo il teatro, ma scrivere per il teatro..chissà se con il diradarsi delle nebbie (Conradiane memorie di "Linea d'ombra"- altro mio cult) capiterà di incrociarci. CIAO a Tutti! Patrizia
      Patrizia 
      Se credi nella letteratura...
      Fa tenerezza veder proliferare i concorsi letterari, ma niente paura, non penso che il numero di tali manifestazioni possa far concorrenza ai concorsi di bellezza!!! Per chi, come tutti noialtri che frequentiamo siti come questo, ama la letteratura, è sicuramente una possibilità per farsi conoscere, e per continuare a sognare! Io ho mandato, da poche ore, un mio monologo ad un concorso molto, molto piccolo (non certo un Campiello o lo Strega)però sono molto soddisfatta, e anche se non vincerò, continuo a perseverare perchè voglio scrivere, ci credo fortemente, è la mia vita. Questa è la cosa fondamentale: credere in ciò che fai, in un mondo in cui nessuno crede più a niente.
      silvia ponzo 
      Il mondo è piccolo
      Ciao Myriam, hai ragione, un bizzarro modo per fare la reciproca conoscenza. E' proprio vero, non sappiamo mai cosa c'è dietro l'angolo. Ma pensa, siamo vicine di rubrica e c'incontriamo per caso in una delle tante viuzze che si diramano dalla piazzetta virtuale. Avevo notato la tua foto vicino al grande girasole, fiore che amo per la sua solarità, e avevo avuto anche il desiderio di scriverti. A questo punto, visto che siamo ad un tiro di schioppo, perché non vieni a farmi visita? Ti attenderò con tè e pasticcini così chiacchiereremo insieme di pseudonimi (intrigante come argomento). A mia volta entrerò nel tuo spazio per saperne di più sulla Art Brut. Mentre leggevo la tua "rivelazione" sono rimasta per un attimo incredula, pensavo alla magia delle parole ed ero emozionata. Sono contenta che quella frase(gettata nel mare dei bit, come una bottiglia)ti abbia fatto aprire, così ho avuto il piacere di scoprire che dietro Malex c'é una simpatica ragazza di nome Myriam. P.S.Il "Satyricon"? Nella libreria di casa ho appena trovato la "Cena di Trimalchione".Arrisentici.Ciao
      Margherita 
      Chissà
      A me piace scrivere, è una passione che coltivo e che, di tanto in tanto, lascio uscire incontro agli altri. Fino ad qualche giorno fa non ho mai partecipato ad un concorso, pur leggendo in riviste, specializzate e non, le indicazioni per partecipare, almeno a quelli più noti. Infatti, ogni volta avevo una sorta di urgenza psicologica a parteciparvi ma, succube della legge di Murphy, accadeva sempre qualcosa che mi impediva di farlo. Forse non era la legge di M....ma una paura a mostrarmi in competizione, competere infatti perchè....forse l'espressione della mia anima vale di più, o meno, delle altre? Qualche giorno fa invece, mi sono iscritta ad un concorso, ho inviato un racconto, come richiesto ed era la prima volta che scrivevo una cosa simile...perchè? Non lo so, ma forse da sola ho voluto consegnare qualcosa che è già morto, forse addirittura mummificato, ho forse una paranoia divina.... Nell' attesa del "responso" mi coccolo l'idea di salire su un palchetto, ricevere un premio per lo scritto, ringraziare tutti, ricordare le persone più significative, ed urlare che scrivere non è perdere tempo nè farsi dedicarsi a vani onanismi cerebrali..... Insomma, forse l'ho fatto per puro divertimento
      Patrizia 
      Una rivelazione
      Ciao Margherita, anch'io ti ritrovo qui ed è una piacevole sorpresa! Ti seguo da tempo: ho letto il tuo nome, prima nel forum di Dacia Maraini, poi sulla tua rubrica... tu pero' sei stata più coerente di me: nome e cognome, chiaro e tondo. Io, chissà perché, ho cominciato quasi per gioco con una sigla, non so se per aggiungere valore alle mie opinioni (separandole da me stessa e facendo finta che non fossero mie, ma di un'estranea) o, piuttosto, per il timore di sostenerle (associandole alla mia vera identità). Anche questo sarebbe un argomento da Costumando: perché ci nascondiamo dietro finti pseudonimi? Da cosa nasce la paura di rivelarci per cio' che siamo? Proprio un tuo messaggio alla Maraini mi ha fatto riflettere. Tu scrivevi: "...c'è una strana idea che circola, quella secondo cui è pericoloso donarsi agli altri. Bisognerebbe rassicurare queste persone 'avare di sé' o che temono di scoprirsi, che nemmeno tutte le parole del mondo possono svelare l'intimità"... ci ho pensato un po' e alla fine ho deciso che avevi ragione tu! Così, da quel momento in poi, mi sono firmata Myriam. E' il mio vero nome, del resto. E' quello con cui mi conoscono tutti. E' quello con cui firmo la rubrica L'altra arte. E questo tuo messaggio è una conferma: solo esponendomi e dando voce ai miei pensieri ho avuto la possibilità di incontrarti. Speaker's Corner è come una piccola città: basta girarci un po' e prima o poi ci si ritrova. Allora concludo, chiedendo scusa agli speakerini per aver rubato spazio al tema del forum in questione, ricambiando i complimenti e ringraziandoti per questo strano, felice incontro. Alla prossima, Myriam (o Malex=Myriam+Alex, 2 tra i miei 3 nomi!) P.S. Ma poi il Satyricon lo hai letto?
      myriam 
      Una risposta
      Ciao Malex, stavo passeggiando tra queste pagine, quando la mia attenzione è stata calamitata dalla tua lettera sul forum dei "Classici", e ora ti ritrovo qui. Sai che mi hai fatto venir voglia di leggere il "Satyricon" di Petronio? Hai una scrittura così fresca e piena di brio. Hai raccontato con tanta leggerezza le tue piccole idiosincrasie adolescenziali-come quella per la declinazione Rosa Rosae...- che non ho potuto che sorridere e riandare a mia volta indietro nel tempo, quando anch'io ero una studentessa di liceo scientifico pur non avendo particolare attitudine per i numeri. Alle interrogazioni di matematica sudavo freddo. Che incubo! Credo sia bello trovare la propria inclinazione e seguirla fino in fondo e poi gettare i "semi" della propria anima in ogni luogo...chissà che non germoglino dove meno ce l'aspettiamo, in un cuore, in una testa, in uno speaker's corner. Ciao
      Margherita 
      Per gli esordienti senza parenti
      Personalmente preferisco uno spazio come questo, dove chiunque abbia voglia di proporsi può farlo, inviando racconti, poesie, recensioni... magari non succede niente, ma almeno siamo in uno spazio aperto e di libero confronto. Non c'è una giuria e non servono i parenti: a votare un racconto siamo noi utenti... forse nessuno speakerino diventerà mai famoso, ma... chi può dirlo? un giorno qualche editore potrebbe essere colpito proprio da uno dei tanti racconti sparsi nel caffè degli scrittori! Certo, ben vengano i premi letterari, ma chi ci crede? La sensazione è spesso quella di partecipare per coltivare un'utopia, per sognare un po', giusto il tempo che rimane dal momento dell'invio a quello della scadenza! Il mio intervento è forse fuori tema, ma per una volta mi piacerebbe che il premio arrivasse come una stella cadente in una notte d'inverno per avverare il sogno di chi, senza confidare in amici o parenti, ha scelto di lanciare in rete il proprio seme... che dire? se son rose...
      malex 
      Guarda che gia' due giovani autori hanno pubblicato il loro primo romanzo grazie a Speaker's Corner.Il loro testo e' stato visto ed e' piaciuto.Sono stati contattati dall'editore: uno e' gia' in libreria e il secondo lo sara' da febbraio.Curiosamente uscira' in contemporanea anche negli Stati Uniti perche e' piaciuto anche ad un editore americano. Gli speakerini sono forti e andranno lontano..... Ciao (p.s.: su Speaker's non sei mai fuori tema, i burocrati non abitano qui)
      Per gli esordienti
      Esistono molti premi letterari: alcuni noti, altri poco conosciuti, altri che passano quasi inosseravti. Penso però che siano utili e vadano incentivati. La mia idea è che siano l'unico mezzo per un "nuovo scrittore" per farsi conoscere. A mio avviso nel mondo dei libri ci si fa strada più in fretta se si è appoggiati da un nome conosciuto, se si è "figli o parenti di...". Ben vengano quindi questi premi letterari che danno fiducia e stimolo a scrivere affinché si possano stampare sempre più "nuovi" bei libri.
      Giampy 
      Oltre il Premio Campiello
      Non sono del settore e non ho i numeri per poter valutare se e come le vendite di un libro e /o di un autore siano influenzate effettivamente dall'assegnazione di un premio. Certo è che noto che solo i premi più importanti e attesi (Strega, Campiello...) ricevono un adeguato spazio sui giornali e sui principali mezzi di comunicazione (anche se sempre inferiore rispetto per esempio ai premi cinematografici): ne deduco che solo gli "addetti ai lavori" ne non il grande pubblico ne possano essere davvero coinvolti. Questo è un problema che credo comunque strettamente legato alla diffusione e alla promozione della lettura in Italia.
      Silvia 

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