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    Speaker's Corner
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    Da Gutenberg all'alba del nuovo millennio il libro ha avuto un solo modo di essere letto. Ma ora siamo ad nuova frontiera: l'opportunit? di avere sullo schermo del nostro computer o di un supporto digitale di formato non pi? grande di un libro reale un numero potenzialmente illimitato di testi. Gratuitamente o con importi irrisori. Ma dove finiscono il fruscio delle pagine, il profumo dell'inchiostro, i segni del tempo e della consultazione, il calore di un acquisto in libreria?
    Non staremo qui a riassumere tutto quanto si va dicendo sull'argomento, giornali, tv, auctoritates pi? o meno autorevoli, tecnici pi? o meno specializzati. La cosa migliore ? parlarne con voi.
    Non credo sia plausibile negarvi che siamo un editore, un gruppo di editori; ma credo che ce la facciate a dirci, sinceramente, se l'idea dell'e-book vi interessa, vi solletica, vi sembra una rivoluzione o solo un argomento mediatico.
    Perch? ? bello essere in due, venti, duecento, duemila a parlare. Usiamo il verbo "parlare" e qui si tratta, come sempre in questo luogo, di "scrivere". E di leggere, come modo di ascoltare. Forse anche qui tira aria di e-book.

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      lulù
      I miei amici non ci volevano credere che Lulù conoscesse un artista, quando lo dissi. Noi si bazzicava ancora campi di calcio di periferia e qualche ragazza la conoscevamo per via di parentele. Così c'era l'Adalgisa e Ada, sorelle di Gianni e Teresa che era cugina di Marco. A dire il vero allora ragazze si cominciava a pensarle più intensamente, perchè una famiglia bisognava pure farla, perchè lo sport e il vivere in compagnia di amici non bastava più e allora, tant'è.. Le ragazze cominciarono a divenire il nostro chiodo fisso. Angela, ma noi la chiamavamo Lulù, era un'amica di Teresa. La vedevamo ogni tanto e su di lei intrecciavamo spesso i nostri discorsi di ragazzi non ancora uomini. Aveva diciotto anni ma un fare che le donava più età; un certo sussiego con cui trattava, noi, suoi coetanei, per ragazzini ancora attaccati alla veste materna e ignoranti delle cose di vita. Non so se era allora già innamorata, come l'intendo io e che forse non va bene per lei che bramava una vita di lusso e uomini importanti. Tra noi era sempre pervasa di allegria, un pò civettuola e con l'aria di donna che mostra di conoscere i tempi. Non so perché ci frequentasse. Il nostro punto di ritrovo era un bar, o la soffitta di una amica dove giradischi e musica ci davano un piacere goliardico di libertà. Qui lei veniva spesso e ci raccontava di maturi uomini d'affari che aveva conosciuto e che volevano affittarle una casa o portarla con loro in crociera. Molto di fantasia e qualcosa di vero e comunque noi si stava al gioco e la lasciavamo dire perchè in fondo piaceva a tutti. Dell'artista era vero. La vidi uscire una sera, di soppiatto, da un portoncino del centro ma non mi feci vedere perchè lei non ci aveva parlato di quel luogo. Entrai dentro e chiesi al portiere. Tergiversò un pò, facendo capire che voleva denaro e glielo diedi. Così seppi che la ragazza era la nuova fiamma di un pittore senza soldi e poco conosciuto che viveva alle spalle di vecchie turiste americane. Tanto bastava e me ne andai. Ma questo ai miei amici non lo dissi; soltanto che lei conosceva un pittore ma voleva tenerlo per sè. Non so se mi credessero, però non chiesero altro. E io potei tenere le altre notizie per me come in un tacito accordo con Lulù. Amava frequentare la nostra soffitta nelle ore più calde,quando la vita subiva una pausa. Noi invece trascorrevamo in quel rifugio molto più tempo in dispute futili e serie con qualche panino che una madre benevola ci preparava. Anna fu un'altra ragazza che entrò nel nostro circolo senza avere parentele. Fu una sera. Circa tre mesi prima che io conobbi di Lulù e del pittore, Marco la portò al bar dove giocavamo al biliardo, fradicia, infilandosi nel retro alla ricerca di qualche coperta. Qualcuno gli chiese dove l'avesse trovata ma non rispose. Prese una sedia e la fece accomodare; non aveva mai trattato nessuno in quel modo. Cominciammo a ridere sommessi. Ada parlottava con Teresa, qualcuno accennò a una qualche somiglianza con non so quale attrice. Per Marco era una sua scoperta e sembro sempre mostrare verso di lei come un diritto di priorità o un modo sciocco per non dichiararsi. Una mattina proprio Marco mi venne a prendere a casa. - Sbrigati. - disse - Dobbiamo andare al bar. - - Ecco, subito. - risposi - Mi vesto e faccio colazione in un attimo. - Non gli chiesi cosa fosse successo per via di mia madre e fu solo quando imboccammo la via che portava alla nostra destinazione che lo esortai. - Coraggio, allora. - - Insomma.. - cominciò - È stato Dino a venirmi a suonare. - Annuii e insistetti - Vieni al dunque, adesso. - - Lulù è incinta ma il pittore non la vuole sposare. - Restai interdetto aspettando quasi una smentita che non venne; capii che anche Marco era rimasto senza parole. Intanto eravamo giunti da Gianni a cui citofonammo; ripetemmo a lui la stessa cosa con poche parole. - Come si è saputo? - domandò. - Dino camminava nei pressi della sua casa e l'ha vista rientrare piangente. Lei non ha potuto tacere la notizia e così Dino ha cercato di tranquillizzarla dicendole inoltre di passare più tardi al bar per parlare, se avesse voluto. Penso che verrà, perché non sapeva come comportarsi. Marco era calmo, ora, ma nella mia mente persisteva un certo subbuglio; un mai del tutto celato sperare che Lulù, quel pittore, non lo tenesse in grande considerazione se non come l'amore svogliato del momento. Ma dei due era lei, evidentemente, la più debole. Considerai il tempo trascorso insieme, di come mi prendevo briga di lei e dei suoi affanni, del suo rincorrere certi miti di successo che una persona di buon senso normalmente riesce a respingere. Mi accorsi di quanto ne fossi innamorato e invidiavo quell’uomo che ne aveva approfittato, ma soprattutto era riuscito a conquistarla. - Che cosa potrebbe fare? - qualcuno tirò fuori mentre eravamo seduti ai tavolini del bar. - Potrebbe abortire.. - - Oppure potrebbe tenersi il bambino a dispetto di quel pittore che non lo vuole, la potremmo aiutare. - - O magari cercare di farsi sposare, in fondo un figlio è sempre qualcosa dinanzi al quale non ci si può tirare indietro. - - Ma và, come vuoi che ci ripensi! È il classico tipo che con una ragazza va solo per divertirsi. - Ognuno raccontò la sua. La questione era indipendente da noi ma c'era quella morbosa curiosità per la circostanza che spesso serpeggia e la nostra comitiva di bar in questo non aveva nulla di diverso da gente della provincia. Trascorsero delle giornate. Lulù era venuta, poi, quella mattina ma senza dire molto. Anzi, mi aveva stupito osservare in lei il solito comportamento vivace e allegro: quasi l'assenza di drammi interni. Ma era più matura di noi, malgrado le circostanze, e non poteva aggrapparsi a qualcuno o a noi tutti insieme che contavamo pochi fatti importanti vissuti. Fu allora che Anna prese a uscire con me. Dico così perché aveva ricevuto inviti un pò da tutti e poteva scegliere. Questo mi fece piacere. Era il momento, poi, di dare una sterzata alla mia vita. Dovevo studiare, volevo chiudere con il bar e un certo tipo di passato. Ma lei la volevo: forse rappresentava anche un pò di quel passato che non potevo perdere d'improvviso. Anna riceveva telefonate di Marco, di tanto in tanto, ma non parlava di noi due e Marco che sapeva, comunque si aggrappava a quello per continuare, che non si lascia niente a cui si tiene se non si è costretti. Ne parlavamo per le vie del centro dove la conducevo. Lei amava camminare tra il verde, con i resti dell'antica Roma che occhieggiano da ogni lato e io la riprendevo con una macchina fotografica che mi portavo, pazientemente cercando le sue sfumature di sorriso migliori. Era come un gioco che chissà quante coppie hanno fatto prima di noi. Così nelle giornate calde e afose, in cui i turisti cominciano dalle prime ore del mattino a invadere Roma alla ricerca di quei posti in cui sembra di essere giunti per primi, ci mescolavamo a loro con fare stupito, motteggiandoci a coppia straniera. Ogni tanto tornavo al bar. Qualche momento di relax, mentre magari Anna era occupata e così rivedere gli amici di un tempo. Sempre più raramente, perché anche loro cominciavano a diradare le presenze e dovevo magari telefonare per un appuntamento. Chiesi anche di Lulù. - Come è finita, poi, quella storia? - domandai un giorno a Gianni. - Non so con certezza. - rispose - Le cose si sanno solo dopo molto tempo. Ma credo che si sposò.. No, non con il pittore. Con un suo amico di una certa età a cui ha fatto credere di essere il padre. Ma non sono sicuro. Certo ha cambiato città. – Mi sentii triste, come se gli attori di quella sceneggiata che era stato quel periodo della mia vita avessero perso consistenza e io mi ritrovassi con un pugno di mosche da stringere. Avrei voluto che fossero ancora lì, ma con malcelata rabbia e melanconia mi rendevo conto che non era possibile. Gianni se ne accorse e mi accompagnò per un tratto con una mano sulle spalle, come a dire che così andava il mondo.
      Giulio Massari 
      E sognare...?
      L'e-book per me ha il sapore di un risvolto di copertina, letto di fretta, magari d'inverno con le mani intirizzite e secche per il freddo (d'estate peggio date le impossibili temperature cittadine.. è una vetrina dove tocchi e non sporchi nulla Il libro invece, quello vero, è come un amico vero con cui non chatti ma ti siedi insieme e parli, parli, parli...
      Patrizia 
      Surrogato?
      La pretesa di considerare il libro elettronico portatile come un surrogato del libro stampato è perdente in partenza e sbagliata: bisogna valutarne vantaggi e svantaggi di per sé, senza confronti tra 2 prodotti diversi, basandosi sulla soddisfazione o meno di servirsi di uno dei 2 strumenti di lettura. Chi non sa che mangiare è la stessa cosa, ma mangiare pizza o spaghetti no?
      Francesco Bernardi 
      Sono stufo di ripetere...
      Lo ripeto tutto il giorno per lavoro, chissà se scrivendolo qui...Allora: l'e-book è sia un "contenitore" portatile di testi elettronici, sia il contenuto di un libro reso disponibile al lettore in forma elettronica. L'aspetto ed il problema commerciale, riferito ad entrambe le accezioni, è ciò che più preoccupa editori ed acquirenti: riguarda l'acquisto con carta di credito, la lettura sul proprio PC con un software apposito, oppure la lettura a distanza tramite il server dell'editore... Per ora c'è il problema della scarsissima vendita di un prodotto (il contenitore) troppo costoso rispetto ai risultati.Ogni produttore poi ha adottato un proprio formato, che limita il catalogo delle disponibilità. La soluzione potrebbe essere quella di utilizzare un formato normalizzato (OEB, Open Electronic Book) compatibile con qualunque supporto. Ma la strada,e i nemici, sono tanti...
      carlo 
      Alle case editrici
      Le prospettive dell'editoria elettronica vanno bene al di là dell'aspetto solo tecnologico, fino a implicare un vero e proprio cambiamento nel concetto stesso di pubblicazione. Come si potrà offrire un prodotto di qualità ai lettori? Quale ne sarà la possibilità di fruizione e accesso? Cosa vuole il pubblico e cosa sarebbe disposto a pagare? Insomma, indagini da fare...
      internauta 
      Non impareremo mai....
      Non impareremo mai a sputare nel piatto in cui tutti giornalmente mangiamo... Non impareremo mai nemmeno a riflettere sulla necessità costante d'equilibrio in tutto ciò che ci circonda...tutto ciò che la nostra mente può elaborare. Trovando così necessario dover sempre e comunque paragonare tutto,ritrovandoci davanti a bivi non presenti sulla mappa... Dovendo poi sparare sentenze a pelle, alle volte senza coscienza di causa... Comprendo bene chi incredulo si pone dinnanzi alla questione e capisco perfettamente chi invece gioisce della nuova possibilità ottenuta... E come sempre noto con dispiacere sempre poche le persone che analizzano a 360°. Sembra quasi di ritrovarsi di fronte ad una formula matematica a sentire i pareri più comuni... E-Book:Libro=Mp3:Cd Fermatevi solo a riflettere sulle opporunità che si aprono con queste innovazioni e smettetela di storcere il naso su queste questioni... I piaceri (e potrei elencarne a bizzeffe)di un libro,in fondo,li conosciamo tutti...E non verranno certo dimenticati per via di queste novità... Tutto ciò..in una visione globale nuoce o no alla scrittura? Io, secondo il mio modesto parere,credo proprio di no... A Voi la riflessione...
      AllegroRagazzoMorto 
      Lettera a Roberto Vacca
      Lo scrittore Roberto Vacca, uno dei massimi esperti in informatica e telecomunicazioni, mi ha inviato un' E-mail nella quale m'illustra i problemi dell'editoria elettronica. Narrandomi delle sue difficoltà nei rapporti col mondo degli editori tradizionali, ha deciso di pubblicare e vendere le sue opere, dopo innumerevoli successi editoriali, esclusivamente via Internet. Ha ideato il proprio sito, "www.printandread.com", per gestire personalmente la divulgazione dei suoi scritti. Mi sottolinea, però, che il mercato non è ancora maturo per recepire il messaggio, per utilizzare questa nuova forma di distribuzione dei testi: il volume di affari è ancora quello di un settore, pur se d'altissimo livello, di nicchia molto ristretta. Probabilmente è ancora così; come per tutto ciò che è estremamente innovativo, il rischio vero è di anticipare eccessivamente i tempi, essere fuori passo. Magari troppo in anticipo, comunque fuori passo. Ricordo l'editore Niki Grauso, un editore lungimirante, a mio parere: l'uomo che ha portato Internet in Italia, "Video on Line". Per tanti questo nome, oggi, non significa nulla. Per quanti, come me, utilizzano il web da anni (e sicuramente questo nome è familiare anche all'amico scrittore), Video On Line rappresenta la svolta delle telecomunicazioni nel nostro paese: modem che si connettevano a 14.400 kps (come un fax odierno), pagine scritte in html scarno, poco più che volantini, collegamenti che s'interrompevano in continuazione. Internet, agli albori, comunque già Internet: Http, Tim Bernes Lee, W3O. Quello che è accaduto dopo, è un po' meno avvolto dalla nebbia e dalla leggenda: Grauso ha fatto un buon affare a cedere Video On Line alla Telecom, che ne ha cambiato il nome in Telecom Italia Network, perché all'epoca i proventi del web non erano ancora rilevanti ed i costi proibitivi. Mancava ancora qualche anno all'esplosione del Nasdaq e della new economy, ed al loro successivo crollo. Niki Grauso, un vincente ugualmente. Perché ha avuto ragione, ci ha creduto, indipendentemente dai profitti o dalle perdite: è la nuova frontiera delle comunicazioni, il Far West delle idee. E' sciocco attendere che sia lottizzato anche questo spazio che è ancora, o quasi, vergine. Carissimo Professor Vacca, ad maiora! Lei ha ragione. Per ciò che mi riguarda, sappia che Lei avrà sempre il mio massimo, se pur modesto, appoggio, come da chiunque altro creda in quest'avventura, della quale Niki Grauso è stato l'artefice dello sparo d'inizio, almeno dal punto di vista commerciale. Ecco perché, anch'io come Lei, ho deciso di pubblicare il mio romanzo nel mio sito "www.marcoangelotti.it", a puntate settimanali, come un un feuilleton di Dumasiana memoria. Un caro saluto, Professor Vacca, e grazie per la sua attenzione. Con affetto, Marco Angelotti.
      Marco Angelotti 
      Protagonisti
      Impossibile paragonare la meravigliosa, e sensuale, sensazione di leggere o addirittura alcune volte di divorare un libro, quando mi ritrovo tra le mani questo bellissimmo strumento che soddisfa la mia voglia di conoscenza e curiosità. E' unico il piacere di quelle pagine che mi scivolano tra le dita ed il sentimento che mi lega a loro; perchè loro (protagonisti insostituibili) sono piene anche dei momenti della mia vita.
      giuseppina 
      Questione d'equilibrio
      La mia "amaca" e'tirata tra due palme, e le sue corde , sfilacciate gia' dal tempo, sono annodate a quei due lunghi e flessibili tronchi, come fossero un unico creato. Il vento, in mutuo accordo al cullare di quello straccio teso nel mezzo del nulla , china la sua testa, e si arrende alzando ultimi granelli di sabbia, che la mia mano, con semplice gesto caritatevole, caccia dalle pagine del libro.
      Michele 
      Li chiamano eBooks
      Li chiamano eBooks. Li chiamiamo eBooks, ma sono libri a tutti gli effetti: electronically complacent. Premessa: come un grande fiume l'umanità è avanzata nel suo alveo spesso scosceso e vi ha abbandonato via via le tante cose che da noi erano state create ed alle quali noi, piccoli grandi eroi di tante ere geologiche, ci eravamo assuefatti. Gli Egizi hanno creato le piramidi, Ellade è fiorita, poi è arrivata Roma, poi il Medio Evo, il Rinascimento, le rivoluzioni da quella francese a quella russa.. Tutto questo mentre il gran fiume continuava a scorrere, indifferente alla spada che buttavamo per l'arco, all'arco che gettavamo per l'archibugio, all'archibugio che eliminavamo per il Winchester, alla carrozza che gettavamo per la macchina e così via. Quante cose sono state scoperte, utilizzate fino ad amarle, dalla ruota al microchip; quanto profonda sarà l'impronta del piede umano sulla crosta terrestre il giorno che, come Atlantide, spariremo in un nuovo nulla cosmico. Ma per ora andiamo avanti. Si ha bisogno di velocità e inventiamo i jet, si ha bisogno di comunicare e s'inventano i computer, i telefonini. Ogni giorno cadono nuove frontiere, si scopre il DNA, il genoma, arriviamo ad avere paura di noi stessi, ormai in grado di riprodurre noi stessi in barba ai dogmi della chiesa. Mentre scopriamo cancelliamo: nel fiume finiscono dogmi legnosi, dietro ai quali per millenni ha prosperato l'oscurantismo. La Chiesa si ribella, ma Dolly è lì. Via via che ci liberiamo di vecchie nozioni ci impregniamo di nuove, non sempre comode, indigeste al massimo. La scienza cinica e vittoriosa ha dalla sua il supporto della logica, del due più due fa quattro. Eh, sì, dobbiamo accettare che la matematica l'ha avuta vinta sulle belles lettres. Il nostro è un mondo controllato dai numeri, dalle formule, dai teoremi, dai sistemi, dai codici. I pensatori romantici hanno fatto la loro epoca. Ma chiudiamo questa premessa e centriamo il problema: libri, editoria, cultura, eBooks. Ad un certo punto non si poteva più scrivere a mano, e venne Guttenberg. In fondo la letteratura ha meno di duecento anni, prima esistevano i testi unici. Così dal tempo degli scriba egizi, che incidevano la storia su tavolette prima e poi sul papiro. E dopo lo stilo venne la penna (quella col pennino dapprima e la stilografica dopo e la biro dopo ancora). Poi abbiamo avuto in regalo la macchina da scrivere, poi il sistema di video scrittura e finalmente il computer: con lo scanner, il fotocopiatore e il loro micidiale potere di replica. Ed ora arriviamo ai tanto contestati eBooks, i predoni elettronici che diffondono la cultura su....matrice attiva! Cosa hanno mai di così altamente offensivo nei confronti dei libri su carta, dal momento che tutto ciò che arriva per via elettronica può venire conservato nel nostro computer e, se lo si vuole, può venire stampato, e rilegato e copertinato e finalmente allineato assieme agli altri libri senza assolutamente sfigurare? Io scrivo libri e chi li desidera viene a leggerseli nel mio sito e se piacciono me li ordina. Io li stampo e li rilego e li invio a chi me ne fa richiesta, in edizioni per nulla inferiori a quelle di Mondadori. Sono solo molto meno care e con dedica!!! Lo scrittore oggi, come lo scultore o il pittore, produce il suo lavoro in pezzi unici, su ordinazione. Siamo in una nuova epoca, in cui ognuno di noi può ordinare il libro che gl'interessa all'autore e da questi lo riceverà via email, o via snail mail, anch'essa divenuta ormai posta prioritaria . Dio mio, ma il Pony Express! Dov'è finito il Pony Express....Come abbiamo potuto sopravvivere alla sparizione del Pony Express! Continuiamo: L'Italia - il cui made-in-Italy si è conquistato il primato nel mondo in tantissimi settori - nella letteratura si è purtroppo data una reputazione di paese con scrittori deboli fortemente raccomandati. Ora con gli eBooks non saremo più alla mercé delle riviste di regime al servizio delle case editrici, che pubblicizzano questo o quell'autore in ossequio a questo o a quel santo in paradiso. Se vorrete comprarvi "La Più Bella del Reame" avrete modo di leggerne i primi 3,4 capitoli in un eBook, e se vi piace l'ordinerete direttamente a Marina Ripa di Meana, lo stesso per "Il nome della Rosa" che, ammesso che riusciate ad arrivare al terzo capitolo, potrete ordinare direttamente ad Umberto Eco, o "Il Cacciatore" che potrete richiedere al fascinoso Elkann, con dédicace, mais naturellment. E' finita l'epoca in cui librai corrotti e mercenari imponevano i loro diktat a ignari avventori. L'editore verrà bypassato, il libraio verrà bypassato, la carta stessa può venire bypassata. Resterà la cultura nella sua essenza, resteranno gli autori nudi senza alcuna protezione al di fuori della loro arte. Tutto ciò non è troppo lontano. E' già in essere per quello che mi riguarda. Luigi Bruno di Belmonte www.geocities.com/lbelmonte2001
      Luigi Bruno di Belmonte 
      Libro, amico mio
      Cos'è un libro per me? Un libro per me è tutto. E' la mia vita che si tramuta in parole, è la vita di altre persone in cui io penetro e che, piano, piano, capisco. Un libro è un passatempo. Ma non un semplice passatempo. E' come un amico. Qualcuno che ti aiuta, che ti consiglia, che ti sostiene nei momenti pù neri, con cui ti puoi confidare, a cui puoi aprire la tua anima. Un libro è un'emozione, tante emozioni, è l'essere un'altra persona, è vivere in un altro mondo, è provare nuove esperienze è... Insomma, io vorrei fare la scrittrice proprio perchè altre persone, dopo di me, potranno provare l'indescrivibile gioia che provo io stssa, potranno ridere come ho riso io, potranno piangere come ho pianto io, potranno struggersi come ho fatto io. E saranno le parole a fare questa magia. Le parole amiche di un libro.
      Clara 
      Oggetti di culto
      Considero i libri oggetti di culto e ne amo la fisicità. Adoro vederli schierati sugli scaffali di casa mia: quelli che ho già letto riuniti insieme come compagni da cui ho già ricavato doni preziosi, quelli da leggere che mi invitano in silenzio a scoprire il mistero che si cela al di là delle loro copertine colorate. Marcela Serrano scrive: "Dovevo prendermi cura dei miei occhi. Solo con quelli avrei potuto leggere. Solo quelli mi avrebbero salvato dalla solitudine." I libri salvano sempre dalla solitudine e talvolta sono portatori di magia perché accade che un dato libro ti capiti fra le mani proprio nel momento in cui hai bisogno di leggerlo e ti cambia la vita. Per questo non c'è computer che tenga. L'accoglienza di una casa piena di libri, l'atmosfera di silenzio incantato di una biblioteca, il senso di entusiastica aspettativa nello scegliere le letture in una libreria sono assolutamente insostituibili.
      Eleonora Tarabella 
      a proposito di e-book
      credo che l'emozione e la bellezza dello sfogliare una pagina non possa essere ridotta ad un semplice click e come se ad una margherita togliessimo i petali
      roby72 
      Il tempo farà ciò che noi ora non siamo in grado di fare...
      Fino a quando ragioneremo in termini di "funzionalità" l'e-book avrà sempre la meglio sulla carta stampata: si tratta di una tecnologia che è pronta a offrire soluzioni sempre nuove, per garantire ciò che il vecchio libro già poteva e anche di più. Così rileggo alcuni interventi nel forum... non si può ad esempio restare ancorati all'idea che il vantaggio di un libro, a differenza di un e-book, stia nel poterlo portare sempre con sè, perchè il tempo ci ha mostrato che questo limite è stato superato... chissà che i futuri e-book non sappiano aprirsi anche sul piano sensoriale, conservando odori e sapori legati al momento in cui sono stati usati per la prima volta... Nulla è impossibile. Quando si ha a che fare con un oggetto che viene programmato per assolvere a dei compiti, bisogna partire dal presupposto che sarà sufficiente codificare i compiti in modo corretto, e il più sarà fatto. E ciononostante non sarà soddisfacente. Non credo potrò mai amare un e-book e quindi il mio pc, il mio palmare, o quant'altro, come amo i miei libri. C'è innanzi tutto un motivo "storico": gli e-book sono estremamente recenti e non ne abbiamo perciò traccia nella nostra esperienza passata. L'emozione suscitata da un vecchio libro è, per forza di cose, riferibile solo ad un testo cartaceo. Ed è veramente emozionante per me, ad esempio, conservare alcuni libri di mio padre, o cercare un libro magari fuori catalogo e scovarne una vecchia copia in fondo ai magazzini di una piccola libreria... Il libro è materia che porta con sè la storia, il passato: lo fa nell'ingiallirsi della carta, nell'odore, nella polvere, anche. Il secondo motivo quindi è proprio questo: il libro è costituito da una materia organica, viva - la carta - che fa da sostrato ad un'altra materia viva, anche se non fisica, che è la parola. Trovo che questo non sia irrilevante. Per quanto riguarda l'aspetto "storico", tuttavia, è facile accorgersi che non è destinato a reggere a lungo: le successive generazioni, infatti, potrebbe ritrovare e-book in formati ormai desueti e provare in ciò commozione... Non si può escludere... (Non avete mai visto qualcuno emozionarsi per aver trovato un vecchio pac-man con cui giocare?) Razionalmente non c'è ragione che tenga. L'amore per il libro, per l'oggetto libro, ha un che di feticista, di reazionario, di decadente, forse; così sia. Le generazioni future forse si libereranno di ciò, perchè non conserveranno più la memoria di questo oggetto. Non ricorderanno più neanche di aver visto i nonni avere tra le mani un libro e li troveranno solo nei musei, sotto qualche teca, perchè quel materiale così poco tecnologico che è la carta è destinato a deteriorarsi è non è funzionale. Sarà come per noi andare a vedere un antico codice in un museo: bello, interessante, affascinante, ma non da portare a casa e appoggiare sul comodino. Credo che tutto questo, se avverrà, avverrà con estrema lentezza. Non siamo pronti e sbagliamo nello scandalizzarci di ciò. Che non siamo pronti è un dato di fatto. Che non vorremmo esserlo mai, probabilmente anche. Non importa, ci sarà tempo. Non credo ci sia niente di male a desidere che qualcosa che si ama (e per cui non si avverte alcun tipo di disagio) rimanga così com'è. Il tempo farà il resto, ma è utile essere consapevoli che, come capita per i grandi amori, anche qui non c'è ragione o razionalizzazioni che tengano...
      rosanna 
      a letto con l'e-bool?!
      Uno dei lati affascinanti dei libri è che si possono portare ovunque, mentre sei in treno te li puoi leggere, alla fermata del tram, in un bar mentre aspetti... in modo particolare sono degli amici fedeli, perché te li puoi portare anche a letto, mentre ci si appresta, in quella eccitante solitudine di cui le idee descritte nel libro diventano complici fidati, a entrare in quel mondo oscuro dove fantasie e pensieri, forse, danzeranno i loro significati nascosti. Ma capitemi bene, io amo il computer, ci lavoro tutto il giorno, anzi anche di notte. Ne ho pure uno piccolino piccolino sul letto accanto a me: per quando arrivano quelle ispirazioni impellenti che necessitano di essere buttate giù subito, prima che Morfeo le cancelli dal mio schermo interiore. Tuttavia il libro è veramente insostituibile, è un piacere tenerlo in mano, ti sembra di avere l'amico del momento sempre a disposizione e gli puoi parlare pure: scribacchiando ai margini bianchi delle pagine tutte le tue osservazioni! Come si fa a rinunciare ai libri?!
      Marina Alessandra Ricci 
      e-book ovvero impossibile sognare
      quando arrivai al fiume ,in quel giorno d'estate, tra il canto delle cicale, lo scroscìo dell'acqua limpida, disteso su quella bianca roccia a forma di uovo, come un grembo gravido di sogni, rimasi tutto il pomeriggio disteso al sole a leggere, io insieme al libro, ''lunga vita a Marianna Ucrìa,nulla potrà cancellare quei momenti, quando invaso da mille emozioni sollevavo gli occhi al cielo limpido solcato dai falchi dediti alla caccia, tra i monti dell'Albania, emozioni si aggiungevano ad emozioni quasi a soffocarmi per tanta bellezza. A sera al tramonto ritornavo in quella povera casa di montagna, per un semplice pasto ma, nessuno era più felice di me, ebbro di sensazioni sottili e al cielo stellato raccontavo la mia felicità; a casa davanti al video mi assale la solitudine e mi sento solo.
      mimmo 
      profumo di carta
      Com'è successo che io mi sia innamorata dei libri? E' stato tanto tempo fa, ed è stato un amore nato dal profumo, dal fruscio, dalla sensazione di sericità delle pagine; poi, molto tempo dopo è nato l'interesse per i contenuti. Con questo non voglio pensare di essere un'esteta e per di più reazionaria, ma anzi mi entusiasma l'idea di avere a portata di mano un'intera biblioteca, con l'irrisorio peso di un palmare o quasi, anche perchè mi entusiasma ancor di più il fatto di non dover prestare i miei preziosi libri agli amici e vedermeli ritornati con le odiosissime orecchie o, peggio, con macchie di caffè sui fogli. Vorrà dire che i libri li leggerò da me, con guanti di velluto, e l'e-book li presterò agli amici!
      Katia Inserra 

      .....ho riaperto un libro letto in spiaggia , appoggiato alla sabbia , ingiallito dal sole ed arricciato dagli spruzzi di acqua salata. Le emozioni delle sue parole allora si erano mescolate con i suoni e gli odori di una giornata piena di luce e di felicita'..... Se un domani non avro' piu' la possibilita' di ritrovare tutto questo perche' i libri non esisteranno piu' , per me , ma penso anche per molti altri sara' un momento molto brutto. Vi saluto e vi invito a "tenere duro" , perche' ci sara' sempre chi ama i libri come me
      Lu 

      Credo che l'e-book sia la perfetta negazione della letteratura, e della lettura, intesa come piacere. Non mi pare vi sia alternativa alla carta stampata in questo senso. Ritengo che possa essere, invece, utile per commessi viaggiatori e promotori vari, che possono portare con se' listini, manuali e quant'altro senza dover trasportare tonnellate di volumi. Qualche dubbio in più lo nutro sui testi scolastici, anche se l'e-book potrebbe affrancarci dalla maledizione degli zaini assassini degli studenti.
      almayer 
      avanti tutta
      Come non condividere le preoccupazioni e l'amarezza degli antichi cavalieri all'avvento delle armi da fuoco.... Ai nostri giorni, dopo essere pressochè scomparse, hanno ripreso vita ed anzi prosperano delle ditte che fabbicano valvole termoioniche per la costruzione di amplificatori HI-FI; il motivo?? Forse un po' di snobismo ma certamente anche la sincera nostalgia degli antichi cultori per quel tipo di suono imperfetto e caldo ormai soppiantato inesorabilmente dalla fredda perfezione del digitale. In entrambi i casi ed in altri ancora ci si trova a fare i conti con le care vecchie cose che non vogliamo abbandonare. Io personalmente mi sento un verme quando sono costretto a gettare il pane e per questo cerco di non farlo mai, lo stesso rispetto non ho per altri alimenti che pure hanno la stessa dignità di cibo. Così ci sentiamo dei traditori, degli ingrati a gettare un libro e ci piglia lo sgomento se pensiamo ad un futuro senza quelle pagine stampate da tenere in mano e da poggiare sul comodino quando spegnamo la luce eppure..... Scusate il lungo e retorico sproloquio ma serviva a farsi la domanda fondamentale: COSA E' ED A COSA SERVE UN LIBRO? Io credo che un libro non possa ridursi ad un oggetto e che non si possa dare ad esso una forma, un corpo. La sua vera natura è incorporea, è fatta di pensiero, di idee, è un rimando mediatico alla fantasia, alla poesia, alla bellezza, alla conoscenza, ai sentimenti.. Che importanza può avere la sua forma?? Ben vengano altre forme purchè siano idonee, sarà una specie di metempsicosi, l'anima del libro si incarnerà in altri corpi ma resterà sempre la stessa. Come in ogni trasformazione epocale ci vorrà del tempo ma il processo sarà inevitabile. Penso ad internet e mi vengono spontanee tre domande: 1) Non è forse la più garnde innovazione editoriale di tutti i tempi? 2) Risponde alla stessa domanda "cosa è ed a cosa serve un libro"? 3) Vi risponde in modo compiuto e soddisfacente? Io azzardo tre risposte: si, si, no. L'editoria classica forse non ha fatto in tempo ad accorgersi delle prime due realtà, non ne aveva i mezzi, la cultura, forse soffriva della sindrome del cavaliere antico o, più realisticamente, non vi ha visto un tornaconto economico immediato ma il no alla terza domanda significa che bene o male gli editori dovranno tenerne conto. Caro editore, mi dici che lo stai facendo? Bene, sbrigati, perchè secondo me chi arriva primo avrà i suoi vantaggi. Attenzione però! Quello che dice il guastafeste è vero! Occorre trovare modi nuovi di proporre "l'idea libro" (altrimenti si corre il rischio di costruire una automobile per farla trainare dai buoi) ma questo oggi è il vostro compito, la vostra sfida e a me sembra proprio una gran bella sfida. Saluti edoge
      Goffredo 
      Ma cos'è?
      Si parla e si scrive di e-book; le riviste patinate di settore e di moda sono piene delle foto e dei servizi dei progetti pilota di Microsoft e affini per i supporti "tascabili", dei lanci di Mondadori e delle paure degli altri...ma l'e-book ha senso se è solo la trasposizione in formato file di ciò che è stato pensato e prodotto per la cartastampata? O deve essere qualcosa di nuovo, anche nei contenuti? Non sarebbe tutto più fruibile e comprensibile e utile allora, piuttosto che scaricarsi la Divina Commedia?
      ilguastafeste 
    Speaker's Corner