Non posso far finta di niente se sento che qualcuno può definire l’Olocausto una 'leggenda'
Non posso far finta di niente se sento che qualcuno può definire l’Olocausto una leggenda?
Come si può solamente pensare, di mettere in dubbio che sia accaduto, il più macabro ed abominevole gesto che un “uomo “ abbia mai concepito nel corso della storia.
Una civiltà definita tale, non può permettersi neanche per un istante,di pensare che possano esistere ragionevoli e benché meno validi motivi per giustificare le atrocità inferte senza ombra di pietà ad esseri a cui veniva tolta anche la parvenza di uomini.
Solo il male nella sua massima essenza può aver avuto tanto potere da armare la mano di coloro che hanno agito in nome della presunzione di chi ,senza dubbio, è stato il maggior rappresentante sulla terra dell’antagonista di Cristo.
Non riesco a definire uomo , un essere che ha dato forma ad un progetto tanto terribile quanto assurdo e privo di una qualsiasi forma di senso, l’unica parola il cui significato possa rendere l’idea è solo “male” , nella sua rappresentazione più letterale del termine, nella sua forma più atroce e devastante .
A prescindere da qualsiasi sia l’appartenenza religiosa, politica o sociale , nessuno si può permettere di parlare dell’Olocausto come qualcosa che non è accaduta , con una leggerezza tale da far accapponare la pelle , non posso credere che esistano persone che rinneghino una tanto meschina e comprovata realtà.
Basta smettiamola di infierire su ferite ancora aperte,non continuiamo a lacerare la carne di persone che portano ancora freschi i segni dell’assurdo dolore cui sono stati sottoposte , quegli occhi non potranno mai cancellare il disprezzo che aleggiava nell’aria in quei luoghi di morte, dove l’unica cosa razionale era l’istinto e la speranza di morire per non continuare a subire la via , ormai trasformata in incessante tortura.
Impariamo a non subire passivamente la storia, diamo un senso a tutto ciò che è accaduto, riscattiamo il dolore che proviene dal passato restituendo gratitudine a tutti coloro che non sono più con noi a raccontarla, insegniamo ai nostri figli il rispetto fondamentale per la vita.
Si potrebbe scrivere per una vita intera sull’argomento, ma, non credo di esserne in grado, da parte mia qualsiasi altra cosa possa aggiungere so che comunque non servirà ad alleviare il dolore delle ferite, perciò mi limito semplicemente a porgere le mie più sentite scuse a tutte le vittime di quel maledetto passato che prende il nome di Olocausto.
Almeno questo sento sia un atto dovuto da parte dell’umanità intera.
Rosy Sitzia
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