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Speaker's Corner
 
Romanzo moltitudine
   a cura di Michele Rossi

INCIPIT di Michele Rossi

PRIMO CAPITOLO
  • Prima tappa
    di Giovanna Errico

    giovannaerrico@hotmail.com
  • Seconda tappa
    di Andrea Guano

    aguano@inwind.it
  • Terza tappa
    di Marco Saya

    poesiaoggi@yahoo.it
  • Quarta tappa
    di D.Dibitonto

    dibitonto.d@tiscalinet.it
  • Quinta tappa
    di Mirko Gagliano

    mirko@panet.it
  • Sesta tappa
    di Andrea Guano

    aguano@inwind.it
  • Settima tappa
    kstanzilli@libero.it
  • Ottava tappa
    di Marco Saya
    poesiaoggi@yahoo.it

    SECONDO CAPITOLO

    TERZO CAPITOLO

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  • Primo capitolo
  • Secondo capitolo
  • Terzo capitolo

    Diario di bordo



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    Romanzo moltitudine
    Romanzo moltitudine
    a cura di Michele Rossi


    Seconda tappa

    Vuoi che prima ti faccia fare il giro della città?" tenta di ironizzare lui, non riuscendoci. Con la paura che ha addosso nel vedere tutto quel sangue che gli zampilla dal collo come l'acqua da un tubo spaccato, la sua voce assume involontariamente un'intonazione mesta, servizievole, da maggiordomo.
    Non fare l'idiota, Toni, abbiamo un'ora prima di partire, lo sai, gli dice la bionda abbandonandosi contro lo schienale della Opel. È vero, Toni lo sa: il volo Genova ? Napoli parte fra un'ora: un'ora di tribolazione. Peggio: un'ora di inferno. Per forza. Come si può stare tranquilli quando devi fare una consegna a Don Miccillo?
    Solo al pensiero di dover incontrare Don Miccillo, a Toni viene ancora voglia di bere. Possibile che da quelle parti non ci sia nemmeno un cazzo di chiosco di bibite, una fontanella?
    Gesù quanto son teso. Stai calmo, Toni. Tanto per cominciare potresti far fuori lei, la bionda. Già, per un killer come lui sarebbe uno scherzo da ragazzi. Piazzarle un bel foro al centro della fronte, e adieu bella mia. Ma Lisa è la donna di Don Miccillo, e se lui la fa fuori, papale papale che gli scagnozzi di Don Miccillo lo inseguirebbero perfino in Uganda. No, deve trovare un'altra soluzione.
    Non gli resta che andare all'aeroporto. Sempre che quella scassona di Opel parta. Gira la chiavetta. Strano: il motore si avvia. "Siamo fortunati" dice Toni. Ma ha la sgradevole impressione di parlare da solo.
    Adesso il cielo gli sembra giallo e verde; anzi, non solo il cielo: tutto gli sembra giallo e verde. Anche quando piomba in pieno traffico i colori non cambiano: gialla e verde è la strada; gialle e verdi le altre macchine, le facce degli autisti, i semafori. Per questo Toni procede cauto e di tanto in tanto rallenta, arrivando a volte al punto di fermarsi. Ma gli strombazzamenti degli altri autisti lo obbligano a proseguire.
    A percorrere il tragitto che lo separa dall'aeroporto impiega più tempo di una vecchia paralitica.