Romanzo moltitudine
a cura di Michele Rossi
Undicesima tappa
"Mi conduca al suo terminale voglio vedere quella mail", sentenziò
fervido
il tenente Maggi. Condusse quell'uomo su una volante e a sirene
spiegate
partirono per giungere in una casetta, la casetta dove risiedeva
l'uomo.
Maggi era ansimante per poter perdersi in quei numeri dove forse vi era
un
appiglio per illuminare il buio di quel caso.
Notò che dopo ogni serie di numeri c'erano tre tre che concludevano la
sequenza per poi ricominciare, intuì che forse i numeri potevano
essere
associati alle lettere.
Stampò la mail e si diresse al commissariato.
"Lei si tenga a disposizione", liquidò l'uomo prima di andarsene. Maggi
si
mise subito al lavoro e scoprì che nel mezzo di quella masnada di
parole,
anche senza senso,si nascondeva una frase:"Il carico al solito posto
tra
due giorni". La prima cosa che doveva scoprire era da dove venisse
quella
mail. Rilevò che proveniva da un computer di un internet caffè di
Napoli,
ma era troppo poco. Cercò un informatore, il più attendibile in quel
di
Napoli, e riuscì a scoprire che a Genova aspettavano un carico di
coca.
Come un aquila in cerca di preda partì per Genova là dove qualcosa
sarebbe
accaduto.
|
|