Romanzo moltitudine
a cura di Michele Rossi
Diciottesima tappa
Nella testa di Maggi i tasselli del puzzle incominciavano ad
incastrarsi.
Primo:Don Micillo faceva affari con la cocaina -Cazzo,un detective coi
baffi-pensò di sè un po' schifato il tenente.
Secondo:la cocaina
viaggiava
via mare.
Terzo:il traffico avveniva per via informatica, attraverso
messaggi in codice recapitati su floppy da un "ragazzo di bottega"
-Quell'Andreas forse è il pony express-
Quarto:il carico di Genova
doveva
essere rilevante visto il casino che ha scatenato il suo sequestro.
Quinto:Sminorff è il garante politico del traffico.
Sesto:il Commenda è
il
destinatario. Settimo:la bionda ed il suo amico chi cazzo sono!Ma
soprattutto,dove sono? Maggi sapeva perfettamente che la chiave stava
nel
ritrovamento dei due: chi primo fosse arrivato,avrebbe avuto la
partita
vinta. La foto del tennista Agassi su una rivista lo fece sobbalzare
-Certo! Eccolo lì il postino,il nostro caro Andreas!-
Chiamò i suoi
scagnozzi e chiese di avere in mezz'ora vita,morte e miracoli di un
certo
Andreas!
Fu l'agente Pezzobon a prendere la chiamata,non aspettava altro:
muoversi all'interno della legalità per perseguire i suoi fini
tutt'altro
che leciti. Intanto Andreas faceva uno zapping annoiato in quella
lurida
camera d'albergo. Nella stanza accanto Toni e Lisa stavano pensando al
da
farsi dopo una nottata passata a russare con in sottofondo l'insistito
vociare delle televendite. Tutto il mondo vorticosamente si avvolgeva
sul
tetto di quell'infimo albergo di provincia, tutto il mondo era in
attesa
della mossa successiva: scacco al Re oppure...
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