C'era una sorta di legge fisica che regolava i rapporti fra Maggi e
quelli
della Scientifica: come due protoni dello stesso segno si respingono,
cosė
Maggi evitava contatti con quei soloni in camice bianco e guanti di
gomma.
"Mi puzzano di Allegro Chirurgo" diceva spesso "se tocchi qualcosa
suona la
campanella..." In quel casale di Savona c'era sangue dappertutto e una
strana aria vorticava sul cadavere di quell'uomo. Che aria fosse,Maggi
se
lo era chiesto sin da quando aveva ricevuto la telefonata di
Pezzobon: "Tenente, abbiamo rinvenuto il cadavere di un tizio che
assomiglia
a quello dell'identikit fatto dal barista dell'autogrill". Quello che
non
quadrava in tutto questo era Pezzobon a Savona e Pezzobon con in mano
l'identikit: come diavolo era che ultimamente intorno a questo caso ci
fosse sempre il nome di un nullafacente come lui? Ma i campioni
sfoderano
il colpo vincente nei momenti pių impensabili e Maggi era un campione
con la
"c" maiuscola. E questo era un momento impensabile. "Passami il pivellino, si come cazzo si chiama...Ambrosini.
Allora, sentimi bene:tu da questo istante in poi sarai l'ombra di
Pezzobon.
Mangerai con lui,dormirai con lui,cacherai e piscerai con lui.Ogni
giorno
voglio un rapporto sui suoi movimenti.Occhio che se ti becca, o ti
ammazza
lui o di ammazzo io". Che la lezione fosse stata intuita, Maggi lo
capė
dall'assenza di "sissignore" provenineti dall'altro capo del
telefono, solo
un OK concluse la telefonata. Ormai era chiara una cosa ossia che
Pezzobon
fosse stranamente interessato al caso e che la Mercedes CLK Cabrio con
cui
veniva al lavoro non poteva essere il frutto di uno stipendio da
poliziotto. C'era un'altra cosa che inquietava Maggi: perchč quei
deficienti
della scientifica si mettevano il camice bianco? E tra le due, era
quest'ultima che lo faceva incazzare di pių.