Untitled
Speaker's Corner
 
Romanzo moltitudine
   a cura di Michele Rossi

INCIPIT di Michele Rossi

PRIMO CAPITOLO
SECONDO CAPITOLO

TERZO CAPITOLO
  • Prima tappa
    di Michele Rossi

  • Seconda tappa
    di Alain Gaudenzi

    hotel_s.lucia@libero.it
  • Terza tappa
    di Stefano Paolocci

    spaolocci@libero.it
  • Quarta tappa
    di Stefano Paolocci

    spaolocci@libero.it
  • Quinta tappa
    di Elisa Radaelli

    elisa_40@excite.it
  • Sesta tappa
    di Stefano Paolocci

    spaolocci@libero.it
  • Settima tappa
    di Stefano Paolocci

    spaolocci@libero.it
  • Ottava tappa
    di Stefano Paolocci

    spaolocci@libero.it


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    Diario di bordo



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    Romanzo moltitudine
    Romanzo moltitudine
    a cura di Michele Rossi


    Terzo capitolo
    Terza tappa

    C'era una sorta di legge fisica che regolava i rapporti fra Maggi e quelli della Scientifica: come due protoni dello stesso segno si respingono, cosė Maggi evitava contatti con quei soloni in camice bianco e guanti di gomma.
    "Mi puzzano di Allegro Chirurgo" diceva spesso "se tocchi qualcosa suona la campanella..." In quel casale di Savona c'era sangue dappertutto e una strana aria vorticava sul cadavere di quell'uomo. Che aria fosse,Maggi se lo era chiesto sin da quando aveva ricevuto la telefonata di Pezzobon: "Tenente, abbiamo rinvenuto il cadavere di un tizio che assomiglia a quello dell'identikit fatto dal barista dell'autogrill". Quello che non quadrava in tutto questo era Pezzobon a Savona e Pezzobon con in mano l'identikit: come diavolo era che ultimamente intorno a questo caso ci fosse sempre il nome di un nullafacente come lui? Ma i campioni sfoderano il colpo vincente nei momenti pių impensabili e Maggi era un campione con la "c" maiuscola. E questo era un momento impensabile. "Passami il pivellino, si come cazzo si chiama...Ambrosini.
    Allora, sentimi bene:tu da questo istante in poi sarai l'ombra di Pezzobon. Mangerai con lui,dormirai con lui,cacherai e piscerai con lui.Ogni giorno voglio un rapporto sui suoi movimenti.Occhio che se ti becca, o ti ammazza lui o di ammazzo io". Che la lezione fosse stata intuita, Maggi lo capė dall'assenza di "sissignore" provenineti dall'altro capo del telefono, solo un OK concluse la telefonata. Ormai era chiara una cosa ossia che Pezzobon fosse stranamente interessato al caso e che la Mercedes CLK Cabrio con cui veniva al lavoro non poteva essere il frutto di uno stipendio da poliziotto. C'era un'altra cosa che inquietava Maggi: perchč quei deficienti della scientifica si mettevano il camice bianco? E tra le due, era quest'ultima che lo faceva incazzare di pių.