Untitled
Speaker's Corner
 
Romanzo moltitudine
   a cura di Michele Rossi

INCIPIT di Michele Rossi

PRIMO CAPITOLO
SECONDO CAPITOLO

TERZO CAPITOLO
  • Prima tappa
    di Michele Rossi

  • Seconda tappa
    di Alain Gaudenzi

    hotel_s.lucia@libero.it
  • Terza tappa
    di Stefano Paolocci

    spaolocci@libero.it
  • Quarta tappa
    di Stefano Paolocci

    spaolocci@libero.it
  • Quinta tappa
    di Elisa Radaelli

    elisa_40@excite.it
  • Sesta tappa
    di Stefano Paolocci

    spaolocci@libero.it
  • Settima tappa
    di Stefano Paolocci

    spaolocci@libero.it
  • Ottava tappa
    di Stefano Paolocci

    spaolocci@libero.it


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    Diario di bordo



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    Romanzo moltitudine
    Romanzo moltitudine
    a cura di Michele Rossi


    Terzo capitolo
    Quinta tappa

    Lisa aveva ancora davanti agli occhi la scena: quell'uomo ubriaco che cercava di entrare nella loro stanza credendola la sua, Toni perso nelle sue riflessioni, concentrato nella ricerca di una via di fuga che li portasse lontani da tutta quella storia nel più breve tempo possibile e senza lasciare tracce.
    Quell'uomo che inveiva prendendo a calci la porta all'inizio non lo aveva distratto più di tanto, poi aveva finito per interrompere i suoi ragionamenti e questo Toni non l'aveva potuto tollerare. In uno stato d'animo che andava altalenando dalla paura, alla rabbia, alla spavalderia, si era avventato verso quella vecchia porta scrostata e l'aveva aperta di scatto sferrando un violento sinistro allo scocciatore ma, quello che aveva creduto essere solo un poveraccio ubriaco, era accompagnato da una mitraglietta sorretta da un giovanotto dall'aria poco sveglia ma che doveva avere una certa dimestichezza con le soluzioni drastiche. Toni forse non si era nemmeno reso conto di aver commesso un errore. Un errore fatale. Prima che ritraesse il pugno, una scarica di colpi aveva messo fine al suo piano di fuga.
    Lisa si chiedeva se Don Micillo avesse in mente lo stesso trattamento anche per lei, aveva imparato a conoscere quell'ambiente: non c'è spazio per nessuna debolezza, nel momento in cui cerchi di scappare sei finito. Sapeva che una fuga non poteva essere eterna, dovunque c'erano occhi e orecchie che prima o poi avrebbe finito per incontrare. Seppure ancora terrorizzata cominciava a capire che la sua unica salvezza era trovare il modo di girare la situazione in suo favore, doveva entrare in gioco e mettere in pratica quello che aveva visto fare tante volte. Doveva diventare una pedina fondamentale in un gioco che si stava facendo sempre più pericoloso e, per fare questo, aveva bisogno di portare qualcuno dalla sua parte.