Romanzo moltitudine
a cura di Michele Rossi
Terzo capitolo
Sesta tappa
Quante volte hai sotto il naso le chiavi dell'auto che stavi cercando per
tutta casa?
E quante volte ti sei maledetto perchè le chiavi, nella tasca della giacca,
non le metti mai e quella volta ce le hai messe ?
In fondo bastava pensarci, alla tasca. E il problema stava proprio lì: nel
pensarci.
Andreas non aveva tempo e voglia di pensarci troppo. Lisa era una gran
bella gnocca, lui aveva una voglia di sesso da spaccare il mondo. Lei poi
si era pure ammorbidita, una gatta in cerca di fusa. Tutto sembrava pronto
ad esplodere, ma l'istinto lo frenava. Non è che la pupa di Don Micillo
vuole fregarmi? Insomma Andreas, nella sua tasca, a frugare per le chiavi,
proprio non ci pensava.
Sull'altro sedile, Lisa faceva la bella addormentata. In un sonno
scenografico aveva pensato di sbottonarsi la camicetta e lasciare
intravedere i suoi seni. Lei gli uomini sapeva come trattarli, sapeva come
comprarli. Questo adesso era il suo gioco.
L'auto era prossima ad un bivio.
Andreas doveva decidersi: a destra per la catapecchia di Don Micillo, a
sinistra per il motel dell'autostrada.
Tutto teso, lasciato da solo a decidere il suo destino, schiacciò il piede
sull'acceleratore.
"Salve posso esservi utile?"
Alla reception c'era una signorina dai modi gentili.
"Vorrei una doppia"
"Si, che nome metto ?"
"Ambrosini, metta Ambrosini"
Maggi ce l'aveva spedito senza spiegargli un bel niente, soltanto
chiedendogli se russava o meno. L'agente Ambrosini salì lentamente le scale
di quell'edificio poco distante dall'uscita dell'autostrada.
Fuori un'auto era arrivata annunciandosi con una poderosa sgommata.
Spostò la tendina e tra sè e sè si promise di mettere un poster in camera
sua raffigurante il Ten Maggi.
"Cazzo, Sherlock Holmes gli fa una sega a Maggi" fu il pensiero che
concluse degnamente quella strana giornata.
|
|