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Speaker's Corner
 
Romanzo moltitudine
   a cura di Michele Rossi

INCIPIT di Michele Rossi

PRIMO CAPITOLO
SECONDO CAPITOLO

TERZO CAPITOLO
  • Prima tappa
    di Michele Rossi

  • Seconda tappa
    di Alain Gaudenzi

    hotel_s.lucia@libero.it
  • Terza tappa
    di Stefano Paolocci

    spaolocci@libero.it
  • Quarta tappa
    di Stefano Paolocci

    spaolocci@libero.it
  • Quinta tappa
    di Elisa Radaelli

    elisa_40@excite.it
  • Sesta tappa
    di Stefano Paolocci

    spaolocci@libero.it
  • Settima tappa
    di Stefano Paolocci

    spaolocci@libero.it
  • Ottava tappa
    di Stefano Paolocci

    spaolocci@libero.it


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  • Terzo capitolo

    Diario di bordo



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    Romanzo moltitudine
    Romanzo moltitudine
    a cura di Michele Rossi


    Terzo capitolo
    Settima tappa

    "A che punto siamo" disse tossendo Don Micillo.
    Bella domanda pensò Pezzobon. La risposta era nella merda, ma se ne guardò bene dal pronunciare quella parola.
    "Tutto ok capo".
    "Pezzobon, ti ricordi il tuo amico Frasca?"
    Cazzo se si ricordava di Piero Frasca, allibratore da strapazzo, adesso "colonna portante", nel senso edilizio del termine, di una villa in provincia di Enna.
    "Capo, ho i due qui di fronte a me, stanno scendendo dall'auto proprio adesso".
    "Bene. Domani mattina voglio leggere sulla cronaca nera della gazzetta la fine che hanno fatto" e riattaccò.
    Pezzobon lisciò il calcio della sua 765.
    Avrebbe fatto un lavoro pulito: un colpo ciscuno nel sonno chimico di un sonnifero misto a champagne.
    "Apri cretino".
    Ambrosini si avviò dopo aver finto di non essere in camera.
    "Signor Tenenente è lei ?" disse, violaceo in viso.
    "No, sono tua nonna. Dove sono i due ?" chiese Maggi guardandosi attorno.
    "Camera 65"
    "Certo che sei proprio deficente. Noi siamo al 98, pressapoco due piani distanti dai tizi che dovremmo proteggere"
    "Non ce ne erano altre libere" provò a difendersi.
    "Dammi il telefono. Pronto ? Reception ? Si guardi, qui alla 65 il rubinetto del lavandino butta acqua che semra la cascata del lago Vittoria. OK aspetto sul corridoio"
    "Ma tenente...non c'è nessuna perdita"
    "Per ora"
    Un uomo calvo e abbronzato arrivò poco dopo cercando di non bagnarsi le scarpe da quel fiume d'acqua che scorreva da sotto la porta.
    "Ah signori..venite, vi porto nella vostra nuova stanza"
    Di fronte a loro s'aprì la camera 97.
    Lisa e Andreas fottevano come ricci nella camera accanto.
    Pezzobon dormiva di gusto giusto un metro più in là.
    "Ok, è ora di ballare" disse Maggi risoluto.
    Si, ma con che ritmo ?