Speaker's Corner
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Mozart e dintorni
   a cura di Marco Marinelli



Bach, ovvero si, la, do e…
1a parte
2a parte
3a parte

Chopin in tre puntate
1. Chopin, il pianista
2. Il tempo di Chopin
3. Guida all'ascolto:
  1a parte
  2a parte
  3a parte


Mozart in tre puntate
1. Amadeus
2. La vita di Mozart, come un film
3. Flauto Magico, Requiem e misteri massonici



























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Speaker's Corner
Mozart e dintorni
a cura di Marco Marinelli


Mozart in tre puntate
La storia, la vita, le curiosità, i misteri e le opere del musicista austriaco


Amadeus
Amadeus in cerca d'amore
La maggior parte dei bambini prodigio, si sa, raggiunta una certa età, rientra nella norma del quoziente intellettivo dei loro coetanei gettando nella disperazione i genitori ansiosi di successo. Solo una piccola parte di questi precocissimi bambini surclassa tappa dopo tappa tutti gli altri vicini di banco e gettando gli invidiosi genitori di cui sopra in un'ancora più profonda depressione.
Mozart nasce a Salisburgo nel 1756 e muore a Vienna nel 1791, dunque a 35 anni soltanto, lasciando una sterminata produzione musicale davvero stupefacente se si considera che al tempo non esistevano software di scrittura musicale e che la modernità dell'invenzione mozartiana si sarebbe forse potuta spingere verso chissà quali confini se non fosse stata interrotta dalla morte. Stendhal scrive nella sua Vita, un'opera interamente dedicata a Mozart, alcuni episodi e tratti che evidenziano la personalità del giovanissimo Mozart alle prime armi con la musica. A soli quattro anni (quando incontrerete un bambino provate a chiedergli quanti anni ha e poi pensate a Mozart) il piccolo Amadeus era in grado di imparare un minuetto in una mezz'ora mentre ci voleva circa un'oretta per imparare un brano di maggior respiro… Ma il piccolo musicista girava anche per casa chiedendo a tutti se lo amassero davvero e se qualcuno, magari per scherzo, osava dirgli di no, provocava nel bambino un'interminabile crisi di pianto che Mozart cessava soltanto se veniva rassicurato con affermazioni di amore e di affetto.

Io Mozart non lo capisco…
Se fosse possibile dividere l'umanità nelle consuete due parti potremmo dire che una capisce Mozart e l'altra no. E vi è più di un motivo per sospettare della seconda, dal momento che se c'è una musica facile da comprendere è proprio quella di Mozart. Personalmente ho sempre riscontrato in chi afferma di essere lontano da Mozart una sorta di aridità umanamente incomprensibile. Eppure qualcosa doveva essere successo anche ai contemporanei del musicista austriaco i quali in fondo non lo esaltarono troppo compiacendolo con uno straordinario successo. Forse la mancanza di un pieno e soddisfacente successo in vita è il destino dei grandi musicisti e l'alibi al contempo per i pessimi compositori che pensano di rifarsi nell'aldilà, probabilmente. Ora, la semplicità di Mozart, a vederla da vicino, è pressoché inimitabile ed è facilmente dimostrabile: un maestro del Conservatorio Verdi mi fece un giorno un esempio e mi disse: "Prendi questa sonata, osserva le prime quattro battute, poi chiudi lo spartito e prova a continuare tu con la tua fantasia". Seguii il suo consiglio e poi tornai a esaminare la partitura di Mozart le cui soluzioni e sviluppi, nella loro imprevedibilità, erano anche i soli percorribili se, seguendo quello stile, si doveva continuare la composizione. E forse una delle caratteristiche salienti dello stile mozartiano fu proprio questa: pur usando le forme del suo tempo Mozart fu in grado di dare alla sua musica un significato del tutto diverso, fuori dal tempo e assolutamente moderno.

I viaggi in Europa
Da dove Mozart avesse attinto tutta questa maestria musicale doveva essere cosa del tutto ignota persino al padre Leopold, custode e manager al tempo stesso, un uomo fermo e ordinato che con Mozart non aveva certo problemi di didattica dell'insegnamento. Amadeus era, infatti, totalmente dedito alla musica, la sua stessa vita, e ogni momento sottratto alla composizione o al clavicembalo era un momento perduto inutilmente. Talvolta mi domando se in questo non vi fosse una sorta di anticipazione o meglio una sensazione della brevità della vita che la sorte gli avrebbe riservato e da cui ne deriva, per conseguenza, l'esigenza di sfruttare ogni prezioso istante. Mozart viaggia e sbalordisce il pubblico di Monaco, Vienna, Mannheim, Parigi, Londra e in questi viaggi assorbe come una spugna la cultura musicale dei paesi che incontra. Direi che Mozart era animato da uno spirito europeo molto più di un qualsiasi cittadino di oggi, ma questa è forse osservazione banale perché l'intellettualità, quando è elevata, mostra sempre un notevole grado di apertura, viaggia, capisce e non si arrocca in concezioni di difesa storica o geografica delle proprie origini.

Il mestiere di compositore
A 11 anni, e dunque siamo nel 1767, Mozart compone il suo primo oratorio per l'arcivescovo di Salisburgo, L'obbligo del primo comandamento, ed è una data importante perché a partire da questo momento comincia l'attività compositiva di Mozart che lo porterà nel corso della sua breve vita a realizzare qualcosa come 626 lavori, tutti catalogati nel 1862 dal musicologo Ludwig Köchel. Per qualche anno ancora il Mozart prodigio, ormai largamente conosciuto, viaggia tra l'Austria e l'Italia perfezionando la sua sensibilità musicale, incontrando la musica di Gluck e di Haydn. In Italia incontrò padre Martini, Sammartini e Piccinni riuscendo ad assorbire le concezioni e le tecniche musicali della scuola di Milano di quella romana e infine di quella napoletana. Un tempo si viaggiava e si incontravano le persone per efficaci scambi culturali, ora si viaggia per piacere e spesso quando si torna si è più ignoranti e inebetiti di prima. Tra le opere da segnalare in questo periodo vi sono La finta semplice e il Singspiel Bastien und Bastienne, entrambi composti nel 1768. Forse tra i motivi del non entusiasmante successo di Mozart con i contemporanei poteva essere anche questo: in una società che accoglie il cambiamento e la novità con lentezza la folgorante ascesa di Mozart doveva certamente provocare qualche ritardo nell'adeguamento oltre al fatto che, diversamente da molti altri casi, Mozart non era soltanto un virtuoso ma un vero e proprio compositore e questa è cosa assolutamente anomala per ogni tempo.

Nella prossima puntata:
La vita di Mozart, come un film

Nell'ultima puntata:
Il Requiem e i misteri massonici
Marco Marinelli

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