Speaker's Corner
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Mozart e dintorni
   a cura di Marco Marinelli



Bach, ovvero si, la, do e…
1a parte
2a parte
3a parte

Chopin in tre puntate
1. Chopin, il pianista
2. Il tempo di Chopin
3. Guida all'ascolto:
  1a parte
  2a parte
  3a parte


Mozart in tre puntate
1. Amadeus
2. La vita di Mozart, come un film
3. Flauto Magico, Requiem e misteri massonici



























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Speaker's Corner
Mozart e dintorni
a cura di Marco Marinelli


Mozart in tre puntate
La storia, la vita, le curiosità, i misteri e le opere del musicista austriaco


La vita di Mozart, come un film
Mozart, spirito europeo
Siamo dunque nel 1772 e Mozart ha la ragguardevole età di 16 anni, insomma un onesto studente di terza liceo, animato da una curiosità intellettuale senza pari. Una curiosità che non lo spinge a macerarsi mentalmente, ma a muoversi concretamente e a viaggiare per incontrare maestri, conoscenze musicali, lingue e colori che ritroviamo trasfigurati nella sua musica da una misteriosa maturità, assolutamente eccezionale. Esattamente la stessa profondità intellettuale che traspare dai sedicenni di questi giorni, quelli che, per intenderci, scrivono anche loro con graziosi pennarelli neri, molto cordiali "ciao!" sulle pareti plastificate del tram n° 27. Mozart capisce che non può fare leva eternamente sull'appeal del giovane virtuoso e incomincia a provare insofferenza per le cure del padre-manager e il posto troppo borghese come Konzermeister presso l'orchestra dell'arcivescovo di Salisburgo, Hyeronimus, conte di Colloredo. Dopo il viaggio del 1771, quando Mozart compone per Milano Ascanio in alba su testo di G.Parini, il musicista torna ancora una volta in Italia nel 1773, forse alla ricerca di una sistemazione presso una corte italiana. Ma le cose evidentemente non vanno in questo modo. Gli esiti culturali sono certamente proficui anche se, da un punto di vista pratico, la carovana familiare di Mozart deve tornare a Salisburgo. E da chi dovrebbero ritornare se non da mitico Hyeronimus? Certo l'arcivescovo doveva essere personaggio poco raccomandabile se si pensa che le umiliazioni e le restrizioni imposte al giovane musicista spingono Mozart a cercare fortuna a Parigi. E siamo nel 1777. Mozart, dunque, ha 21 anni, è in compagnia della madre, che muore di lì a poco lasciandolo in grave sconforto. Il musicista viene accolto con grande freddezza nella capitale francese, sono momenti difficili, Mozart è giovane, straordinariamente intelligente, talvolta sottomesso come uno schiavo alla forza disumana dell'ispirazione che lo costringe a orari non convenzionali. Mi viene il sospetto che Amadeus sia stato il primo tra i musicisti romantici e qualcuno del resto mi sembra abbia detto allo stesso modo che Bach è il primo tra i compositori di musica jazz…dunque non sbaglio di certo.

Lo strappo
Una trionfale esecuzione dell'Idomeneo, re di Creta a Monaco di Baviera nel 1781 dà a Mozart la forza di liberarsi dal giogo cattivo di Hyeronimus che non aveva certo niente della ieraticità pellerossa e, come abbiamo già detto, ancor meno recava traccia dell'alto valore del sacerdozio e del ministerio così erroneamente associati alla sua miserrima persona. Mozart scarta come un toro per insofferenza, molla tutto e si trasferisce a Vienna. Lo ripeto per l'ennesima volta, forse: la gente un tempo viaggiava (molto più di noi) aveva il coraggio di abbandonare il proprio letto, il cuscino, l'ingresso di casa, il viale asfaltato, la libreria e la chitarra elettrica, insomma tutte le buone cose di pessimo gusto. Ma come si vive a Vienna di sola composizione? E come si fa a vivere a Milano di sola composizione? C'è qualcuno che giura di aver visto un musicista vivere di composizione. E subito tutti partono in pellegrinaggio per poi scoprire che magari si tratta di quel tale che è figlio di quel talaltro, padre eminentissimo, che pur di venire incontro alle moderate esigenze realizzative del figlio (tutta questa parte è da pronunciare con erre moscia o moscissima), lo omaggia di un'intera orchestra cecoslovacca. Oppure capita di udire di quell'altro, ma sì quello che fa le siglette musicali, come si chiamano… giungle, no gingle si chiamano. Però le volevo fare anch'io le siglette solo che bisogna conoscere qualcuno della SIAE la quale, per quanto mi riguarda, è in musica quello che la CIA è in geopolitica: la causa prima di moltissimi guai.

Se potessi avere…
Mozart ora ha attuato lo strappo, e sarebbe stato bello vedere la fotografia di Hyeronimus quando ricevette la notizia che il pupillo vessato aveva preparato le valigie per portare altrove il suo genio, la bellezza della sua musica e la sua gloria cessando di ospitare i parassiti che gli stavano attaccati come vitigni secchi. Non so ma a me sembra di vederla questa foto. Ma le decisioni forti prima o poi si pagano, ecco perché bisogna essere diplomatici… Ora Mozart deve vivere di composizione ed è angosciato dal danaro come tutti i musicisti di ogni tempo e condizione, anche oggi è la stessa cosa, la sola differenza è che non c'è più neanche un Mozart in giro e non mi parlate di Sciarrino per favore perché il cosiddetto "piscio di violino" non mi è mai piaciuto. Mozart rivendica la sua autonomia come compositore e non è un capriccio, è una decisione storica, antesignana e premonitrice del sentimento che animò, qualche tempo più tardi, i romantici veri, quelli proprio tristi e depressi. Ci sono alcune cose scritte da Mozart in questo periodo (cosette di piccolo taglio…) come un certo Ratto dal Serraglio nel 1782, il musicista ha 26 anni e subito dopo la rappresentazione si sposa con Costanza Weber dalla quale avrà 5 figli. E anche qui ci sarebbe stato bisogno di vedere una foto del giovane Mozart, bambino infinito, (ma dei piccoli è il Regno dei Cieli), e i suoi stessi figli che secondo me dovevano parere più maturi, saggi e posati del padre. Anche questa foto mi sembra piuttosto chiara.

Vienna val bene una messa
No, era "Parigi val bene una messa" ma allora Vienna era la capitale della cultura, stimolante, attiva generosa, internazionale e mitteleuropea, aperta e multiculturale come le odierne Rovigo o Treviso per fare solo qualche esempio. Gli anni di Vienna sono quelli della maturità di Mozart, ed è un'evidente contraddizione parlare di maturità se si pensa che tra 9 anni il musicista sarà seppellito in una fossa comune. Sono gli anni in cui Mozart scrive la Storia della Musica e diventa immortale. Dalla sua penna scaturiscono, come perle ricche di assolute invenzioni musicali, opere come le Nozze di Figaro (1786) il Don Giovanni (1787) e Così fan tutte (1790) tutte su libretto di Da Ponte. E' curiosa la funzione ispiratrice dell'Italia per il compositore, verrebbe da pensare a Shakespeare per certi versi. Per queste opere non si può far altro che suggerire un religioso ascolto o in caso di reddito sufficientemente elevato, una visione al teatro e possibilmente (ma questo possono farlo solo i ricchi) con una buona orchestra che non abbia i violinisti col braccino… cioè quelli che per non consumarsi sgomitano poco, non sudano nemmeno e quando tornano a casa si dedicano anima e corpo al controllo dei conti in banca con Excel, possibilmente versione 2000. No, Mozart era di tutt'altra pasta, lui amava la musica e spesso si metteva dietro le quinte per ascoltare il ronzio vibrante e languido degli archi…

Nell'ultima puntata:
Il Requiem e i misteri massonici

Marco Marinelli

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