Speaker's Corner
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Una poltrona per due
   a cura di Ugo Ripamonti



1. Polonia anno zero
2. L'uomo senza volto
3. Trading Places. Ovvero come (non) tradurre i titoli stranieri
4. Parole e utopia
5. Questo piccolo grande schermo
6. Film-Tele-Film
7. La parola Amore (R)esiste 8. Cosa resterà degli anni '80 9. Personaggi che conosco
10. Francia e USA: un incontro ravvicinato
11. Spirano venti di pace
12. Cantanti-Attori
13. Sport Illustrated
14. Velocità massima
15. Il cinema italiano...?
16. Luciano Ligabue:
dal palco al grande schermo

17. Amores Perros. Cinema e Cani
18. La 25^ ora
19. Gus Van Sant Genio Ribelle 20. Se telefonando…
21. Cinetvi
22. La meglio TV
23. Kill Film
24. Piano con quella sequenza! 25. Essere Giovanna Melandri
26. Indiana Jones
27. Il profumo dell'invisibile
28. Qualcosa di personale
29. Identificazione di un episodio
30. Mi ricordo, sì mi ricordo


























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Speaker's Corner
Una poltrona per due
Parliamo di cinema

a cura di Ugo Ripamonti


Identificazione di un episodio
Aspettiamo tutti con impazienza l'uscita di Eros, il nuovo film di Antonioni.
La sceneggiatura è di Tonino Guerra ed è interpretato, tra gli altri, da Luisa Ranieri, due nomi accomunati da una fama conquistata a suon di spot televisivi.
Il fatto che uno dei nostri più grandi scrittori di cinema sia conosciuto dalle nuove generazioni solo grazie ad un ottimistico spot è tanto agghiacciante quanto inevitabile dato che non mi pare che i film sceneggiati da Tonino (che si divide tra la Romagna e la Russia, patria di sua moglie) vengano passati frequentemente in tv o siano di facile reperimento nelle videoteche.
Luisa Ranieri invece è per tutta Italia la ragazza che in una Sicilia assolata e afosa che sembra uscita da un film di Germi respinge il focoso compagno intonando la litania "Antò, fa caldo". Le sue forme sinuose e dissetanti si mostrano senza veli nel film di Antonioni, ma a quanto pare la Ranieri non vuole rilasciare interviste sul film né ama che le si pongano domande inerenti l'erotismo e la sessualità. Per chi ha nel curriculum un tea freddo e un episodio di un film, non è un atteggiamento troppo divistico?
Povero Antò….
Ovunque leggiamo che sta per uscire il film di Antonioni, in realtà è un film anche di Antonioni. Eros infatti si compone di tre capitoli, diretti dal maestro ferrarese e da due dei maggiori cineasti mondiali: Steven Soderbergh e Wan Kar-Wai.
Diffusissimo negli anni 60 e 70 in Italia, il film a episodi diretto da registi diversi può essere considerato un vero e proprio genere. Trent'anni fa i film corali rappresentavano una tappa obbligata nelle carriere di produttori e registi, benché non sempre (anzi quasi mai..) operazioni di questo tipo hanno prodotto capolavori.
Ad esempio pur mettendo insieme grandi registi come Monicelli, De Sica, Fellini e Visconti un film come Boccaccio 70 è solo un buon prodotto che non sfiora minimamente la qualità dei film firmati dai quattro singoli registi. E tutto ciò pur contando su sceneggiatori del calibro di Suso Cecchi D'Amico, Calvino (!), Parise e Zavattini…
Stessa cosa si può dire di New York Story trittico diretto da Woody Allen, Francis Ford Coppola e Martin Scorsese, che non raccolse molti consensi al di là della solita frase: "l'unico episodio carino è quello di Martin Scorsese" che dal 1989 vanno ripetendo tutti gli appassionati. Lo stesso Antonioni divise i credits dei suoi film gà due volte con L'amore in città (1953) girato insieme a Fellini, Dino Risi, Lizzani e altri e i Tre volti (1965). Di recente ha poi firmato Al di là delle nuvole (1995) insieme a Wim Wenders. Si trattò in quel caso di co-regia, esperimento presentato come collaborazione artistica ma che aveva in realtà natura ben diversa. Wenders fu infatti affiancato al menomato Maestro dalle assicurazioni che temevano non fosse in grado di portare a termine il progetto. La mano del regista tedesco è ben visibile in tutto il film (assente forse solo nel primo episodio) e ciò fa credere che il povero Michelangelo già 9 anni fa non fosse proprio al massimo della forma.
I dubbi sull'efficacia dei film a episodi diretti da più registi vengono ben rappresentati dal termine inglese segment che ben identifica la leggerezza artistica e soprattutto la natura incompleta e parziale dei singoli film.


Ugo Ripamonti