Speaker's Corner
Speaker's Corner
 
Una poltrona per due
   a cura di Ugo Ripamonti



1. Polonia anno zero
2. L'uomo senza volto
3. Trading Places. Ovvero come (non) tradurre i titoli stranieri
4. Parole e utopia
5. Questo piccolo grande schermo
6. Film-Tele-Film
7. La parola Amore (R)esiste 8. Cosa resterà degli anni '80 9. Personaggi che conosco
10. Francia e USA: un incontro ravvicinato
11. Spirano venti di pace
12. Cantanti-Attori
13. Sport Illustrated
14. Velocità massima
15. Il cinema italiano...?
16. Luciano Ligabue:
dal palco al grande schermo

17. Amores Perros. Cinema e Cani
18. La 25^ ora
19. Gus Van Sant Genio Ribelle 20. Se telefonando…
21. Cinetvi
22. La meglio TV
23. Kill Film
24. Piano con quella sequenza! 25. Essere Giovanna Melandri
26. Indiana Jones
27. Il profumo dell'invisibile
28. Qualcosa di personale
29. Identificazione di un episodio
30. Mi ricordo, sì mi ricordo


























Realizzato da
Visiant Outsourcing
Speaker's Corner
Una poltrona per due
Parliamo di cinema

a cura di Ugo Ripamonti


Trading Places. Ovvero come (non) tradurre i titoli stranieri
Un film che mi sento di consigliarvi è Era mio padre, la nuova pellicola di Sam Mendes, il regista del sopravvalutato American Beauty. All'uscita dalla sala, soddisfatto dalla visione mentre abbottonavo il cappotto ho gettato lo sguardo al cartellone per leggere i credits. Lì ho scoperto che il titolo originale è in realtà Road to Perdition.
La storia della distribuzione cinematografica del nostro paese è tristemente famosa per la sistematica e implacabile efficacia con la quale ha deturpato la maggior parte dei titoli stranieri. Un tempo (che preferirei per mia ignoranza non quantificare) la traduzione era necessaria e motivata dall'analfabetismo linguistico della popolazione. Le nostre nonne non avrebbero obiettivamente mai pronunciato correttamente un titolo come Gone with the wind. Il fatto dunque che il film più famoso della storia non abbia mantenuto il suo titolo originale di Citizen Kane ma sia stato ribattezzato Quarto Potere è giustificabile e motivato.
Quello che sconvolge è però trovare oggi nelle sale un film come Road to Perdition con un titolo che non è neppure la traduzione letterale, ma getta nei potenziali spettatori il dubbio che si tratti di una pellicola di Ettore Scola o di Gianni Amelio.
Andando a ritroso nella vastissima casista dell'improbabile traduzione si scopre che alcune avventate modifiche hanno avuto una matrice se non altro logica.
Esempio perfetto è Il tempo delle mele 3 (1988). Il film si chiama in realtà L'etudiante e non ha alcuna attinenza con i due capitoli precedenti. La presenza di Sophie Marceau e l'appartenenza al genere definito sentimentale sono bastati ai distributori italiani per spacciarlo come seguito di film con i quali non divide neppure il nome del personaggio principale. Dovessimo chiamare il tempo delle mele tutti i film in cui la splendida Sophie si innamora di qualcuno saremmo già arrivati almeno al 25° capitolo della serie La modifica è però servita a richiamare gli (scarsi) spettatori ancora affezionati alle prime due pellicole. Uno sfregio effettuato per dare maggiore visibilità ad un film condannato a passare inosservato (come è comunque avvenuto).
Verso la metà degli anni ottanta fummo invece investiti da una pioggia di "Scuole di-…" Il successo di Scuola di Polizia (Police Academy, 1984) è stato sfruttato come traino per tanti - troppi- titoli che ne condividevano la matrice demenziale. Così dal 1984 al 1987 film che negli States erano usciti come Stitches (1985), Real Genius (con un acerbo Val Kilmer, 1985) Jekyll & Hyde Togheter again (1984) o Moving violetion (1985) si trasformarono in Italia rispettivamente in Scuola di Medicina, Scuola di Geni, Scuola di sesso (!) e Scuola guida. Persino un film di tutt'altro calibro, pubblico e soprattutto spessore come Target (1985) non riuscì ad evitare il sottotitolo Scuola omicidi, assegnato temo per riflesso.
Avvenne la stessa cosa pochi anni prima con il blockbuster L'aereo più pazzo del mondo (Airplane, 1980) che costrinse la distribuzione a marchiare tutti i film demenziali che giungevano da oltre oceano con l'etichetta "…-più pazzo/a del mondo" (l'ospedale, la Roll Royce, la corsa etc).
Si tratta in ogni caso di operazioni commerciali, discutibili ma comprensibili.
Ciò che sfugge è il motivo per il quale se dovete cercare su un dizionario del cinema Carbon Copy, film del 1981 in cui debuttò di Denzel Washington lo troverete solo alla lettera P, poiché è stato tradotto (non proprio letteralmente) Il pollo si mangia con le mani.
Non pensiate poi che il vero titolo di Scappo dalla città la vita l'amore e le vacche (1991) sia Escape from the city, the life, the love and the cows. Per sua fortuna Billy Cristal può dire di aver recitato in un film che si chiama invece City slickers.
E se la traduzione italiana è spesso infelice resta un mistero come a certi film il titolo non sia stato tradotto ma semplicemente modificato, mantenendo spesso idiomi inglesi. I due Interceptor (1979 e 1981) non si potevano chiamare con l'originale Mad Max, come poi è stato per il terzo capitolo?
E' poi così differente Rising Arizona (in USA) da Arizona junior (in Italia)? Forse almeno quanto Tequila Sunrise (in USA) da Tequila connection (in Italia).
Due titoli che a mio modesto parere hanno guadagnato nella versione italiana, L'Attimo fuggente (1989) credo sia più carino dell'originale Dead Poets society scelto da Peter Weir e il celeberrimo Rambo (1982) conosciuto negli Stati Uniti con il meno efficace First Blood.
Chissà se per un attimo Guy Ritchie e Madonna hanno pensato di intolare Swept Away (2002) traducendo pedissequamente l'originale Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto (1974)….
Neppure questa rubrica ne esce intatta, poiché il film dal quale prende il nome non ha come titolo originale Una poltrona per due (1983): forse negli Stati Uniti, in un sito chiamato "L'angolo dei parlatori" c'è una rubrica di cinema che si chiama Trading Places.

Ugo Ripamonti