Una poltrona per due
Parliamo di cinema a cura di Ugo Ripamonti
Film-Tele-Film
La scorsa settimana abbiamo parlato di quei film che sulla spinta del
successo di pubblico diventano delle serie tv. Per esigenze di spazio non è
stato possibile completare l'argomento parlando del processo inverso, cioè
quello che porta a produrre film tratti da telefilm.
Lo facciamo adesso, anche perché le Majors americane stanno mettendo in
cantiere molti titoli ispirati a telefilm celebri e in questi giorni si
susseguono notizie di nuove produzioni.
Cominciamo questa veloce carrellata con Nicole Kidman che vestirà i panni di
Samantha Simmons, la protagonista di "Vita da Strega", telefilm culto degli
anni '60, capace di fare magie semplicemente muovendo la punta del nasino.
Essendo la Kidman una star di prima grandezza l'annuncio è come di consueto
accompagnato da un necessario approfondimento su come l'attrice ha applicato
gli insegnamenti del metodo Stanislavskji. Se Dustin Hoffman frequentò degli
autistici per prepararsi ad interpretare "Rain Man" o De Niro dei cacciatori
di taglie per "Prima di mezzanotte", da par suo la Kidman non potendo
incontrare delle streghe professioniste (di dilettanti ne è invece pieno il
palinsesto delle tv minori) sta prendendo lezioni da un istruttore per
imparare a muovere il naso con i virtuosismi che la parte richiede.
La riscoperta di "Vita da Strega" (Bewitched) Hollywood l'ha fatta qualche
anno fa quando Antonio Banderas ha diretto la moglie in "Crazy in Alabama"
(1999), film ambientato negli anni '60 nel quale Melanie Griffith scappata
da casa con la testa del marito nella cappelliera riusciva ad entrare nel
cast del telefilm.
Sono stati però gli anni '70 il periodo più foriero di novità per il genere
delle serie tv. E proprio due telefilm di successo di quegli anni stanno ora
diventando lungometraggi. Il primo è "L'incredibile Hulk", già in post
produzione, diretto da Ang Lee (regista del coreografico "La Tigre e il
Dragone"). Nel film avrà una piccola parte (di importanza, non di
proporzioni) anche Lou Ferrigno, il culturista che interpretò il verde
supereroe in quegli anni. Nel telefilm infatti Hulk e la sua controparte
umana, il Dr. Bruce Banner, avevano due interpreti diversi (rispettivamente
Ferrigno e il compianto Bill Bixby) mentre nel nuovo Hulk di An Lee Eric
Bana con l'aiuto del supervisore agli effetti speciali li interpreterà
entrambi.
Il prossimo Febbraio inizieranno le riprese di "Starsky e Hutch", pellicola
tratta dal telefilm del 1975 e interpretata da Ben Stiller (il riccioluto
Starsky) e Owen Wilson (Ken Hutchinson, il biondo) che diventerà un sicuro
blockbuster.
Casi analoghi sono quelli di "The X-Files" (1998) e del prossimo "Friends"
(2004?) la sit-com nella NBC. La differenza rispetto agli altri titoli
citati in precedenza, o a "Mission: impossibile" e "Charlie's Angels", sta nel
fatto che si tratta in questo caso di trasposizioni tanto fedeli (stessi
attori, stesso taglio registico e probabilmente location simili) agli
originali da rappresentare di fatto un'estensione cinematografica della
serie tv, un semplice cambio di formato e di distribuzione.
Pare persino banale ricondurre questo proliferare di film-tele-film alla
ineccepibile crisi creativa che affligge Hollywood ormai da parecchi anni.
Titoli e personaggi già noti e collaudati possono contare su un bacino
d'utenza più o meno sicuro, si tratta solo di scegliere gli attori giusti e
di imbastire una storia che porti in luce i punti di forza del telefilm in
questione. Per osmosi questa scelta conservatrice dettata da esigenze
meramente commerciali inficia completamente il prodotto. Tutti i titoli
tratti da telefilm dovendo restare il più possibile entro binari stabiliti
dalla produzione (e soprattutto dal merchanding) non percorreranno mai
strade alternative e stimolanti. Tutta l'operazione esclude aprioristicamente
il rischio, commerciale o creativo che sia, condizione che questi
lungometraggi hanno in condominio con le mega-produzioni, dove il ruolo del
regista è di fatto sottomesso ai dettami delle Major. Confidiamo che prima o
poi i telefilm da portare sullo schermo finiranno. Basterà? O come nel caso
dell'imminente "Charlie's Angels 2" si trasformeranno in
serial-cinematografici?