Speaker's Corner
 
Racconti notturni
 di Fabio Lentini

  • Premessa
  • 1a puntata
    Incontri

  • 2a puntata
    Khaled
  • 3a puntata
    Il cosmonauta (1a parte)
  • 4a puntata
    Il cosmonauta (2a parte)
  • 5a puntata
    Il vento
  • 6a puntata
    La battaglia
  • 7a puntata
    La rosa del Cretto
  • 8a puntata
    Ritorni
  • 9a puntata
    I canali di Hans
  • 10a puntata
    La leggenda della vecchia ferrovia (1a parte)
  • 11a puntata
    La leggenda della vecchia ferrovia (2a parte)
  • 12a puntata
    L'ultimo walzer
  • 13a puntata
    Il teorema



    Autoromanzo. Storia d'amore a Tre Voci
    di Roberto Cicero


    Storie di quartiere
    di Carlo Trotta

































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    Visiant Outsourcing
    Speaker's Corner
    Racconti Notturni
    a cura di Fabio Lentini


    RITORNI

        V'era in quel tempo un bosco, grandioso e verdeggiante, dove le lucciole solevano abitare. A migliaia, ogni sera, tamburellavano il cielo di brevi chiarori che si perdevano dentro le nicchie oscure della notte. Mio padre mi ci portava sovente a primavera sia che piovesse sia con la notte ammantata di luna. Ogni qualvolta un incubo ferisse il mio riposo, ci inoltravamo alla ricerca delle lampe, disseminate qua e là lungo il sentiero.
        La voce del torrente s'udiva in lontananza, chetata dal risonante gracchiare delle rane. Nascoste dalle foglie, le cicale gorgheggiavano in coro in un intenso ed allegro maestoso. Non v'erano timori in quella macchia e, proseguendo, i cuori si riempivano di gioia.
        Dopo lungo e febbrile avanzare, si giungeva al varco delle querce canute dove, spenta la fiamma, si restava nell'attesa. Già, perché solo al calar della vampa cominciavano a diffondersi nell'aria. Quando la prima faceva capolino, le altre venivan fuori a centinaia.
        - "Papà, perché si spengono?" domandavo incredulo e rapito.
        - "...è il loro modo di salutare il mio angioletto!" mi rispondeva con un dolce sorriso.
        Quanta gioia dovevano provare nel pulsare spensierate alla notte, quanta emozione si infondeva nei cuori a quel ritmico e frenetico danzare. Poi, magicamente, così come erano giunte, sparivan via lontane ad esaudire le attese di altri bimbi.
        Con animo pago e spensierato, percorrevo a ritroso il sentiero riportando la tenebra alla notte ed il buio non faceva più paura.
        Adesso che mio padre non c'è più, porto io nel bosco i miei angioletti a vedere le lucciole di notte. Non v'è più quell'intenso sfavillare ma ai loro occhi di bimbe è pur sempre un'inspiegabile magia.
    (dedicato a chi non c'è più ed a chi è appena giunto...)


    © Fabio Lentini 2002. Tutti i diritti riservati.