COMMISTY-non lontano dal buio di Tina Rigione
Ho iniziato a leggere questo romanzo non pensando che lo avrei lasciato soltanto dopo averlo finito, cioè dopo ventiquattro ore di full immersion. Mi sono sentita subito coinvolta dai numerosi momenti di suspence che si susseguono e a volte si intersecano. Molti i momenti in cui ho pensato di aver risolto il giallo, invece, ogni volta, la narrazione imboccava un nuovo sentiero che arricchiva la trama con nuovi elementi. Sono stata sulla corda fino all'ultima pagina e quando ho letto la parola FINE ho avuto l'impressione che l'autrice, con la soluzione che ha dato, volesse annunciarci che ci sarà una seconda parte. Se ci dovesse essere sarò lieta di leggerla. Complimenti Tina. Chissà cosa ne sarebbe di questo tuo romanzo se ti chiamassi Tina Faletti.
marica
In viaggio con Dante all’inferno
“In viaggio con Dante all’inferno” di di SALVO ZAPPULLA RECENSIONE di GIANNI LATRONICO Avevo appena finito di tradurre le tre cantiche della Divina Commedia, in dialetto ferrandinese, quando mi sono visto sprofondare, dall’empireo del paradiso dantesco al centro dell’inferno di Salvo Zappulla, con tutt’altra musica. L’infernale discesa verticale, di bolgia in bolgia, si faceva sempre più passeggiata orizzontale, di cerchio in cerchio, da Caltanissetta a Catania, dall’Aspromonte alla Sila, da Napoli a Roma, da Milano a Venezia. Sin dalle prime battute ho capito che l’inferno è nel cuore degli uomini, che gli arresti domiciliari sono la sua punizione, che i politici sono la fonte di ogni male terreno e, se non piove, è colpa del governo. Ora come allora, come sempre. Quando il sonno della ragione genera mostri, la politica guazza nel torbido, pesca di tutto, fa il buono ed il cattivo tempo, favorendo gli accoliti, predicando bene e razzolando male, trasportando sulla terra i mali dell’oltretomba. Dalla sottile ironia di Salvo Zappulla non si salva neanche “un critico d’arte che ultimamente si è dato alla politica. Stesso modo di sistemarsi nervosamente i capelli con la mano, stesso modo di sbraitare stravolgendo i lineamenti del viso”. La contrapposizione tra la vanità del mondo corrotto e la dignità dell’ascesi morale fa scoccare in lui la scintilla dell’ispirazione, lasciandogli celare il disgusto totale dietro la maschera di un sorriso, nel dialogo tra lui ed il sommo poeta. Due mentalità agli antipodi fanno scintille; due mondi diversi si scontrano; due visioni contrastanti si confrontano nella lucidità dell’ingegno, sviluppando ed approfondendo un pensiero comune nella condanna del male, per il trionfo del bene. Tante verità conducono all’inganno e, se la verità del mondo è bruttura e infelicità, le passioni appaiono come una commedia, in cui ride chi deve piangere e piange chi deve ridere, nella perenne inversione dei ruoli, affidati da madre natura e manovrati dalla politica. L’unica difesa dalle mutevoli apparenze è il disprezzo delle vanità terrene, dell’ingordigia umana, della sete insaziabile di potere, rivolgendosi alle verità eterne, alle virtù celesti, ai beni spirituali delle divine immagini dantesche. Il punto d’equilibrio del pensiero, della grazia e della poesia sta nella profonda tensione spirituale e nell’immensa pietà umana, davanti alla crudeltà del destino, deciso dai politici, su questa misera valle di lacrime. Il pregio di “In viaggio con Dante all’inferno” consiste nel conferire ad un’esperienza surreale, il valore universale dell’etica dell’arte, con la definitiva condanna del malcostume politico, del rassegnato asservimento allo stesso e nel trionfo finale della vera moralità. Gianni Latronico gianni.latronico@libero.it
UOMINI E TOPI
di JOHN STEINBECK. Ognuno ha un sogno segreto. Pochi hanno il coraggio di realizzarlo. Lennie lo fece. Ma gli andò male. E'la storia tragica e violenta di due braccianti che trovano lavoro in un ranch della California:il grande Lennie, gigante buono ma mentalmente ritardato e il saggio George, guida e sostegno dell'amico nella vana resistenza alla miseria del mondo.Una grande amicizia, in cui l'amico uccide l'amico per fargli da padre fino alla fine. Nella fatica, nella miseria, una vita con un senso, perchè si ha un sogno da realizzare-un sogno comune da realizzare insieme-, perchè si appartiene l'uno all'altro....fino alla fine. Un classico della letteratura americana, tradotto da C.Pavese.
Speranze fra sogno e realtà
Sono una studentessa di Amburgo mi chiamo Inga, da tre anni sono in Italia, ho letto molti libri ma quallo che mi ha colpito di più è stato un libro che ho letto all'Università, un libro di poesie dello scrittore Engel von Eiche dal titolo "Speranze fra sogno e realtà" che mi ha fatto molto riflettere, si perchè oggi sono pochi i libri che ti danno quel qualcosa per non metter la testa sotto terra e navigare in fantasie illusorie che nascondon i reali problemi, invece che affrontare problematiche di questo nostro secolo, le tematiche affrontate dallo scrittore Engel von Eiche sono ricche di insegnamenti, di riflessioni e danno un input positivo al lettore non si può che leggerlo e rileggerlo con molta attenzione. Io veramente sono contenta che esistano ancora autori com e Engel von Eiche che si lanciano in un accorato ed incisivo appello in queste sue liriche, denunciando i mali e le colpe dell'uomo, che distrugge chi lo circonda e se stesso, ma augurandosi che una flebile voce di speranza irradii l'animo umano perchè esso si redima e faccia in modo di cambiare in meglio questo mondo.Il mio augurio è che questo scrittore venga conosciuto meglio, cioè che gli venga dato un giusto spazio nel mondo della letteratura perchè è veramente in gamba, e se qualcuno che legge questa mia volesse interessarsi ne sarei felice, ho rintracciato su internet il suo indirizzo e lo scrivo con la speranza che qualcuno gli dia veramente una mano per farlo conoscere grazie Inga Durer Engel von Eiche Ruvo del Monte(pz) Italia cell.349 /1980212 e mal freja19@virglio.it
La congiura di Merlino
Questo libro racconta di un ragazzo e una ragazza. All'inizio sono due storie parallele ma poi vanno ad intrecciarsi. E' un misto di magia e storia.Contrariamente a quello che fa pensare il titolo è ambientato nel futuro dove c'è la consapevolezza di più mondi,più creature e magia. La giovane Roddy scopre che il nuovo merlino sta progettando un tranello per avere potere.Il passaggio tra un modo e un altro può durare secondi per chi lo vive ma per chi aspetta il loro ritorno passano anni e anni. E' un misto di avventura,suspance e sentimenti da sedicenne. Secondo me vale la pena di leggerlo. Xiao
State of Fear - M Crichton
Pur essendo fiction, ha un elevato contenuto tecnico, con addirittura i riferimeneti ai libri con l'aiuto dei quali numerose sentenze sono state costruite. L'autore non vuole solo raccontare una storia, ma cerca anche di far riflettere i suoi lettori su tematiche all'ordine (purtroppo) del giorno. Alla fine, non si tira indietro. Anche lui dice la sua. Da leggere.
"LE CELATE" DI FRANCESCA DARIMA
Le Celate e’ un romanzo autobiografico di una donna tenace e coraggiosa che ha lottato tutta la vita per darsi un’identita’.L’autrice ripercorre con chiarezza le tappe della sua esistenza partendo dalla nascita fino ai nostri giorni. Nasce in un particolarissimo reparto della maternità dell’Ospedale S. Giovanni a Roma, del Vaticano, dove partorivano nell’anonimato nobildonne e suore, col volto coperto. Il reparto “dei Misteri” veniva appunto chiamato “Le Celate”. Li Francesca viene alla luce e lì è abbandonata. Passa alcuni giorni al brefotrofio di Roma poi è affidata ad una balia di Ripi in provincia di Frosinone. Cominciarono poi continui spostamenti e un’estenuante lotta per conoscere le sue origini. Nel suo cammino di verità, accompagnata da una sola medaglia al collo con su scritto “Pio Istituto Santo Spirito di Roma Darima Francesca N.N: n. 34710, ha svelato a se stessa e al mondo la sua vera storia, balzata alle cronache nazionali grazie all’interessamento di Corrado Augias e della trasmissione “Chi l’ha visto?”. Francesca è la figlia di una relazione extramatrimoniale tra Marcantonio Colonna, principe romano ormai defunto, e una giovane suora. La giovane suora, ormai molto anziana, vive in un convento del nord Italia, ma Francesca non è ancora riuscita ad incontrarla, a causa dell’ostracismo assurdo del Vaticano. Nel romanzo si incontreranno vari episodi-scandalo dai quali sia la nobiltà nera romana che il clero cattolico ne escono in pessima luce.
IL PASSATO è UNA TERRA STRANIERA - GIANRICO CAROFIGLIO - RIZZOLI
Ad un certo punto, mentre leggevo il romanzo, qualcuno nascosto tra le pagine del libro era lì a fissarmi. Lì per lì non capivo quegli occhi di chi fossero né da dove venissero. Ero impegnata nella lettura. Ma ecco, tenendo nella mano sinistra il libro con il dito pollice puntato al centro per non perdere il segno, le pagine restanti a destra scoprivano il volto sornione e quasi interrogativo dell’autore Carofiglio. Il viso, stampato nell’interno della copertina, sembrava stesse lì ad osservare e a tenere d’occhio la mia lettura. Mi sentivo da lui osservata. Come se ci fosse stato un microchip integrato alla copertina collegato direttamente al palmare dell’autore. Paranoico, direste voi. Ma provate ad immaginare le sensazioni che potrebbe ricevere lo scrittore nell’osservare di nascosto i vostri gesti e le vostre smorfie mentre state davanti alle sue pagine e siete assorti nella lettura. Embe’, lui è un magistrato che per passione scrive libri gialli... quale migliore scoperta potrebbe mai fare se non quella di controllare come il lettore assimila la lettura? Le sue sensazioni, le sue emozioni, i suoi sguardi interrogativi e meravigliati, il suo disappunto e la sua curiosità di vedere come va a finire la storia che relaziona i personaggi tra di loro e porta alla conclusione delle indagini. Per uno scrittore sarebbe bello poter interagire con il lettore a tal punto ma non credo che ad una invenzione del genere non stiano già lavorando. Nel frattempo leggete il romanzo del quale posso solo dire bene, visto che non c’è nulla di male di cui stare qui a disquisire o a sentenziare.
ANNUS MIRABILIS
di GERALDINE BROOKS. Romanzo storico. Mi son sempre piaciuti i romanzi storici, soprattutto se scritti da giornalisti, sceneggiatori…non letterati: sono più dinamici, avvincenti e non si dilungano troppo in descrizioni, introspezioni e simili. L’autrice –appunto- è una giornalista corrispondente da luoghi di guerra. In vacanza le capita di andare in un villaggio nel Derbyshire, un villaggio che nel lontano 1660 fu colpito dalla peste; un villaggio singolare che, come dichiarano i documenti storici, fece una scelta eroica: rimanere tutti segregati nel paese per evitare il contagio ai paesi limitrofi. Promotore di tale decisione un rettore santo che perse i suoi familiari nell’epidemia, ma non la sua domestica……… Da qui……….. La peste giunge a Eyam in una mattina del 1666. Inaspettata e innocente eroina, Anna, la domestica del rettore, deve affrontare la morte nella sua famiglia, la disintegrazione della sua comunità (non appena la peste penetra nelle loro case, gli abitanti di Eyam smarriscono la loro fede e si abbandonano a ottusità e superstizione) e il pericolo di un amore illecito. L’Annus Horribilis della peste si trasforma in un Annus Mirabilis, un anno di meraviglie, in cui tanto di umano diventa eroico, eroico nel quotidiano. C’è amore e odio , dolore e gioia, perdita e resurrezione e c’è anche la domanda sul senso della vita, sul senso del dolore e del sacrificio. Da leggere.