IL RECINTO di Amanda Nebiolo
La "Lady bianca della letteratura italiana" (così come è stata più volte definita Amanda Nebiolo da chi ha voluto sottolinearne il vezzo di comparire sempre vestita di bianco, bellissima, ad appuntamenti letterari che l'hanno vista protagonista) riconferma in questo libro il suo stile unico, con misurate ed efficacissime pagine in cui è espressa la forza di un messaggio chiaro e l'elogio al bene più grande: il diritto alla libertà.
Enrico (enrico@tiscali.it)
IL RECINTO
Riconferma, in questo romanzo, il suo stile unico ed un messaggio chiaro la "lady bianca della letteratura italiana", così come è stata definita da chi ha voluto sinteticamente descrivere l'elegante sobrietà e la pulizia di pensiero di questa autrice, ben nota anche per il vezzo di comparire sempre vestita esclusivamente di bianco alla presentazione dei suoi scritti ed alle premiazioni dei concorsi di poesia cui partecipa o viene invitata. Con "IL RECINTO", la Nebiolo dà ulteriore prova di uno stile forte ed essenziale, regalando ai suoi lettori spunti di vivace riflessione e di concreta analisi.
Luca Vezzari (d011331@polito.it)
Gli occhi oltre il cielo
Ho letto anch'io il romanzo "Gli occhi oltre il cielo" E mi sento di affermare che è un romanzo nuovo e diverso nel panorama italiano ed internazionale.Nel narrare una storia d'amore e di libertà s'inserisce nei problemi di ogni essere umano nell'affrontare la vita di ogni giorno e le sue difficoltà e pone all'attenzione del lettore la strada per andare in un "mondo nuovo". Consiglio a tutti di leggerlo.
Giusi (albanuova2000@msn.com)
"Gli occhi oltre il cielo"
Ho letto nei giorni scorsi, su suggerimento di una mia amica il romanzo "Gli occhi oltre il cielo" Della Libroitaliano World e sono rimasta veramente sorpresa dall'aria di amore, di libertà, di altruismo e di voglia di un mondo, basato sulle esigenze degli esseri umani, che si respira in questo libro. Mi ha cambiato la vita ed ogni tanto mi rileggo alcuni passi, perchè mi sono resa conto di vivere in un mondo dove amore, libertà, uguaglianza, fratellanza sono solo parole vane e vuote e che il "Mondo nuovo" di Giulia e Massimo sono la nuova frontiera dell'umanità.Consiglio di leggere questo romanzo, affinchè ognuno possa respirare l'aria pura della dell'amore e della libertà. Un abbraccio a tutti. Fernanda.
Fernanda (athena2010@msn.com)
Le anime meschine
Un libro forte, originale dove la psicologia dei personaggi e molti dei luoghi comuni della società vengono "vivisezionati". Le parole usate dall'autore arrivano direttamente allo stomaco perchè spesso la "meschinità" dei personaggi descritti non è poi così lontana da noi stessi. L'autore, nei diversi racconti di cui è composto il libro, affonda il coltello nelle apparenze della vità quotidiana, nel "precostituito" nel quale tante volte si rimane intrappolati per comodità e per impotenza. La lettura di "Le anime meschine" è un modo diverso per riflettere su sè stessi e sugli altri ed un invito a vivere la propria esistenza in prima persona e consapevolmente.
Luca
(lucsantini@yahoo.it)
Le anime meschine di Gabriele Cecchini
Questo libro mi fa un po' paura, nel senso che se davvero siamo così c'è da porsi qualche domanda...c'è un fondo di verità sotto questa estremizzazione della realtà? Secondo me sì, ed è questo che mi fa pensare. Una società finta, dove l'unico modo per salvare se stessi è isolarsi, rinchiudersi nelle proprie angosce, manie e menzogne. Una società dove la curiosità corrode la vita di chi spia e la vita di chi è spiato, curiosità morbosa che riempie un vuoto emotivo. Ritrovo molti discorsi sentiti fin da bambina in casa e in giro per le strade del mio paese, dove parlare degli affari altrui aiuta a passare il tempo, a non pensare a sè. Queste manie così diffuse che l'autore porta all'esasperazione sono tremendamente umane, e alcuni personaggi rimangono davvero memorabili.
Federica
(federica.fadda@libero.it)
Le anime meschine di Gabriele Cecchini
Non è certo facile questo libro consigliatomi da un amico. Sono racconti forti, strani. La cosa davvero entusiasmante però è che sono terribilmente reali, crudi. Leggere questo libro è come vedere in uno specchio le meschinità che nascondiamo, è come sentire i pensieri che non si possono dire. Tra le righe ho trovato una certa voglia di andare contro una società troppo omologata e piena di luoghi comuni, contro quegli sguardi finti e quei sorrisi fin troppo puliti. Alcune storie mi sono piaciute meno, ma lo consiglio a tutti ugualmente!
Giulio
(tremendo-80@hotmail.it)
IL RECINTO di Amanda Nebiolo
Un romanzo breve, ma ricco di positività e dal messaggio così forte, seppur essenziale, da non lasciare indifferenti. E' chiara la ragione per la quale è già in ristampa.
Flora Negro
(negrof@istitutosociale.it)
IL RECINTO
Il desiderio di fuga dal "recinto" delle convenzioni, dei pregiudizi, delle gerarchie sociali fondate sulla legge dell'avere, del dover dimostrare, del dover diventare. Il rifiuto di una vita "spesa" e mai vissuta, condizionata dal bisogno di riconoscimento come principale conferma di una illusoria autoaffermazione, raggiunta pagando un prezzo spesso troppo elevato: la rinuncia alla libertà. Così si conclude il libro di Amanda Nebiolo, il più essenziale, pulito ed umano che io abbia avuto, fino ad oggi, il piacere di leggere. Cordialmente Riccardo Dallera
(dallera@iveco.com)
IL RECINTO
Il romanzo di Amanda Nebiolo. Un racconto che sorge all'improvviso, felice e sereno epilogo di smarrimenti e di timori, in un percorso introspettivo che introduce l'io piu' intimo - l'anima - disvelandolo negli asspetti maggiormente autentici del suo essere. Un percorso che attraversa le tante burrasche che sembrano travolgere l'illusoria linearita' dell'esistenza umana, oltre le scontate abitudini e le comode consuetudini che anestetizzano il coraggio, ostacolando la capacita' di librarsi verso la liberta' e trasformando la naturale tensione verso la stessa in un vano e sterile anelito. E' un "recinto" senza sbarre, quello descritto dalla Nebiolo, ma dal perimetro ben delineato, oltre il quale tuttavia l'autrice si libera, e ci libera, dagli alti steccati della compiacenza, accettati troppo spesso con ben scarso discernimento. Gli elementi naturali nei quali si sviluppa il racconto, non ne costituiscono un semplice sfondo, ma diventano gli ideali compagni di questo incredibile viaggio alla ricerca di se stessi, tra prati immensi da percorrere e fiori delicati da contemplare, notti ed acque dalle quali lasciarsi trasportare, per riappropriarsi finalmente della pienezza di una vita non piu' sacrificata sull'altare delle apparenze. Amanda nebiolo intesse questo suo felice esordio letterario con metafore acute e ricche di valore simbolico, tra cui una su tutte: quella del protagonista de "il recinto", il titolare e possessore dell'anima, che intraprende il proprio viaggio interiore seguendo la rotta indicata dal vento. Un giovane puledro che apprende per tappe, lungo il suo cammino, ad ascoltare se stesso ed a crescere intimamente. Un puledro che imparera' ad osservare montagna e mare con occhi di falco. E questi si faranno sasso e lago al suo cospetto. Non meno apprezzabili, poi, i tratti dell'opera nei quali la nobilta' e lo spessore dei messaggi proposti si fondono con note di poesia struggente e di raffinata eleganza, oltre che di armonica musicalita'. Questo racconto fantastico lascia tracce destinate a restare scolpite nei cuori ed invita, anzi incita, chi lo legge a farsi idealmente, allo stesso tempo, arco e freccia, per riuscire a vedere oltre i confini della propria quotidianita' e per giungere nel luogo in cui non ci sono strade per perdersi, ma solo sentieri per ritrovarsi.
Emanuele
(emanueleluca.berra@tin.it)
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