Le ore - Michael Cunningham
Questa non è una recensione, è una domanda. Ho letto "Le ore" di Michael Cunningham, edizione Bompiani, traduzione di Ivan Cotroneo. Il romanzo è bellissimo, così come lo è anche "Carne e sangue" dello stesso autore. Ma la questione riguarda la traduzione di "Le ore". Sentite questa frase: "Clarissa apre la porta del fioraio, che si blocca sempre leggermente, ed entra; è una donna alta, dalle spalle larghe, fra i mazzi di rose e giacinti, le ceste muschiose di narcisi paperwhite, le orchidee che tremano sui loro steli." Non avete l'mpressione di inciampare dopo ogni parola, non vi viene voglia di prenderle e metterli in ordine? Un'altro passaggio: "Walter, in questo momento, sta lavorando a una serie di complicate tarature mentali che riguardano il significato personale della sua persona" Cosa vuol dire "significato personale della sua persona"? Quest'altra:"...Louis, la fantasia del ragazzo della fattoria, l'incarnazione vivente della carnalità dall'occhio stanco..." Cosa è l'incarnazione della carnalità dall'occhio stanco? La domanda principale è: è l'autore o il traduttore?
Vincentvincentgluharovçyahoo.com
Senza fissa dimora - Karin Alvtegen
Avete letto Senza fissa dimora? Se non l’avete ancora fatto, non sapete cosa vi siete persi! Un libro intenso, una storia avvincente, un ritmo veloce, a volte ripido, a volte opportunamente rallentato, quasi a sottolineare i momenti di suspance. Un libro da leggere tutto d’un fiato. L’ho cominciato un sabato pomeriggio e sono andata avanti finché ho potuto... alla fine, ero soddisfatta, ma quasi dispiaciuta di aver divorato così voracemente una storia tanto bella. Vi è mai capitato di restare così impressionati da un libro/film/articolo da arrivare a rielaborare immagini, scene e dialoghi in sogno? A me è successo: era come se il mio subconscio volesse continuare a godere di quel prolungato momento di fruizione, come se volesse appropriarsi di quelle parole per ricostruirle in modo bizzarro, a sua immagine e somiglianza. Svegliandomi all’improvviso, ho riso di me e della mia ingordigia e mi sono ricordata che era proprio per questo che Socrate non ha mai scritto un’opera, perché chiunque avrebbe potuto reinterpretarla a modo proprio, snaturandone il senso originario. E infatti, ho fatto una riflessione un po’ azzardata: per certi aspetti Sybilla, la protagonista, mi ha ricordato la figura misteriosa e inquietante creata da Dickens in Great Expectations, Miss Havisham. Entrambe scivolano in una forma di follia per riaffermare una sorta di implicita libertà, la libertà di scegliere il proprio intimo modo di reagire a un grande dolore, il dolore di perdere un figlio da una parte, il dolore di essere abbandonata alla vigilia delle nozze dall’altra. Entrambe sperimentano e subiscono sulla propria pelle il rifiuto da parte delle persone amate; entrambe ne soffrono al punto da fissarsi mete lontane o surreali: negare le proprie origini per trovare la pace da un lato, punire tutti gli uomini presenti sulla terra dall’altro! Soprattutto mi ha colpito l’immagine dell’intoccabile sacchetto contenente i soldi racimolati da Sybilla per avverare un sogno: mi ha fatto venire in mente il vestito da sposa di Miss Havisham, rimasto lì immobile e putrefatto dal momento dell’abbandono in poi. Mi ha colpito la doppia reazione: da un lato la reazione secca al dolore, dall’altro il mantenimento di un oggetto rappresentativo dell’evento scatenante, proprio di quell’evento che i due personaggi cercano di dimenticare. Da un lato la voglia disperata di uscire dal passato, dall’altro il bisogno incessante di perpetuare quello stesso dolore che intendono superare. Entrambe le opere contengono molti altri spunti, ma questa ambiguità di fondo, questa compresenza ossimorica del bisogno di libertà dal dolore che poi coincide e si risolve nel dolore stesso è inquietante. E’ come se l’oggetto che rappresenta il passato (e quindi l’origine del dramma) fosse necessario per continuare ogni giorno a ricordare il motivo della scelta di vita effettuata. C’è una nota però: mentre Miss Havisham si connota come un personaggio negativo, che arriva solo alla fine a prendere coscienza della propria miseria, Sybilla è un personaggio assolutamente positivo: il suo è un sogno costruttivo. La prima aspira alla vendetta universale; la seconda, invece, spera di poter comprare una piccola casa, dove ritrovare la pace perduta. Entrambe sono affiancate da ragazzini, ma mentre Estella diventa uno strumento di vendetta nelle mani di Miss Havisham, la quale solo alla fine si accorge di averla rovinata per sempre, il giovanissimo amico di Sybilla compie insieme a lei un percorso di crescita positiva, che alla fine lo renderà più grande. E’ questa positività che differenzia l’introspezione psicologica di Karin Alvtegen dalla crudezza e dal disincanto di Charles Dickens. Ovviamente parliamo di due periodi storici e letterari completamente diversi, di due scrittori e di due modi di scrivere molto lontani. Forse è proprio per questo che mi ha colpito l’analogia tra le due figure. Chissà cosa penserebbe Socrate di queste mie bizzarre riflessioni!?!
Myriam
Non ti muovere - Margaret Mazzantini
E' che resti imbambolato lì, a frugare tra le parole degli altri, e le tue, che puntualmente ritrovi senza quasi riconoscerle. E poi arrivi giù, ancora più giù, e trovi una citazione. E una firma: Margaret Mazzantini. E allora ti chiedi...ti chiedi se sarà proprio lei, ecco. E pensi che deve essere bello, nascondersi un po' tra le parole degli altri, dopo che le tue sono state negli occhi e nelle mani di tutti - splendide parole, tra l'altro. Incredibili. Ti appoggi nuovamente allo schienale della tua sedia un po' scomoda, e immagini di sì. Lo vuoi immaginare. Messaggio in una bottiglia da cui bevono tutti. "Non ti muovere" è un gran libro, un grandissimo libro.
rimmel rimmel14@hotmail.com
L'amante - Marguerite Duras
L'amante di Marguerite Duras è, senza dubbio,uno dei romanzi autobiografici piu'intensi e autentici che abbia letto.La partecipazione emotiva dell'autrice nel ripercorrere la sua adolescenza nell'Indocina degli anni '30,il rapporto difficile con la madre e l'incontro con un ventisettenne nababbo cinese con cui vive una sconvolgente passione erotica. Intenso e autentico, quindi,nella descrizione dei luoghi, degli avvenimenti ma soprattutto dell'anima dell'autrice.
emanuelaemanuelaperrone@libero.it
Amabili resti - Alice Sebold
Incrocio tra fantasia e realta questa bellissima opera prima dell'americana Alice Sebold Il racconto che ci fa Susie dal "suo cielo" coinvolge il lettore fin dalle prime pagine per il modo singolare di raccontare... Non è assolutamente un thriller come potrebbe sembrare bensi una specie di favola che aiuta tutti noi ad affrontare in maniera particolare le atrocita che possono capitare nalla vita di tutti i giorni Il libro si legge sicuramente di un fiato,la scittura è fluida e scorrevole,sicuramente un piccolo capolavoro sopra le righe da non perdere
Hellahella@libero.it
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