La Montagna dell' Anima - Gao Xingjian
E'il libro capolavoro per cui Gao Xingjian ha ricevuto il Nobel 2000. E' un lavoro in cui il centro del tutto è la condizione spirituale di un uomo che doveva morire di tumore e che invece la spunta sul male. E allora quale occasione migliore che innalzare la sfida ad un livello ancora superiore. Il confronto con sé e con gli altri alla ricerca di qualcosa che scalfisca il nichilismo di chi tutto ha visto e tutto ha passato. Ritrovare la speranza? Non esageriamo. Il protagonista del romanzo cerca un'ideale montagna della verità. E' uno scrittore inviso al potere politico centrale. Gli piace capire, ascoltare e se richiestogli ha il coraggio di giudicare con una saggezza a metà strada tra Tao e disillusione cosmica. Saprà sopravvivere ai ribelli, ai selvaggi delle campagne, agli inganni del potere, alla ritualità tradizionale delle superstizioni e delle leggende popolari, alla cattiveria che alberga in ciascuno, cercherà d'amare donne. "Attraverso l'ebbrezza della lingua lui ha raccontato l'uomo e la donna, l'amore, la passione, il sesso, la vita, la morte, l'anima, la gioia e la sofferenza della carne, l'impegno politico, il rifiuto della politica, l'impossibilità di fuggire la realtà, l'immaginazione, l'irreale, la ricerca del vero, la negazione della negazione di fini utilitaristici che non equivale all'affermazione, l'illogicità della logica e la presa di distanza dalla scienza, la riflessione razionale che va oltre il dibattito su forme e contenuti, la forma che ha un significato e il contenuto che è privo di significato, il significato di "significato", la definizione di significato, il Dio che tutti amerebbero essere, l'adorazione di simulacri atei, il narcisismo, la frigidità e la follia fino alla paranoia, i poteri paranormali, la schizofrenia, l'illuminazione zen, la mancata illuminazione, la meditazione, i princìpi per mantenersi sani del Tao che si può nominare e di quello che non si può nominare e non deve essere nominato ma è nominato lo stesso, la moda, la ribellione contro la volgarità fino alla vittoria finale, l'assestare un colpo mortale per far ritrovare la giusta via, l'impossibilità di educare i bambini, gli educatori che devono essere educati per primi, la pancia piena di inchiostro, chi si accosta all'inchiostro diventa nero, che male c'è a essere nero, gli uomini buoni, gli uomini cattivi, gli uomini cattivi che non sono uomini, gli uomini che per natura sono più feroci dei lupi, gli uomini peggiori dell'inferno che è dentro di loro, le angosce che si creano da soli, il Nirvana, la fine di tutto ciò che non è, di tutto ciò che è, tutto ciò che non è, la nascita delle strutture della grammatica generativa, il non aver ancora detto tutto che non equivale a non aver detto nulla, l'inutilità della parola nella discussione delle funzioni, l'assenza di vincitori nella lotta tra uomo e donna, gli scacchi come disciplina che rivela le capacità dell'uomo, la necessità dell'uomo di mangiare, la scarsa importanza del morire di fame di fronte alla gravità della perdita dell'integrità morale malgrado la difficoltà di riconoscere la verità, l'inaffidabilità dell'esperienza, l'errore se di errore si tratta, il romanzo rivoluzionario che sovverte l'idolatria per la leteratura, la rivoluzione del romanzo e la morte del romanzo". Una visione cosmica e impressionistica dello spettacolo della natura del paesaggio cinese - gioco ad incastro con quello dell'anima - è un ulteriore accento che fa parte di quest'opera. Ben amalgamata dalla traduzione di Mirella Fratamico che non poco deve essersi divertita in questa faticosa, ma irripetibile impresa per i tipi Rizzoli. Senza il suo lavoro l'opera di uno dei più grandi scrittori dei nostri tempi a noi (italiani) non sarebbe mai arrivata. Il Nobel ha fatto il resto. Davvero imperdibile.
Raffaele Gazerrorafjjgaz@katamail.com
Il libro del cuore
Ultimamente ho conosciuto una ragazza in chat. Parlando ho scoperto che a dicembre scorso ha pubblicato il suo primo libro! Si chiama Giulia Maria Giardini, ha 31 anni ed una bambina di quasi 9. Il libro s'intitola "TRISTEZZE E GIOIE PASSANDO PER AMORE" edito dalla MONTEDIT, volendo potete leggere alcune pagine, la prefazione e l'introduzione proprio sul sito della casa editrice...Incuriosito mi sono precipitato in libreria ed ho chiesto se era possibile averlo. Dopo circa otto giorni mi è arrivato; il primo impatto è stato bellissimo, in quanto la copertina parla da sola dei contenuti del libro. Ho iniziato a leggere e mi sono perso nel fiume d'emozioni sprigionate da quelle pagine! Mi sono ritrovato a leggere fino alla fine, senza stancarmi, anzi, arrivato all'ultima pagina, mi è dispiaciuto, avrei voluto leggerne ancora! Non mi era mai capitato, solitamente leggo racconti narrativi o romanzi avventurosi, misteriosi...insomma è stata la prima volta che compravo un libro di raccolta di poesie, aforismi e pensieri e credetemi ne è valsa la pena! Aspetto con ansia che pubblichi una nuova raccolta o comunque qualcosa di suo, perchè riesce a coinvolgere molto con le parole, rende vive l'emozioni, sembra che parli di te, mentre scorri lo sguardo lungo le righe...Ve lo consiglio vivamente!
antonioacciugoit@yahoo.it
Ebreo senza saperlo - Alberto Cavaglion
Esce per la casa editrice l’Ancora del Mediterraneo l’ultima fatica letteraria di Alberto Cavaglion, cuneese di origini che ora lavora presso l’Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza a Torino. Il saggio affronta in maniera seria ma non seriosa il problema di chi, facendo parte della minoranza ebraica, vede vacillare tutto ciò che costituiva la sua identità e che ora si sta perdendo o viene vissuto in maniera volutamente blanda. Il fatto che si stabilisca una giornata della memoria come quella del 27 gennaio per commemorare l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, il boom dell’editoria sull’ebraismo e le mostre allestite nei musei per ricordare i bei tempi andati sono tutt’altro che segnali rassicuranti per chi è ebreo e vive sulla pelle la propria identità. Un’operazione commerciale riuscitissima come 'La Vita è bella' di Benigni-Cerami ha alimentato il grave equivoco secondo cui l’ebreo è in quanto tale antifascista, ha glissato sulle autentiche testimonianze di chi nel campo di concentramento c’è stato e, oltre a non sentirsi affatto un protagonista di un film di successo, si vedeva costretto a nascondere il tozzo di pane al figlio per accelerare il suo decadimento ed evitargli altro dolore. Per chi ha avuto sentore di ciò che effettivamente è stato quel periodo i discorsi commemorativi sono spesso purtroppo aria fritta, sono pieni di memoria che vorrebbero invano andare a colmare i vuoti di azione del tempo presente. Con dovizia di riferimenti a autori e testi l’autore illustra un percorso culturale ed esistenziale che lo ha portato a vivere in maniera disincantata e libera e lo consiglia a chi vuole emanciparsi da falsi pregiudizi e realizzare hic et nunc ciò che significa far parte al giorno d’oggi di una minoranza comportamentale. Il libro si chiama Ebreo senza saperlo e costa 11,50 euro.
Fabio Rosanaf.rosana@tiscali.it
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