Almeno il pane Fidel
Conosco Gordiano Lupi da qualche anno e, in qualità di autore, ho sempre apprezzato in lui l'estrema franchezza. In "Almeno il pane Fidel" lo scrittore toscano svela la faccia scura di Cuba, quella che il turista non può (o non vuole) vedere e che una certa (dis)informazione di parte tende a nascondere. Lupi affonda la penna nel torbido di una realtà in cui anni di sofferenze e periodi speciali hanno alimentato la disillusione di un popolo tradito. Lupi sta con i cubani e non senza sofferenza elenca tutto quello che non va nell'isola caraibica; cioè tutto. Un testo imperdibile per chi vuole finalmente aprire gli occhi.
remo borgatti
L'angolo del cerchio
Non è un capolavoro, ma "L'angolo del cerchio" è il giallo dal finale più sorprendente che io abbia mai letto.
Roberta Gargioni
Guardando la fine del mondo - Deias Riccardo
Guardando la fine del mondo. Che altro aggiungere ? Molto.. secondo me. Il titolo potrebbe trarre in inganno... quando l' ho letto ero convinta che fosse solo un romanzo catastrofico. In realtà è molto particolare, soprattutto per come è scritto. E' veloce, si legge molto rapidamente ed è allo stesso tempo complesso. Anche il basso prezzo mi ha invogliata a comprarlo... Consigliato a tutti coloro che amano leggere romanzi fuori dall' ordinario e non solo.
Alessia
l'eden
vorrei segnalarvi un romanzo davvero interessante che ho trovato sul sito della casa editrice KIMERIK. Lo trovo semplice ed allo stesso tempo denso di contenuti e riflessioni attinenti alla vita dei nostri giorni. Si intitola L'EDEN ed è di DAVIDE MONTIALBO. Passate a comprarlo e non rimarrete delusi. Sono sicuro!!
PAUL
Io Monica
Vorrei segnalarVi un libro di notevole bellezza e intensità: di tratta di “IO MONICA”, scritto da Lucia Tancredi e edito da Città Nuova (2006). Contrariamente a ciò che potrebbe sembrare, non si tratta della solita biografia di una Santa, ad esclusivo uso dei credenti e aspiranti tali. IO MONICA è un monologo interiore con il quale S. Monica , la madre di sant'Agostino, che ha ormai 56 anni e vive i suoi ultimi istanti di vita, di fronte alla morte che si avvicina si lascia trasportare dal flusso dei ricordi; e così, rivolgendosi all’amato figlio si racconta: la vita a Tagaste; l'adolescenza dissoluta di Agostino, fonte di costanti preoccupazioni e dolori; l’eresia; il cenacolo intellettuale a Cassiciaco; le preghiere e la sospensione per il travaglio spirituale del figlio alla ricerca della Verità; il rapporto con il marito (memorabili quelle pagine!), e con le concubine sia del marito stesso che del figlio. Attraverso questa biografia romanzata – che, contrariamente a quanto di potrebbe pensare, scorre via d’un fiato, anche grazie a una prosa solo apparentemente semplice, in realtà raffinatissima - Lucia Tancredi non racconta solo Santa Monica: racconta una madre, una moglie, una donna che “salta” i secoli e si presenta a noi in tutta la sua modernità. Nonostante sia un libro scritto da una donna su una donna, andrebbe, forse, letto soprattutto dagli uomini: per comprendere la grandezza di una madre, di una moglie, di una compagna. E’ un libro che scorre via come un romanzo d’avventura: potremmo dire che esso narra l’ “avventura dei sentimenti” di una vita, di una donna che - sempre apparentemente vissuta nell’ ombra del marito o del figlio – è capace di così grande e caparbio amore da diventare per loro un vero e proprio “ponte”, verso la tanto sospirata Verità, e quindi verso il senso ultimo della vita. A fronte di tanti libri mediocri che vanno per la maggiore, mi pare che a quest’ opera – che a mio avviso davvero vale, ma che sinora “soffre” del fatto di non far parte dei grandi circuiti pubblicitari – meriti davvero attenzione sia per la sua profondità, sia per l’ ottima tecnica con la quale è stata scritta.
C. A. Nicolini
Magi d'Oriente
Il volume Magi d'Oriente, firmato dall'antropologo Massimo Centini ed edito da Ananke nel 2004, è uno dei testi di saggistica che più hanno suscitato in me interesse. Partendo dalle Scritture canoniche, pur senza trascurare le fonti apocrife, l'autore riesce nel difficile compito di coinvolgere il lettore in una ricerca erudita ma nello stesso tempo accessibile anche a chi è digiuno di nozioni religiose ed antropologiche. Penso che sia un libro, a torto ignorato e trascurato dalla massa dei lettori, che andrebbe riscoperto. E non si tratta tanto di un discorso di valori relativi alla fede cristiana ma di cultura.Il tuffo nel magico mondo dei simboli del sacro che Centini riesce a far fare ai suoi lettori, con agilità e maestria, è unico ed irripetibile. Le fragranze, i colori ed i misteri dell'antico Oriente rivivono inalterati nelle sobrie pagine, frutto di anni di studi, che uno dei più noti antropologi italiani contemporanei propone all'attenzione di un pubblico forse troppo attento ai libri considerati di moda in un certo periodo, e perciò talvolta poco disposto a tentare letture meno pubblicizzate.Dalle pagine di Magi d'Oriente la devozione ed il folklore si mescolano per illustrarci storicamente uno dei particolari più pittoreschi dei nostri presepi casalinghi: la venuta di tre sapienti, la cui identità è per molti tuttora avvolta nel mistero, che donano dall'alto delle loro cavalcature, così come l'iconografia popolare non di rado li ha rappresentati, oro, incenso e mirra al Bambinello divino. E mentre la luce intermittente del presepe illumina a tratti le strade di ciottoli di fiume e bambagia e il laghetto di stagnola argentata, il fascino di questi antichi personaggi si ricrea inalterato nella mente del lettore, trasportandolo in un'epoca arcaica: quella del mistero di Dio, della notte più stellata del tempo in cui la luce eterna dello spirito discese nel cuore del mondo.
Annamaria Bortolan
E' vietata qualsiasi riproduzione. Tutti i diritti riservati.