In nome dell'amore-Melissa P.
Al circolo Boeri di Piacenza, a conclusione delle giornata lavorativa i giovani Urban Professional si dedicano al gioco di indovinare per che cosa starà mai quella "p." dell'autrice in questione. Io offro una variante tragica: secondo me "p"sta per "povera"; povera disperata icona di una gioventù inventata in laboratorio ancora prima di nascere.
Giorgio Betti
(giorgiobetti@gmail.com)
"Liberi di amare" di Laura Laurenzi
Laura Laurenzi ci offre un libro appassionato, scritto con gusto, che riesce a trascendere il gossip. L'unico dubbio è sull'attendibilità delle fonti utilizzate dall'autrice. La storia della Garbo e Cecil Beaton, ad esempio, si basa sul libro biografico "Loving Garbo" di Hugo Vickers, a sua volta basato sui diari di Beaton, notoriamente inattendibili (vedi le due monumentali biografie sulla Garbo di Barry Paris e Karen Swenson, putroppo mai tradotte in Italia) dato che il fotografo, un mitomane, non voleva altro che alimentare la sua personale leggenda. Inoltre, il capitolo sulla Garbo contiene ulteriori imprecisioni: non è affatto vero che il film "Ninotchka" fu un fiasco, anzi, è vero proprio il contrario! E la Garbo non fu scartata dal film "La contessa di Langeais" perché troppo vecchia, ma solo perché i suoi continui tentennamenti ad accettare la parte rendevano inattuabile la realizzazione della pellicola.
Dario
(drecla@unibz.it)
La Lama Nera
Mi è sempre piaciuto il genere fantasy, ma mi ero scocciato delle solite fiabe a lieto fine. Recentemente ho letto un libro davvero bello, scritto da un italiano in un genere dove dominano gli americani: originale, scorrevole, intrigante. E' La Lama Nera, di Dario de Judicibus, pubblicato da Armenia. Lo consiglio a tutti quelli che amano questo genere. Noi italiani siamo bravi, anche più degli americani!
Fragolina
(fragola70@msn.com)
Avene Selvatiche-Le uova del drago
Cari Preiser e Buttafuoco, la letteratura italiana ha bisogno di scrittori di destra come un asmatico dell'aria (possibilmente) fresca: ma allora perché autosoffocarsi con stili così aristocraticamente passatisti? Perché questo linguaggio tanto involuto e questa continua prospettiva "laterale" sull'innominabile presente? Si potrebbe concludere che in voi c'è veramente una mania per la ghettizzazione. Attiva o passiva che sia.
Giorgio Betti
(giorgiobetti@gmail.com)
LA FINE E' IL MIO INIZIO
Questo libro scritto da Tiziano Terzani e pubblicato postumo mi ha decisamente cambiato la vita. L'autore racconta la sua vita a suo figlio Folco. In un dialogo a due molto intenso che spazia dalle esperienze professionali, dalla vita privata, alle domande che noi figli avremmo sempre voluto fare ai nostri genitori e che oseremmo mai fare per pudore forse, fino ad arrivare alla fase finale della sua malattia. E' un libro che esprime positività in alcuni tratti anche molto divertente. L'autore ha cercato di esprimere i suoi pensieri dando una versione personale della vita in generale e di ciò che può essere importante per l'uomo d'oggi. La tecnologia è una cosa utile, però ti fa perdere il senso di ciò che si è veramente. Lo consiglio veramente, ti lascia di certo un segno nel cuore.
LAURA
(comi.laura@tiscalinet.it)
Il collezionista di città-Camillo Langone
A separare l'orrido dal sublime c'è una sottilissima membrana impudica. Camillo non la vede e la lacera continuamente.
Giorgio Betti
(giorgiobetti@gmail.com)
Siamo una massa di ignoranti, parliamone.
Siamo una massa di ignoranti; come porre rimedio? Leggendo i libri di Oreglio?
Giorgio Betti
(giorgiobetti@gmail.com)
Moby Dick
................................su Moby Dick......di Melville..........passa...............un minuto di silenzio.
Giorgio Betti
(giorgiobetti@gmail.com)
Cronaca della fine-Antonio Franchini
Scrivere un libro sulla genesi di un libro significa possedere la rara arte di trasformare l'orpello in architrave. Circola anche la diceria che in realtà il romanzo di cui tratta Franchini ( che non citeremo) sia solo un parto della sua fantasia. Se fosse vero, Franchini sarebbe un genio, così come se avesse messo in giro lui la diceria. Insomma, scatole cinesi da cui non si esce più.
Giorgio Betti
(giorgiobetti@gmail.com)
Io e Lui-Alberto Moravia
Arguto, sagace, brillante, autoironico. In pratica: un Moravia irriconoscibile.
Giorgio Betti
(giorgiobetti@gmail.com)
ALTER EGO
Perchè Annibale attaccò Roma? Se voleva portare dalla sua gli alleati di Roma, perchè usò la violenza, il sacrilegio, come metodo di convincimento, come quando profano' il tempio falisco della Dea Feronia? Perchè non capì che con il terrorismo avrebbe ottenuto il contrario di quello che voleva? Perchè i terroristi di tutti i tempi non capiscono che sono così i migliori alleati di coloro che pretendono di distruggere? E' la storia di Emiliano e di Annibale, di Lucrezia e di Servia in due tempi che poi sono sempre lo stesso eterno tempo dell'uomo.
Antonio Berretta
(berretta@libero.it)
Il Ribelle-Massimo Fini
Già alcuni anni fa, quando sul Borghese scrisse che la più bella canzone d Frank Sinatra è "Strangers in the night", capii che Massimo Fini doveva avere la stessa sensibilità estetica di una rapa. Oggi con il Ribelle toglie ogni argine alla consueta supponenza, arrivando ad affermare che Tex Willer è un trasgressore, uno che va contro il moralismo imperante e le convenzioni borghesi. Proprio così: secondo l'autore, il ranger bonelliano duro e puro di conclamata ispirazione fordiana sarebbe un antieroe da noir, come se fosse ricalcato su Humphrey Bogart anziché (come notorio) su John Waine. E questo, quantomeno, pregiudica seriamente ogni sua credibilità analitica ed esegetica. Però è doveroso aggiungere che Fini è comunque persona di grande cultura e di innegabile talentaccio letterario, e in fondo proprio queste sono le risorse di ogni suo lavoro, libro o articolo che sia: sfoggio di erudizione in versione brillantemente polemica, in elegante equilibrio tra boutade e citazione colta; in un certo senso, la versione moderna ma rispettosa della antica libellistica "contro il potere" (anche se le sue prese di posizione rispetto a quelle, per esempio, di un Maurizio Blondet sono da asilo nido). Insomma, anche stavolta con Massimo Fini c'è da distinguere meicolosamente la sostanza dalla forma. E buttare la sostanza.
Giorgio Betti
(giorgiobetti@gmail.com)
Che libro spettacolare!!!!!
"Il Selvaggio", del giovane scrittore Francesco Vidotto....che bel libro,lo consiglio a tutti....anche a coloro che come me non leggono molto!!questo libro ha il potere di far appassionare alla lettura anche chi non legge mai!Leggetelo Leggetelo e ancora Leggetelo!!Bello il libro e affascinante lo scrittore, per com'è e per quello che dice.Guardate il suo sito...carino www.francescovidotto.com
Claudia
(tony_tr@libero.it)
Al diavolo la morte l'amante l'amore
"Al diavolo la morte l'amante l'amore" di Conny Stockhausen [Panda Edizioni] “Attraversando frammenti di ricordi, malinconici addii, grida di rabbia per le aspirazioni deluse, le amare bugie e le inutili attese nelle poesie di Stockhausen la modernità fragile di ognuno di noi, ‘eterni incompiuti’, trova una definizione lucida, di una consapevolezza intensa, appesa a un destino precario. E in questo deserto dolente si aprono squarci di immagini vivide: la luce dell’Andalusia, la pioggia prepotente, raggi di sole di un rosso bruciante e angoli di un simbolico inquietante giardino”. Giorgia Iazzetta Giornalista. Collabora con “Il Corriere del Veneto”, il mensile “La Piazza” e la rivista letteraria Daemon. Cura l’immagine e la comunicazione della galleria d’arte bolognese Capo di Lucca.
Paolo Maritan
(murillo@libero.it)
Henry - giovanni mastrangelo
Ho letto un grande romanzo italiano, uscito da poco credo, e devo dire che mi ha cambiato la vita soprattutto perché mi ha aperto gli occhi su una bella fetta della realtà in cui viviamo. Il libro, Henry di Giovanni Mastrangelo appunto, è un noir ambientato in una Roma mai così metropolitana e oscura, e tratta di una serie di vite che si intrecciano in modo casuale per colpa dell'eroina. Ecco, quello che mi ha colpito è la sincerità con cui è raccontato il mondo della droga, la virulenza delle storie proposte e la tensione impiegata nell'evitare facili moralismi. L'editore è Einaudi, collana Stile Libero Noir Sono curioso di sapere se c'è qualcun altro che l'ha letto.
francesco
(francesco.pertelli@katamail.com)
Orgoglio e pregiudizio
Un libro fantastico, che fa riflettere sui sentimenti e sulla possibilità di cambiare opinione, anche se legati da profondi pregiudizi e insuperabile superbia. Una trama coinvolgente e romantica. Assolutamente da leggere!!!
tata
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